L’importanza dell’accoglienza
Elemento fondamentale per attirare e trattenere i navigatori, la struttura dell’home page
pu�e deve variare da sito a sito in funzione di ci�che si offre, ma alcune considerazioni di massima valgono per tutti.
L'home page �molto pi del biglietto di presentazione del proprio sito, �il primo luogo nel quale i navigatori normalmente arrivano
e sulla base del quale decidono se fermarsi e proseguire oppure se andare altrove.
Secondo Jacob Nielsen la scelta avviene in soli dieci secondi e questo sarebbe dunque il tempo necessario a un visitatore per fare
la propria scelta.
L'esperienza ci dice che in realt�i navigatori sostano un po’ più a lungo sulla home di un sito, circa mezzo minuto,
prima di decidere. I primi secondi, comunque, rimangono di fondamentale importanza per impressionare l’utente. Se in quell’arco
di tempo iniziale il navigatore riesce a orientarsi e sentirsi a casa, probabilmente sarà invogliato a rimanere. Nel caso contrario,
magari finirà di vedere la pagina con calma, ma la prima impressione di disorientamento avrà fatto colpo negativamente e lo
indurrà a lasciare il sito. Bisogna riuscire a convincere l’utente molto velocemente. Il problema è dunque come
strutturare la propria home page in modo efficace.
La questione è complessa e conviene fuggire da chi tenta semplificazioni inadatte al Web reale. Si può definirla partendo
da qualche negazione. Gli errori pi comuni nell’impostazione generale della pagina iniziale sono di due tipi: realizzare pagine
inutili oppure pagine ridondanti. Spesso poi i due errori coincidono.
Pagine inutili
Nella prima categoria devono rientrare tutte le home page cosiddette di benvenuto. Ci sono in Rete un’infinit�di pagine iniziali
vuote, nelle quali campeggiano soltanto un logo e un welcome, a volte abbelliti da qualche trovata grafica. Aldilà del
narcisismo dei webmaster, queste pagine non hanno alcuna funzione né sono sintomo di cordialit�o educazione. Una persona che
sta navigando non valuta il bon ton di un sito da questo, ma da altre caratteristiche, per esempio non fargli perdere tempo. Questo
tipo di pagine sono perlopiù innocue, qualora si tratti di semplici pagine Html di benvenuto, velocemente caricabili e
altrettanto velocemente lasciabili; non fanno decidere all’utente se proseguire o meno nella navigazione interna, il compito
è semplicemente rimandato alla seconda pagina visitabile. Possono però essere dannose quando sono realizzate con grande
dispendio di animazione o di altri elementi grafici. Un esempio classico sono le intro in Flash, dai tempi di caricamento lunghissimi
(la banda larga copre ancora poco pi del 10% degli utenti Web italiani), e raramente di qualche utilit�(se proprio non
vi si vuole rinunciare, si ricordi almeno di inserire un comodo tasto di Skip intro). Se devo attendere 50/60 secondi il caricamento
della pagina, probabilmente arrivato ai 25 secondi di attesa comincerò a chiedermi perché sostare lì – non
vedo niente – e al quarantesimo secondo avrò già digitato un nuovo Url o premuto il tasto Back.
Spesso si ricorre a questo tipo di pagine per dare un accesso alternativo alla versione italiana o a quella inglese del sito, ma la
sostanza non cambia. Se la società è italiana e si rivolge in prevalenza a un pubblico italiano non si capisce questa
utilità. Meglio sarebbe dare accesso diretto a una home page completa in italiano con un vistoso richiamo alla possibilità
di accedere alla versione inglese.
Pagine ridondanti
Creare una home page ridondante è sicuramente la scelta peggiore che si possa fare. Pessime home page sovrabbondanti si trovano
con facilità. Non è il caso di infierire con esempi.
La logica che spinge a una scelta di questo tipo sottintende una conoscenza molto approssimativa della Rete e dei suoi utenti: più
informazioni e notizie si mettono, più ricca è la home page maggiori sono le possibilità che i navigatori rimangano
sul sito. Sbagliato.
L’equazione giusta è: più informazioni e notizie si mettono, più confusa è la home maggiori sono le
possibilità che l’utente, disorientato, se ne vada subito (o meglio entro 60 secondi, cioè quando ha compreso
che in tutta quell’abbondanza impiegherà minuti e minuti a trovare ciò che gli serve). Aldilà di casi
eclatanti, certamente non è facile capire quando si è ‘abbondato’ con le informazioni, anche perché
la valutazione può cambiare molto in base al tipo di sito e alla sua attività, e anche alla popolarità stessa
del servizio online (più un servizio è conosciuto, più la home page diventa una pagina di lavoro a tutti gli
effetti e non pi un centro di smistamento come normalmente dovrebbe essere).
Per siti di media notorietà una prima spia pu�arrivare dai tempi di permanenza in home page degli utenti. Se in media i navigatori
sostano per più di un minuto, deve suonare un campanello di allarme. Se la fermata supera il minuto e mezzo e tende ai due minuti,
probabilmente l'utente è interessato ai contenuti, ma fatica a trovarli.
Un’altra valida spia è data dai movimenti dell'utente nel sito. Un continuo andirivieni dalla home page a pagine interne
differenti pu�significare che il navigatore procede per tentativi nella ricerca di ciò che gli occorre.
In tutti questi casi, è necessario razionalizzare il contenuto, semplificare la comprensione, migliorare la home page.
 |