Dare voce al Web
La maggioranza degli utenti Internet valuta positivamente l’idea di essere assistiti
durante la navigazione attraverso suggerimenti di tipo vocale o l’evoluzione verso un Web multimediale, ricco di video e file audio.
Nella società della comunicazione la multimedialità è dominata quasi esclusivamente dalle immagini, statiche (come
nella cartellonistica o in Rete), oppure in movimento, come nell’animazione televisiva e cinematografica. Si può dire che
la componente sonora è solitamente relegata in background, a corredo della comunicazione. La breve storia di Internet lo testimonia:
prima nacquero le componenti iconografiche poi, nel tempo, vennero introdotti anche i suoni e i filmati nelle pagine Web. Oggi, però,
con l’aumento del consumo medio di banda, è giusto valutare le opportunità e i rischi associati all’uso di
componenti multimediali poco diffuse, ma potenzialmente sfruttabili anche in Rete.
Per fare luce su questo tema, SWG Interactive Trends grazie a una
ricerca condotta su 700 utenti Internet, ha cercato una risposta concreta alla domanda: “I navigatori sono favorevoli alla diffusione
di audio e video in Rete?”. Dall’analisi dei dati è emerso che il 64% degli intervistati è favorevole
all’evoluzione verso suoni e videoclip, mancando oggi “la parola” ai siti. Il 36% del campione ritiene, invece, che
Internet deve rimanere così com’è, un canale con testi e immagini, ma senza suoni e video. Come prevedibile, a essere
maggiormente attratti dalla multimedialità sono soprattutto i più giovani (meno di 24 anni), seguiti a breve distanza
dai 35-44enni. Un dato interessante riguarda coloro che risiedono nelle isole: 9 su 10 si attendono un futuro fatto di suoni e filmati
in Rete. Nel Nord-est tale valore è del 49%, mentre nel resto d’Italia la media del 63% è rispettata.
E la voce? Quale giudizio viene dato all’impiego di commenti, suggerimenti e percorsi vocali? Secondo SWG Interactive Trends,
l’eventualità di accedere a un sito “parlante”,ovvero contenente messaggi sonori preregistrati, è valutato
positivamente dal 65% del campione. Soltanto un’esigua percentuale (6%) considera negativamente questa ipotesi.
Così come avviene per i menu vocali che sono impiegati in molti servizi di customer care telefonico, l’idea di trovare un
sito parlante non dispiace. Ancora una volta i giovani confermano di essere la fascia d’età più propensa alle
novità e ai cambiamenti: l’83% sono favorevoli.
Quanto alle problematiche connesse all’uso di audio online, invece, si deve tenere conto di almeno due grossi ostacoli. In primo
luogo la disponibilità di dotazioni hardware adatte, altoparlanti ecc., secondariamente del luogo in cui si naviga. Le persone che
si trovano in aree pubbliche o in ufficio dovrebbero, infatti, escludere la riproduzione di file sonori, per non disturbare altre persone.
Tutto questo è un ostacolo reale? Per la metà degli intervistati (55,6%) si tratta di un problema superabile,
magari attraverso l’uso di cuffie. Il 38,5%, invece, crede sia un effettivo freno alla diffusione dei menu vocali.
 |