L'information architecture risponde a esigenze concrete nella progettazione dei
siti Internet. La maggior parte del suo valore, però, si esprime in maniera invisibile: una qualità nascosta, e
spesso sottovalutata.
L'architettura dell'informazione è la disciplina principe per la costruzione e la realizzazione di siti Internet
complessi. In essa ricadono e rientrano tutte insieme le varie componenti di un sito, dal web writing al design, dallo studio
dell'interfaccia utente alla struttura del sito stesso. Tuttavia, la parte che rimane poi visibile di tutto questo lavoro
è soltanto la sommità di un iceberg, che rimane in gran parte nascosto e quindi spesso sottovalutato.
Lo schema concettuale
La metafora dell'iceberg per le varie componenti dell'Information Architecture deriva da alcune pubblicazioni del mondo
americano, in particolare dai saggi sull'argomento scritti da Peter Morville. Si tratta semplicemente di uno schema
concettuale, valido al pari di altri, ma più di altri significativo perché riesce a ben spiegare come
l'Information Architecture si divida in due grandi parti, una visibile, comunemente accettata da tutti e sulla quale si
possono portare, con una relativa facilità, gli investimenti. La seconda parte, invece, è invisibile, poco
attraente e difficile da comprendere per un profano. Su questa spesso gli investimenti non arrivano, ma è proprio
questa a tenere in piedi tutta la piramide.
I livelli dell'IA
I vari livelli in cui si può concettualmente dividere l'IA riguardano altrettante parti indispensabili nella
realizzazione di un sito Web. Ad essi corrispondono altre discipline particolari. Partendo dall'alto, abbiamo:
1)
una superficie, che è la parte più visibile e
che corrisponde in modo preciso al visual design.
2)
uno scheletro, l'ossatura del sito, che comprende il design
dell'interfaccia, quello di navigazione e quello di informazione.
3)
la struttura è il piano in cui si esplicita meglio il
lavoro di raccordo complessivo dell'information architecture, ma anche quello in cui si devono porre le corrette basi
di progettazione interattiva.
4)
lo scopo è uno strato sottostante nel quale devono
essere fissate le specifiche funzionali e tutto ciò che riguarda il contenuto.
5)
la strategia, che è alla base di tutto: gli obiettivi
del sito e i bisogni degli utenti.
L'iceberg dell'IA
A quei livelli, in una rappresentazione metaforica grafica, si può far corrispondere facilmente l'iceberg
dell'Information Architecture. Vediamo la trasformazione dei cinque livelli nella rappresentazione grafica:
1)
l'interfaccia: cioè il visual design più puro,
la parte più immediatamente visibile e quella in cui maggiormente si può e si deve manifestare anche un
senso estetico se non artistico.
2)
wireframe e blueprint: termini complessi e praticamente
intraducibili che indicano, in maniera molto generica, l'applicazione concreta dell'information architecture alle
singole pagine, con schemi e modelli di navigazione e di relazione con le altre pagine Web. I rapporti e le relazioni
così stabilite tra le varie pagine del sito rappresentano l'ossatura del sito stesso. Si è già
entrati nella parte invisibile del sito.
3)
metadati, schemi di classificazione, thesauri: sono le
informazioni nascoste, quelle parole chiave e quegli archivi di parole che, insieme agli schemi di classificazione
interni delle categorie e delle pagine, permettono di ottenere i migliori risultati in termini di findability in senso
lato e di ricerca all'interno del sito.
4)
piani di progettazione, strategie di IA: siamo ormai nella
parte più concettuale dell'Information Architecture, là dove si pongono le basi di sviluppo dell'intero
progetto di sito Internet.
5)
obiettivi e bisogni utente: sono il motore principale, la base
da cui nasce ogni ragionamento di architettura dell'informazione. Possono essere analizzati e suddivisi in funzione
degli utenti (bisogni e ambienti), del contenuto (struttura e significato) e del contesto (culturale e tecnologico)