Alleate e diverse
Spesso, troppo spesso, in Rete e tra gli specialisti sono usati quasi come fossero
sinonimi. Ma accessibilità e usabilità non sono solo concetti diversi: partono da presupposti e tendono a
obiettivi diversi.
Accessibilità e usabilità tendono quasi allo stesso obiettivo: rendere il sito fruibile dagli utenti. In maniera
un po' grossolana, potremmo però dire che mentre la prima punta alla quantità, la seconda punta alla
qualità. L'accessibilità si pone l'obiettivo primario di rendere il sito raggiungibile e fruibile dal maggior
numero di utenti. L'usabilità si preoccupa invece di rendere il sito raggiungibile e fruibile dal proprio target di
riferimento. Per meglio definire il concetto, piuttosto che di sito si dovrebbe parlare di contenuto del sito. Il sito
è quindi un contenitore e agli utenti interessa ciò che vi è all'interno. Accessibilità e
usabilità sono l'insieme di parametri che tendono a rendere il contenuto di un certo sito chiaramente e facilmente
fruibile dal maggior numero di utenti in generale (accessibilità) o dal maggior numero di utenti nell'ambito del proprio
target (usabilità). È ovvio che partendo da questi presupposti accessibilità e usabilità possano
essere sovrapposte o confuse. In realtà, sono due discipline diverse, con scopi e metodologie completamente diversi,
anche se hanno punti di contatto e obiettivi simili.
L'accessibilità: un sito per tutti
L'accessibilità si ripromette di combattere una particolare forma di digital divide: quella che discende da handicap
fisici e mentali o da attrezzature hardware e software obsolete. Infatti, si occupa di rendere fruibili e accessibili i
contenuti dei siti Web da parte di tutti gli utenti. Impossibilità permanenti (handicap fisici gravi) o temporanee (una
frattura ad un polso, per esempio) possono riguardare molteplici aspetti della fruizione di un sito Web, dalla sua visione
alla possibilità di navigarlo. Riflettere sulle condizioni di accessibilità del proprio sito è un aspetto
fondamentale per la democrazia del Web (le persone con difficoltà ad accedere ai siti in Italia sono tra il 10 e il
20% della popolazione attiva) e per l'attenzione ai propri utenti.
Accessibilità, questione tecnologica
L'accessibilità è ben definita e delimitata dal lavoro del
WAI (Web Accessibility Initiative) che puntualmente
rilascia specifiche linee guida per migliorare l'accesso ai siti. Fondamentalmente e in maniera un po' riduttiva, si può
dire che l'accessibilità investe il lavoro del progettista in chiave tecnologica. Infatti, la questione fondamentale
riguarda la portabilità e la compatibilità del codice, ossia la capacità di scrivere pagine Web in un
codice che permetta a tutti di accedervi, prevedendo specifiche variabili per i software dedicati alle persone disabili (per
esempio i browser vocali) in modo da non perdere contenuto ma renderlo altrimenti fruibile. Le linee guida del WAI non si
limitano agli aspetti tecnologici e si spingono anche nel merito della strutturazione e della comprensibilità dei
contenuti. Tuttavia, l'aspetto tecnologico è sempre prioritario, perché su questo si basa la possibilità
di accesso per gli utenti impossibilitati a utilizzare strumenti standard.
L'usabilità come sottoinsieme dell'accessibilità
In questo senso, correttamente, alcuni osservatori e studiosi si riferiscono all'usabilità come sottoinsieme
dell'accessibilità. Una volta garantita quella dal punto di vista tecnologico, allora ci si può concentrare
sulla struttura del sito e sulla comprensibilità dei contenuti. È ovvio che anche questi aspetti influenzino
l'accessibilità perché una struttura lineare del sito aiuta qualsiasi tipo di utente, e un contenuto comprensibile
sarà più facilmente fruibile anche da utenti diversamente abili. Tuttavia, questa parte del ragionamento verte
propriamente sull'usabilità, che guarda al proprio target di riferimento. Un sito di e-commerce dovrà essere
progettato per la vendita in modo semplice. Un sito d'informazione dovrà garantire l'accesso alle notizie in modo
tempestivo. Gli utenti dei due siti saranno diversi e avranno obiettivi diversi. Diverse quindi le scelte strutturali e
contenutistiche.
Un conflitto insanabile?
Se quindi accessibilità e usabilità sono in un certo senso alleate (entrambe vogliono portare il contenuto a
disposizione dell'utente), rimane da chiarire qualche contrasto apparentemente insanabile. L'esempio classico che si fa al
riguardo rimanda alla cosiddetta area cliccabile. Quando si struttura un collegamento, è noto che l'usabilità
suggerisce di creare non solo un link testuale ma un'area interamente cliccabile, perché maggiore è lo spazio su
cui effettuare il clic, più semplice risulta l'operazione all'utente. Tuttavia, in termini di accessibilità
è caldamente consigliabile mantenere soltanto il link testuale, perché più facilmente comprensibile dai
browser alternativi. Che scelta fare? Accessibilità o usabilità?
La scelta migliore: tipi di sito e tipi di target
La risposta è più banale di quanto non si pensi. La comunicazione Web, così come qualsiasi altro tipo di
comunicazione, non ha un unico target di riferimento sempre e comunque, né tantomeno si rivolge all'universo intero dei
possibili utenti. Un sito di servizio, magari di servizio pubblico, deve servire tutti, un sito di e-commerce deve servire i
propri clienti. Da qui deriva che il primo abbia l'obbligo di assicurare l'accessibilità a tutti, anche a leggero
scapito dell'usabilità. Il secondo privilegerà l'usabilità, in particolare andando a rapportarla alle
esigenze specifiche del proprio pubblico. Rimane poi vero che se invece di cogliere le possibili divergenze si vanno a
valutare i possibili punti di contatto, si scoprirà che non è per nulla difficile creare siti Web accessibili e
usabili al tempo stesso.
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