Utili anche alle imprese
Nell’oceano di informazioni presenti sul Web, i motori sono sicuramente il mezzo più utile per
districarsi al meglio. E l’e-business può esserne solo favorito. Lo dicono i numeri.
I motori di ricerca sono il secondo strumento più utilizzato in Rete dopo la posta elettronica. Negli Stati Uniti l'80% della
popolazione Internet attiva li utilizza regolarmente. Anche in Italia l’attenzione alla ricerca di informazioni è elevata:
secondo il Censis, si accede al Web principalmente per questo motivo (90,3% dei casi).
Ma a che cosa si deve il successo degli strumenti di ricerca? Una prima ipotesi da scartare è quella dovuta alla loro
capacità di raggiungere tutto quanto pubblicato in Rete: il cosiddetto deep Web – spazio non indicizzato, intranet, talune
pagine dinamiche – risulta essere, infatti, più grande di quello di superficie di 400/550 volte. Per fare soltanto un
esempio tra i pi noti: Google a marzo 2003 indicizzava 3 miliardi di pagine, ma non è in grado ancora di raggiungere i 70.000
titoli di Gallica, la libreria virtuale costruita dalla Bibliotèque Nationale de France. Nonostante questo e la mappa a macchie
di leopardo che caratterizza la superficie del Web, ogni giorno vengono effettuate 550 milioni di ricerche attraverso i motori, di cui
245 milioni negli Stati Uniti e 305 nelle altre principali nazioni, con un ritmo annuale di crescita intorno al 5-10%. I motori di
ricerca piacciono perché, rispetto all’area definita e visibile di Internet, sono efficaci, veloci e semplici. Anche se non
esaustivi, hanno la capacità di restituire moltissimi risultati che corrispondono (per motivi semantici spesso anche
differenti) alle informazioni che sono in essi state inserite. I meccanismi di ricerca, comunque, non si basano solo sulle
funzionalità di crawling (operazione di indagine del Web), ma anche su innumerevoli informazioni immagazzinate nei database
interni, costruiti nel tempo.
Dal punto di vista commerciale, per chi vuole presenziare sui motori e farsi trovare da nuovi clienti, questo è un vero asso nella
manica. Una volta aggiunto il proprio indirizzo e una breve descrizione, tali dati rimarranno reperibili negli archivi senza una scadenza.
A questo proposito, è interessante rilevare che – nonostante l’avanzata dei contenuti di tipo editoriale, veicolati oggi
sempre pi dai blog – circa il 50% di tutte le ricerche online riguarda proprio argomenti business (Overture, 2002) e che
il 41% degli acquisti su Internet è stato generato attraverso i motori. I consumatori guardano con interesse al Web: 3 su 4 in
Europa hanno dichiarato di cercare online informazioni su prodotti e servizi prima di effettuare acquisti.
Perché rimanere fuori, allora? Tutti questi dati mostrano come i motori siano l’applicazione più usata per
formarsi impressioni sui prodotti e servizi, prima di decidere per essi ed eventualmente comperarli.
Supportano in maniera efficace la catena dell’acquisto. Infine, hanno un grande pregio: si distinguono dalla pura pubblicità
intrusiva. Tramite essi si trova ciò che si desidera, senza essere costretti a percorsi precostituiti, alla tempesta di banner,
pop-up, finestre, interstial. Lasciano spazio all’iniziativa.
Questo – non va dimenticato – piace ai navigatori, i veri protagonisti del Web.
 |