I dieci problemi di usability del Web italiano
L’approfondimento.
Per i siti di e-commerce si tratta sostanzialmente del click to buy, ma ne sono affetti anche i siti d'informazione
professionale o amatoriale, quelli di servizio e di presentazione, e per questo preferiamo indicarlo con l'espressione
click to target. Il raggiungimento di un certo obiettivo in un sito richiede ancora troppi passaggi. Può essere
l'acquisto come la lettura di una news: tra interstitial, pagine di presentazione e sommari interni, raggiungere
l'obiettivo all'utente costa almeno due o tre passaggi (o click) a vuoto.
Ancora molte home page sono lente, lentissime nel caricamento. Ci sono alcuni siti di importanza nazionale la cui apertura
è un calvario. Tutto ciò dipende forse dalla sbagliata convinzione che i collegamenti in banda larga possano
supportare pagine anche molto grandi e lente. Niente di più sbagliato: a parte il fatto che la banda larga per quanto
diffusa non copre ancora l'intero territorio nazionale e tutti gli utenti, anche navigatori con Adsl non particolarmente
performanti si ritrovano a dover consumare tempi d'attesa per l'apertura delle pagine in questione. Perché non
consentire un accesso di base veloce e pratico per tutti? Gli elementi multimediali, la ricchezza iconografica e in generale
tutte le parti di complemento possono essere lasciate a pagine interne d'approfondimento senza per questo perdere in appeal,
anzi al contrario guadagnandoci. Badare alla sostanza dovrebbe sempre essere la prima regola di un sito ben realizzato. In
questo caso rientrano anche alcune intro in Flash fini a se stesse, inutili, esteticamente discutibili.
La registrazione degli utenti nei siti è un passaggio molto importante sia per chi detiene il sito stesso sia per
i navigatori, che possono accedere a pagine personalizzate e servizi avanzati. Ma spesso, a fronte di una registrazione,
non viene offerto praticamente alcun vantaggio. Inoltre, non si capisce perché siano richiesti dati e dati
sensibili, anche nel dettaglio, quando ne sarebbero sufficienti molti di meno. Questa pratica può allontanare gli
utenti. E non si pensi che porti grandi vantaggi a chi gestisce i dati: se non è previsto alcun invio di materiale
per posta tradizionale, che senso ha chiedere l'indirizzo completo di un utente? Potrebbe bastare il codice postale o la
provincia in cui si vive per ottenere una buona ripartizione geografica. Per una profilazione ottimale, molte volte sono
necessari meno informazioni di quante richieste. Sono ancora praticamente sconosciute, poi, nel Web italiano le cosiddette
credenziali anonime, cioè quelle informazioni necessarie al compimento di certe operazioni (compreso
l'acquisto!) pur senza necessità di richiedere l'identit�dell'utente.
In molti siti c'è la tendenza a riprodurre i metodi e gli stili di comunicazione più tradizionali. Ma
il consumo del contenuto online è molto diverso da quello tradizionale. Si scrive bene, magari, ma non per
l'utente. Si scrive tanto, troppo, badando ad orpelli formali che la comunicazione Web - anche per il marketing -
difficilmente riesce a veicolare. Il navigatore è più veloce, più smaliziato e bada al sodo.
Entrare in un sito e non capire come muoversi, dove si è, e come fare a compiere una certa azione. I
problemi di struttura sono in calo, a nostro avviso, ma rimangono tra i più importanti, e non tutti i siti
sono semplici. La buona struttura del sito è la prima amica dell'usabilità. L'assenza di indicatori
di livello, cioè di dove ci si trova, e l'assenza del richiamo alla home in tutte le pagine sono tra gli
errori più banali e marchiani.
In questo punto rientrano diverse considerazioni, in realtà. Ci sono siti con una grafica semplicemente
brutta. Discutibile dal punto di vista soggettivo, ma oggettivamente brutta se non tiene in considerazione un
minimo ragionamento di comunicazione integrata, se fa ricorso a soluzioni amatoriali, banali, sorpassate. Ci sono
poi siti che fanno un uso della grafica ridondante: gli elementi sono puramente decorativi e in eccesso. La
grafica non serve alla comunicazione, non serve all'utente. Alcuni siti in Flash (ancora parecchi) rientrano in
questo caso. E poi ci sono le immagini, che meritano un punto a se stante nella classifica.
Pessima divisione in categorie, impossibilità di ricerca libera o comunque di ricerca avanzata, criteri di
ricerca non allineati a quelli dei principali motori. Quando il contenuto di un sito comincia ad assumere
proporzioni rilevanti è indispensabile dotarsi di strumenti di ricerca interni. Ma anche nel caso di siti
di piccole dimensioni bisognerebbe tener conto di questa necessità. La base dovrebbe essere almeno una
rigorosa distinzione degli argomenti in categorie richiamate in home page (e magari in tutte le pagine) e la
possibilità di effettuare la ricerca libera.
Entrare in un sito e non sapere di chi è, quale sia il riferimento e l'eventuale contatto offline, in quale
ambito operi principalmente e se ce ne sono di secondari: è uno degli errori più gravi e rilevanti.
Fortunatamente, questo tipo di problema è abbastanza poco diffuso, ma stupisce il fatto che ci sia anche
solo un sito che ancora lo commette.
Ancora molti siti presentano dei link che invece di puntare all'esterno, alla pagina d'origine, riprendono il
contenuto o la pagina stessa al proprio interno. Ma la ricchezza del Web è data proprio
dall'ipertestualità, dalla possibilità di una lettura orizzontale e aperta. Un sito che fornisce un
link esterno non perde l'utente, perché arricchisce la sua esperienza di navigazione. Al contrario chi
trattiene il navigatore sulla proprie pagine, oltre a non avere la certezza di una sua uscita dal sito, gli
impedisce di ampliare la propria esperienza, lo limita e quindi in definitiva fa un'azione contro di lui.
Fotografie non pertinenti, senza didascalia o spiegazione, senza un testo alternativo per la lettura dei browser
vocali, ma anche senza il testo alternativo per il mancato caricamento della figura nella pagina. A parte le
immagini puramente decorative, di cui non si dovrebbe mai abusare, tutte le figure o fotografie dovrebbero avere
una qualche forma di spiegazione, e ancora non sempre accade.
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