Titolo del sito, nome di dominio, brevi parti di codice: nella realizzazione di un sito Web
anche le piccole cose contano. Fondamentale per l'usability generale delle proprie pagine, il microcontent è una risorsa non sempre
sfruttata a pieno.
Il sito è linkato nel motore di ricerca, ma il nome di dominio non dice nulla di noto. Il titolo della pagina è generico e
abbastanza insignificante. C'è del testo continuo in home page, e i pochi paragrafi sono titolati: "Presentazione", "E poi...",
"Infine...". Due o tre link sono evidenti nel corpo del testo: le parole linkate sono "clicca qui", poste al termine di lunghe frasi. Ci
sono due immagini nel testo, ma il browser non le ha caricate e appare una bella X al loro posto. Non c'è una barra di navigazione
del sito né un indice del contentuto.
Forse la visita a questa pagina è durata fin troppo e possiamo tornare agli altri siti indicizzati dal motore.
Il microcontent
Quella appena descritta è una situazione limite, ma non troppo assurda per lo standard di molti siti italiani. Magari non sarà
tutto come lo abbiamo raccontato, ma sicuramente vi sarà capitato di imbattervi in almeno qualche elemento corrispondente a quanto
descritto. Il risultato, quello che conta, è che alla fine, su siti di questo genere, non ci si ferma troppo a lungo. Magari il sito
è rispondente alle nostre richieste, ma in una ricerca Internet o nella lettura veloce di pagine Web, la presenza o la mancanza di
alcuni dettagli può rivelarsi decisiva per catturare o allontanare l'attenzione. È questa l'importanza del microcontent.
La lettura Web e il microcontent
Alcuni studi condotti sull'usabilità e le modalità d'approccio degli utenti al Web hanno dimostrato che, contrariamente ad
altri media, Internet è un mezzo da leggere. Il testo è ciò che maggiormente interessa agli utenti. Però, il
tipo di lettura è molto differente da quella abituale. In passato abbiamo già visto
dove cade l'occhio dell'utente sulla pagina Web, e
abbiamo spiegato più volte come grafica e contenuto
siano da considerarsi un tutt'uno inscindibile. La lettura delle pagine Web avviene "a scansione", con una rapida visione di tutta la
pagina e con l'attenzione centrata sui particolari di richiamo. Soltanto dopo questa prima valutazione, l'utente passa a leggere tutto il
contenuto. Naturalmente se la sua attenzione è stata catturata. La prima valutazione è fortemente influenzata dal microcontent.
Testo breve: le parti del sito
Per questo motivo, il microcontent è fondamentale per Jacob Nielsen, che da anni ne teorizza l'importanza, in questo seguito da altri
numerosi esperti di usability e di Web content. Per microcontent possiamo intendere tutte le parti di testo breve (visibile o invisibile) di
una pagina o di un sito Web: piccole "perle di chiarezza", per usare una celebre espressione di Nielsen, lunghe tra i 40 e i 60 caratteri,
utili e necessarie per spiegare il macrocontent, ossia il contenuto vero e proprio di un sito. Quali sono le parti di un sito riconducibili
al concetto di microcontent? Sicuramente possiamo individuare quattro diverse aree:
-
le titolazioni (titolo della pagina,
magari con tagline, nome di dominio, titoli dei paragrafi o delle sezioni, compresi i sommari),
-
i link e riferimenti ipertestuali
(l'indice della pagina, i link esterni e quelli interni, sia dentro al testo sia raccolti in menu di navigazione, compresi i
breadcrumbs),
-
le parti di testo in evidenza
(essenzialmente caption e didascalie),
-
le parti di codice utile (title tag,
metatag, alt text).
I suggerimenti in generale
Prima di tornare su ciascuna di queste aree in dettaglio, è bene ricordare alcuni aspetti comuni a tutte. Infatti, il microcontent
dovrebbe essere fondamentale nella lettura delle pagine Web per permettere all'utente di avere sempre informazioni precise e dettagliate
sul contenuto generale della pagina. Come segnalatori, le parti di microcontent devono guidare l'utente verso il contenuto generale della
pagina, fornendogli in anteprima un condensato di quello che può trovare. La modalità di lettura del Web, veloce, a scansione,
mette in risalto proprio queste parti. Prima di tutto, allora, il microcontent sarà per forza breve, brevissimo. Bisogna ridurre il
testo all'osso, naturalmente senza privarlo di significato. I nostri testi, però, dovranno essere chiari: non soltanto brevi, ma
significativi. Al bando parole generiche, soprattutto se fuori contesto. Altrettanto al bando le frasi evocative ma fuorvianti, oppure
quelle enigmatiche. Ancora, si ricordi che essere ridondanti non paga mai: se il microcontent serve a chiarire e indirizzare, l'uso
esagerato di testi brevi rischia di far finire nel mucchio le informazioni veramente decisive. Meglio pochi ma buoni.