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Luglio 2006 - Information architecture

L'iceberg dell'architettura


L'information architecture risponde a esigenze concrete nella progettazione dei siti Internet. La maggior parte del suo valore, però, si esprime in maniera invisibile: una qualità nascosta, e spesso sottovalutata.


L'architettura dell'informazione è la disciplina principe per la costruzione e la realizzazione di siti Internet complessi. In essa ricadono e rientrano tutte insieme le varie componenti di un sito, dal web writing al design, dallo studio dell'interfaccia utente alla struttura del sito stesso. Tuttavia, la parte che rimane poi visibile di tutto questo lavoro è soltanto la sommità di un iceberg, che rimane in gran parte nascosto e quindi spesso sottovalutato.

Lo schema concettuale

La metafora dell'iceberg per le varie componenti dell'Information Architecture deriva da alcune pubblicazioni del mondo americano, in particolare dai saggi sull'argomento scritti da Peter Morville. Si tratta semplicemente di uno schema concettuale, valido al pari di altri, ma più di altri significativo perché riesce a ben spiegare come l'Information Architecture si divida in due grandi parti, una visibile, comunemente accettata da tutti e sulla quale si possono portare, con una relativa facilità, gli investimenti. La seconda parte, invece, è invisibile, poco attraente e difficile da comprendere per un profano. Su questa spesso gli investimenti non arrivano, ma è proprio questa a tenere in piedi tutta la piramide.

I livelli dell'IA

I vari livelli in cui si può concettualmente dividere l'IA riguardano altrettante parti indispensabili nella realizzazione di un sito Web. Ad essi corrispondono altre discipline particolari. Partendo dall'alto, abbiamo:
1)  una superficie, che è la parte più visibile e che corrisponde in modo preciso al visual design.
2)  uno scheletro, l'ossatura del sito, che comprende il design dell'interfaccia, quello di navigazione e quello di informazione.
3)  la struttura è il piano in cui si esplicita meglio il lavoro di raccordo complessivo dell'information architecture, ma anche quello in cui si devono porre le corrette basi di progettazione interattiva.
4)  lo scopo è uno strato sottostante nel quale devono essere fissate le specifiche funzionali e tutto ciò che riguarda il contenuto.
5)  la strategia, che è alla base di tutto: gli obiettivi del sito e i bisogni degli utenti.

L'iceberg dell'IA

A quei livelli, in una rappresentazione metaforica grafica, si può far corrispondere facilmente l'iceberg dell'Information Architecture. Vediamo la trasformazione dei cinque livelli nella rappresentazione grafica:
1)  l'interfaccia: cioè il visual design più puro, la parte più immediatamente visibile e quella in cui maggiormente si può e si deve manifestare anche un senso estetico se non artistico.
2)  wireframe e blueprint: termini complessi e praticamente intraducibili che indicano, in maniera molto generica, l'applicazione concreta dell'information architecture alle singole pagine, con schemi e modelli di navigazione e di relazione con le altre pagine Web. I rapporti e le relazioni così stabilite tra le varie pagine del sito rappresentano l'ossatura del sito stesso. Si è già entrati nella parte invisibile del sito.
3)  metadati, schemi di classificazione, thesauri: sono le informazioni nascoste, quelle parole chiave e quegli archivi di parole che, insieme agli schemi di classificazione interni delle categorie e delle pagine, permettono di ottenere i migliori risultati in termini di findability in senso lato e di ricerca all'interno del sito.
4)  piani di progettazione, strategie di IA: siamo ormai nella parte più concettuale dell'Information Architecture, là dove si pongono le basi di sviluppo dell'intero progetto di sito Internet.
5)  obiettivi e bisogni utente: sono il motore principale, la base da cui nasce ogni ragionamento di architettura dell'informazione. Possono essere analizzati e suddivisi in funzione degli utenti (bisogni e ambienti), del contenuto (struttura e significato) e del contesto (culturale e tecnologico)
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