ShinyNews Home  |  Azienda  
E-Business Usability
Web Usability
Marketing & Advertising
Diritto
Internet Economy
Cerca articolo
 
Usability
Nuovi standard si impongono
Obiettivi in linea
Potere alla parola
L'inventario dei contenuti
Quale linguaggio per il Web
Quale priorità per l'usability Web
Anche i blog vogliono cura
Fiutare i contenuti
Gestire gli ingressi "profondi"
Gestire le immagini nei siti di e-commerce
Migliorare i siti di commercio
La parola nell'home page
Come strutturare il sito
L'iceberg dell'architettura
Usability 2.0: abbandonare la tassonomia?
Trovare le informazioni
L'arte di registrare
Standard è meglio
Attributi del carattere
I tipi di carattere
Alleate e diverse
Font, il carattere di un sito
Il Web sta nel link
I problemi all'italiana
I dieci problemi 2005 targati Nielsen
CMS: vantaggi e svantaggi
L'ipertesto, chiave del Web
I flussi cambiano l'informazione?
L'importanza della prova
Flash: usabilità possibile
Flash: rivedere i giudizi?
Organizzare le informazioni
Nascosto nell'HTML
Superare le norme
Le parti in evidenza
Le norme dell'usability
Link chiari per destinazione e contenuto
I testi partono dalla titolazione
L'utilità del micro-contenuto
Sito accessibile? Sì, grazie
Grafica, contenuto, ma soprattutto struttura
Il formato delle immagini Web
Lo stile di un sito
L’uso dei colori nella comunicazione
Uso e combinazioni
Armonia ed equilibrio
Dare voce al Web
Sapere a chi si parla
Dove guardano le pupille?
L’occupazione dello spazio
Edificare il sito
Ciò che non deve mancare
L’importanza dell’accoglienza
versione stampabile
Aprile 2005 - Information architecture

Organizzare le informazioni


Strutturare il contenuto del sito in maniera organica e sistematica: questo si prefigge l’information architecture.


Molto oltre il semplice web writing, un passo avanti il Web content management, di pari dignità ma con maggiore importanza del Web design. Questo è lo spazio in cui si colloca l’information architecture o architettura delle informazioni. Il nome dice già molto, se non tutto. Organizzare le informazioni del sito e costruirle secondo logica e unitarietà. Diventa chiaro allora perché l’information architecture si pone come una disciplina di mediazione tra il Web content management e il Web design: ad essa il compito di armonizzare contenuto e grafica, strutturando logicamente il primo e dettando al secondo i parametri entro i quali muoversi liberamente.

Definire l’information architecture

Non è facile condensare in poche parole esatte l’information architecture. Meglio affidarsi a una definizione complessa, come quella fornita dall’Asilomar Institute for Information Architecture(AIfIA), associazione no profit dedita allo sviluppo della disciplina. L’architettura delle informazioni è:
-  il design delle strutture di condivisione delle informazioni
-  l'arte e la scienza di organizzare ed strutturare siti web, intranet, online communities e software allo scopo di garantirvi l'usabilità e la trovabilità
-  un insieme emergente di discipline volte a tradurre i principi del design e dell'architettura nell'ambiente digitale.
Secondo questa definizione, l’information architecture può anche essere spiegata in questo modo: è una disciplina che si occupa della comprensione di come trasmettere informazioni complesse nel modo più comprensibile e chiaro possibile. Il fine dell’architettura dell’informazione è quello di organizzare e gestire l’informazione in modo che possa essere trovata, usata e compresa facilmente.

Architetti al lavoro

L’architettura dell’informazione è quindi un lavoro di analisi, sistematizzazione e definizione del contenuto informativo di un sito. Questo è il corpo centrale, al quale vanno affiancati il prima e il dopo: il prima è rappresentato dalla scelta dei messaggi da veicolare, il dopo è il lavoro di disegno formale e tecnologico del sito, dalla sua navigabilità all’impostazione della grafica. Ovviamente, l’architetto delle informazioni lavora a stretto contatto con chi si occupa di queste fasi diverse. Il nucleo centrale dell’architettura delle informazioni, a sua volta, può essere divisa in varie fasi. Riassumendo e schematizzando molto, possiamo arrivare a definirne tre:
-  individuazione e selezione delle aree tematiche e dei nuclei concettuali rilevanti per l’intero sito e per ciascuna delle aree tematiche
-  definizione delle categorie concettuali dell’informazione, compresi i percorsi contenutistici, e gerarchizzazione delle notizie e delle informazioni
-  etichettatura delle categorie e dei percorsi concettuali, organizzandoli in un sistema di navigazione all’interno del sito

La dinamicità dell’informazione

In Internet si scardina uno dei principi tradizionali della comunicazione, e cioè la contrapposizione tra orale e scritto. La forma orale è variabile, dinamica, contraddittoria. La forma scritta è ferma, immobile, definita una volta per sempre. Nel Web, le due forme sono presenti insieme, nello stesso momento. Ci sono le certezze dello scritto, ma anche le possibilità d’intervento e correzione, tipiche dell’orale. Per questo in Internet assume notevole importanza l’information architecture. Sia in fase di prima progettazione di un sito, sia nella fase di revisione e sistemazione del contenuto esistente, bisogna dare ordine e organizzare una materia che di per sé tenderebbe ad accumularsi nelle pagine in maniera disordinata. L’architettura delle informazioni serve proprio per definire i vari canali nei quali devono essere veicolati e inseriti i nuovi contenuti, i nuovi percorsi concettuali che vengono a crearsi, le nuove relazioni che sorgono tra aree differenti.

Un lavoro invisibile

In tutti i siti ben progettati, c’è sempre un grande lavoro di architettura dell’informazione. Spesso a livello inconsapevole: nelle sue forme più semplici di organizzazione basta il buon senso, la conoscenza del modo di fare e navigare degli utenti, la catalogazione precisa del contenuto informativo. Tutte cose che un buon Web designer fa già. Più il livello contenutistico si arricchisce e complica, più il lavoro d’organizzazione deve essere sistematico. Nel risultato finale, nelle pagine Web, questa mole di lavoro può risultare anche nascosta, invisibile, agli occhi dei più. Si tratta di un lavoro necessario, ma che gli utenti devono percepire come perfettamente naturale e semplice. Questo è un buon risultato di architettura dell’informazione.
Scrivi a proposito di questo articolo