I testi partono dalla titolazione
La parte più breve di un testo? Il suo titolo. E allora partiamo proprio da qui
nell'osservare le varie aree di microcontent di un sito Web.
Abbiamo già detto quanto sia fondamentale - e
troppo spesso trascurato - il microcontent per la realizzazione di un sito Web. Inevitabilmente, quando si pensa alle stringhe più
piccole di contenuto, il pensiero va subito alle titolazioni di un testo: titolo, sommario, titoli dei paragrafi. E non è sbagliato
partire da qui, perché in fondo, il titolo è il primo aspetto che investe il lettore/utente, quello capace di catturarne
l'attenzione o di farlo scivolare lontano dalle nostre pagine.
Le titolazioni in generale
Dai 40 ai 60 caratteri, in grado di presentare in modo semplice e diretto il macrocontent, ossia il contenuto intero della pagina (o del
sito): questo il microcontent. E definizione non può cadere più a pennello per i titoli. Come prima area d'applicazione del
microcontent, abbiamo quindi giustamente individuato le titolazioni: titolo della pagina, magari con tagline, nome di dominio, titoli
dei paragrafi o delle sezioni, compresi i sommari. In realtà, ciascuno di questi elementi ha (e deve avere) caratteristiche proprie
da mettere in risalto. Da questa banale osservazione, si può trarre una prima regola valida nella creazione del microcontent per le
titolazioni (e in parte, per il microcontent in generale): ogni singolo elemento ha vita propria, e deve necessariamente godere della
massima attenzione durante il processo creativo. Non vale, in altre parole, un discorso di duplicazione o di ripetizione. Ogni parte deve
essere pensata per quello che è, e per la funzione che svolge all'interno del sito.
Titolo del sito
Ovvero il suo nome. Non sempre coincide con il nome di dominio, e non deve essere necessariamente così. Le regole da seguire per una
corretta titolazione del sito sono poche e semplici. Intanto, sicuramente dovremo scegliere un titolo breve, anche più breve di
quella forchetta (40-60 caratteri) indicata per il microcontent. Una parola o due, tre al massimo, saranno sufficienti a dare l'indicazione
essenziale del sito. Perché questo deve fare il titolo: indicare il contenuto globale del sito senza fraintendimenti o provocazioni
inutili. Certo, sarebbe meglio evitare titoli banali come "Sito dell'azienda XXX". Meglio ricorrere al nome stesso dell'azienda, piuttosto.
Anche in questo caso, però, si valuti la notorietà dell'azienda stessa. Se FIAT o TELECOM ITALIA possono permettersi di
presentarsi semplicemente così, lo stesso non si può dire di una piccola azienda artigianale che produce torchi o semilavorati
per il settore enologico. Nome dell'azienda e settore possono essere una soluzione. Meglio ancora se si riesce a creare un titolo di
fantasia, ma sempre rispondente al contenuto. Sia che si scelga il nome dell'azienda o un titolo di fantasia (ma che sia breve), non è
una cattiva idea quella di affiancare il titolo con una tagline, uno slogan riassuntivo della vostra filosofia aziendale o della
vostra produzione. "Shiny - Internet sotto una nuova luce" è un buon esempio. Assolutamente da evitare i titoli insulsi, inutilmente
evocativi e invece fuorvianti, oppure eccessivamente fantasiosi o misteriosi, tanto da indurre nel lettore disorientamento. Quando pensate
al titolo del vostro sito pensate al titolo di un film, e chiedetevi se andreste mai a vederlo. Di solito, la risposta è un buon
indicatore.
Nome di dominio
Valgono tutte le considerazioni fatte per il titolo del sito, con un aggravante: questo è l'indirizzo da comporre per raggiungere la
vostra pagina. Quindi che sia comprensibile, facile da scrivere e da ricordare, meglio se breve e senza possibilità d'equivoco. Per
molti, il nome di dominio è la prima caratteristica di una campagna di Web marketing, e in questo senso ce ne occuperemo in
seguito.
Titoli dei paragrafi o delle sezioni
Particolarmente importanti sono quelli della home page, ma in generale servono a guidare la navigazione di lettura dell'utente. A colpo
d'occhio, soltanto leggendo i titoli delle singole sezioni, un utente deve essere in grado di capire esattamente il contenuto di quella
sezione. Assolutamente da bandire, quindi, i titoli misteriosi o troppo generici. Piuttosto, meglio essere banali, seguendo però
almeno le consuetudini Internet. "Notizie" va bene, ma quasi sempre sono "News". Lo stesso valga per "Catalogo", più spesso segnalato
come "I prodotti", e via di seguito. Per le parti discorsive o puramente contenutistiche sarà necessario individuare un titolo
esaustivo e significativo. Può essere utile scrivere un'intera frase che descriva il contenuto, e quindi prosciugarla di tutto
ciò che non è necessario, arrivando a una formula del tipo: soggetto+predicato+oggetto (dove anche soggetto e/o predicato
possono essere sottintesi). Meglio del resto, mantenere un'impostazione simile per tutti i paragrafi o sezioni. Se si opta per una
titolazione di tipo nominale (cioè senza i predicati) oppure per una frase breve ma completa, si segua la propria scelta sempre
(nei limiti del possibile e del buon senso). Vediamo due esempi:
| 1) |
"L'azienda"+"La sede"+"La mission"+"La storia"+"I prodotti" |
| 2) |
"Chi siamo"+"Dove siamo"+"In cosa crediamo"+"Che cosa abbiamo fatto..."
"...che cosa continuiamo a fare" |
I sommari
A rigor di logica, non sono necessari. E sempre a rigor di logica non necessariamente rientrano nel microcontent. Eppure, qualche volta
è utile inserire sotto al titolo un'ulteriore frase di chiarimento: sommario o sottotitolo, chiamatelo come volete. Può essere
utile a chiarire meglio il contenuto del paragrafo o della sezione, soprattutto se si è scelto un titolo non chiaro al primo impatto
per tutti (potrebbe essere il caso di un titolo chiaro per addetti ai lavori, ma non al pubblico generalista). L'importante, anche in questo
caso, è che se si sceglie di utilizzare i sommari, questa scelta deve essere fatta in tutte le sezioni di pari livello, in modo da
confortare l'utente con una struttura uguale in tutto il sito. Se volete una realizzazione particolarmente creativa, il sommario può
essere utilizzato alternativamente per spiegare il titolo o come ulteriore slogan per quella parte di contenuto (che può diventare
tagline o pay off se la parte in questione corrisponde a un certo marchio aziendale o a una certa produzione). Comunque, vale
sempre la regola della brevità.
Titolo delle pagine interne
Anche in questo caso, non ci troviamo di fronte a una scelta obbligata. Molti, anzi, preferiscono che su tutte le pagine del sito compaia
sempre il titolo del sito stesso. Dipende dall'importanza delle pagine interne, dalle scelte di fondo della comunicazione (meglio l'azienda
o i singoli marchi di prodotto?), anche da come è strutturato il sito (è sempre presente, su ogni pagina, un menu di primo
livello?). L'importante è che anche in questo caso le scelte siano poi rispettate per tutto il sito. Se ci sono titoli delle pagine
interne, essenzialmente valgono le stesse regole indicate per il titolo del sito. Semplicemente, ricordate che una pagina interna presuppone
che l'utente abbia già fatto una scelta almeno in home page. Siate chiari ed esaustivi, non dovete catturare la sua attenzione , ma
guidarlo nel modo più veloce e semplice verso il suo obiettivo.
 |