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Novembre 2005 - CRM

Le relazioni di base


Il cliente è il valore assoluto per ogni azienda. Per questo mantenerlo e farlo crescere, sia in quantità sia in qualità, è un obiettivo primario per ogni attività commerciale.


Il CRM o customer relationship management è spesso inteso come l'insieme delle procedure tecnologiche per la gestione delle relazioni con i clienti. L'obiettivo è quello di creare un rapporto fiduciario, da un punto di vista individuale e personale, basato sulla conoscenza del proprio cliente. Tuttavia il CRM è qualcosa di più dei semplici processi tecnici adatti a questo scopo. È una propensione aziendale, un metodo complesso di marketing che utilizza soluzioni avanzate ma che riflette una mentalità improntata alla centralità del cliente.

Oltre il marketing

Il CRM, quindi, utilizzato non solo come tecnologia di processo, ma nemmeno come semplice metodo di business.
Si tratta di una filosofia d'azienda che integra in un'unica visione tutti i comparti interessati e oltre: marketing e vendite, prima di tutto, ma anche progettazione e produzione, per finire con l'assistenza clienti. In molti casi si parla di CRM strategy e di CRM technology: con la prima si indica la filosofia aziendale, con la seconda l'insieme delle tecniche e delle tecnologie utili per metterla in pratica. Il concetto chiave ruota attorno alla centralità del cliente, che viene valutato dal suo punto di vista, rispetto alle esigenze, ai desideri e alle aspettative che nutre nei confronti dell'azienda.

Perché il CRM con Internet

L'affermazione di Internet all'interno dei processi aziendali ha messo ancora di più in luce questo punto di vista. Da una parte, c'è la possibilità di creare rapporti one-to-one di massa, cioè personalizzazioni diffuse a un vasto parco clienti. Dall'altra il cambiamento di concetto di valore aziendale. Grazie a Internet si impone un nuovo modo di concepire l'azienda. Il bene più importante, e quindi il valore di una società, è immateriale, intangibile e risiede nelle informazioni. Ancora di più, nelle relazioni e nella conoscenza, perché le informazioni pure sono nulla se non possono essere utilizzate per qualche scopo. È un passaggio epocale? Per qualcuno, sì, al punto che dalla società dell'informazione - governata cioè dai processi tecnologici capaci di gestire le informazioni - si passa a una società delle relazioni, in cui le informazioni si trasformano in conoscenza.

Dall'informazione alla conoscenza

A questa trasformazione servono dunque le soluzioni tecnologiche di CRM: le informazioni risiedono in un database dal quale i software CRM sono in grado di estrapolare conoscenza da sviluppare in nuovi rapporti individuali e personalizzati per i clienti. La circolazione delle informazioni, nell'epoca di Internet, è garantita e anzi moltiplicata. Il problema maggiore quindi non è la raccolta delle informazioni e la sua custodia, ma la capacità di capire quali siano le informazioni più importanti e come esse incidano sul rapporto con il cliente. Le informazioni diventano un rumore di fondo che disturba la lettura profonda dei dati salienti. I software CRM, la marketing e la business intelligence servono proprio a questo: vagliare, distinguere, estrapolare e personalizzare. E non si pensi che tali soluzioni siano opportune solo per le grandi aziende. Il valore dell'azienda si fonda sulle informazioni e le conoscenze, e quindi anche una piccola società può avere un grande patrimonio di relazioni da gestire.

Il ciclo aziendale del CRM

La CRM strategy, invece, investe trasversalmente tutta l'attività aziendale, come detto. Semplificando in modo da ottenere un percorso lineare (che nella realtà capita ben di rado), il ciclo del CRM in azienda parte dal marketing, investe molti altri settori, e ritorna al marketing, secondo uno schema circolare.
Prima di tutto, il reparto marketing, quindi: un lavoro di customer relationship management dovrebbe già essere stato fatto, magari a livello puramente conoscitivo e senza l'ausilio di tecnologie sofisticate. È semplicemente la conoscenza dei propri clienti, delle loro abitudini, delle loro propensioni. Questo deve portare a una profilazione della clientela e alla definizione di nuovi target, il più possibile personalizzati. Quindi la palla passa al reparto vendite, che deve mettere in atto strategie e offerte in sintonia con la profilazione elaborata dal marketing. Tutto ciò può essere fatto soltanto se la produzione ha messo a punto materialmente le soluzioni e i prodotti rispondenti alle esigenze emerse. E per farlo, non può prescindere dalla progettazione, che dovrà tenere conto delle esigenze dei clienti e dei loro desideri. Infine, il post vendita deve essere in grado di recuperare le informazioni a un livello di dettaglio ancora maggiore di quelle in possesso del reparto marketing, e girarle a questo perché il ciclo possa ricominciare.

La creazione del valore con il CRM

Come un cliente rappresenta valore per un'azienda? Intanto per la quantità: più clienti, più valore. Quindi per le prospettive di fatturato per cliente per unità di tempo. Infine per il tempo che si prevede i clienti rimangano consumatori. Il CRM è in grado di agire su tutte e tre queste leve. Un servizio più curato e raffinato permette sicuramente di ampliare la cosiddetta bottom-line cioè la base dei clienti. Inoltre, la personalizzazione dell'offerta consente di portare i clienti attivi su un livello maggiore di spesa (upselling, nella terminologia marketing), secondo il principio: generalizzato costa meno, personalizzato costa di più. D'altronde, un cliente soddisfatto sarà più propenso a diversificare l'acquisto di prodotti della stessa azienda con un opera di cross-selling fortemente incentivata dall'offerta di prodotti di complemento o sinergici rispetto a quelli tradizionali. Infine, la personalizzazione del servizio o del prodotto è funzionale alla fidelizzazione del cliente. Un cliente soddisfatto resterà cliente più a lungo. E il tutto senza contare il vantaggio competitivo che si matura nei confronti dei concorrenti: conoscendo già esigenze e desideri dei propri clienti, si possono anticipare le loro richieste e in questo modo prevenire le offerte dei concorrenti.
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