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Dicembre 2005 - Diffusione della tecnologia

Italia digitale: cresce la passione


L'italiano medio sembra sempre più conquistato dalle nuove tecnologie digitali, ma rispetto all'Europa siamo ancora indietro.


Oltre 10 milioni di italiani hanno imparato a vivere in una società multimediale, in cui il computer e l'utilizzo di Internet sono ormai strumenti indispensabili. Gli utenti della Rete in Italia sono diventati, nel 2005, circa 20 milioni, con un notevole incremento di connessioni Adsl, tanto da far intravedere la nascita di un nuovo tipo di società, fortemente tecnologizzata, con nuovi bisogni relazionali e nuovi desideri di comunicazione, che può costituire una preziosa fonte anche per l'economia. Ad affermarlo il Censis, con il suo 39° rapporto del sulla situazione sociale del Paese. Nel confronto con la media dei maggiori Paesi Europei, tuttavia, l'Italia occupa sempre il fanalino di coda (secondo una ricerca condotta dall'Associazione Eiaa - European Interactive Advertising Association).

Italiani multimedia

Il rapporto del Censis mette in luce due tendenze complementari: se da un lato diminuiscono di 700 mila unità le persone che utilizzano un solo media (in prevalenza, la televisione), dall'altro si registra un incremento di un milione di persone che usano molti media, con aumenti significativi di coloro che usano sette o addirittura otto media. Il 20,5% della popolazione (10 milioni e 200 mila persone) vivono in pieno l'era digitale, cogliendone gli aspetti di innovazione relazionale, comunicativa e mediatica. Da questo deriva l'importanza delle famiglie nel trainare il mercato Ict: il cellulare risulta ancora il più amato dagli italiani (90,3% di diffusione tra la popolazione), insieme al televideo (88,1%) e al videoregistratore (84,6%); crescono notevolmente il lettore Dvd e il Cd-Rom, la Tv satellitare e la Pay Tv. Rallenta un po' la sua corsa il Personal computer, che nel 2005 fa registrare un guadagno di meno di un punto percentuale (+0,6%) rispetto all'anno precedente.

Pc e Internet

Quest'ultimo dato però va letto da varie prospettive: da un lato, negli ultimi anni si è assistito a un notevole "ricambio generazionale" dei Pc, favorito da politiche di abbattimento dei costi; dall'altro, nel 2005, si è assistito a un forte incremento nell'acquisto dei portatili. Risultato significativo, invece, per la popolazione di Internet, che ha raggiunto ormai quasi 20 milioni di persone (il 42,7% degli adulti italiani); coloro che utilizzano la Rete sia al lavoro sia a casa sono il 17%, mentre aumenta di 20 punti percentuali, il numero di utenti connessi in modalità Adsl (più della metà dei navigatori, il 56,7%) e tramite fibra ottica (+6,3%). In conseguenza di questi numeri, aumenta anche l'offerta di servizi online: Pubblica Amministrazione, enti pubblici, Asl, ecc. offrono sempre maggiori opportunità online (prenotazioni, certificati, attestati) con notevole riduzione del materiale cartaceo. Circa la metà degli utenti Internet, inoltre, utilizza la Rete per informarsi prima di effettuare un acquisto: aumentano le connessioni ai siti delle aziende produttrici, si cercano i punti vendita sul territorio, si valutano le offerte; questo dato è significativo di un uso più consapevole di Internet anche a fini commerciali. Il 18% dei navigatori acquista prodotti online, segno della crescita costante del settore ormai da anni. Un uso più maturo di Internet a fini commerciali sembra essere confermato anche da un altro aspetto: il 57,8% degli utenti ritiene invadente la pubblicità online (+15% rispetto al 2001), mentre solo il 12,6% (-6% rispetto al 2001) la considera un valido aiuto nella scelta degli acquisti. I pubblicitari sono avvisati: occorrono nuove formule che guardino con maggiore attenzione all'utente.

In Europa al palo?

La fotografia dell'Italia telematica scattata dal Censis, sembra non coincidere perfettamente con i risultati della ricerca effettuata dall'Associazione Eiaa. Questa organizzazione ha una presenza europea e si pone l'obiettivo di promuovere e migliorare la pubblicità online come mezzo di comunicazione e di far crescere il mercato europeo. La ricerca è basata su un campione di 7000 interviste telefoniche effettuate in sette Paesi Europei per verificare il grado di penetrazione di Internet nella popolazione. I risultati parlano di un'Europa tecnologicamente avanzata, con un incremento del tempo trascorso online pari al 17% rispetto al 2004 (+56% negli ultimi due anni): l'utente medio europeo passa in Rete 10 ore e 15 minuti alla settimana, contro le 8 ore e 45 minuti del 2004, con un 24% degli intervistati che afferma di dedicare ad Internet oltre 16 ore alla settimana (per gli utenti in banda larga la percentuale sale al 31%) e un 69% che dichiara di usare il Web cinque giorni su sette (probabilmente, dall'ufficio).

Internet la fa da padrone

La ricerca evidenzia come la crescita del tempo dedicato ad Internet (+17%) è superiore a qualsiasi altro mezzo di comunicazione: alla televisione (+6%), alla radio (+14%), ai quotidiani (+13%) e alle riviste (-7%). Il dato porta alla luce il forte grado di penetrazione del Web nella popolazione europea, che si dimostra molto attenta alle nuove tecnologie (banda larga su tutte) e ai servizi disponibili (la possibilità di scaricare musica, i blog, i podcast e il VOIP). Internet risulta essere il mezzo di comunicazione preferito dagli Europei: fatta eccezione della fascia oraria mattutina (dalle 6 alle 10), la Rete è il secondo media più seguito nell'arco della giornata (alle spalle della radio, nella fascia dalle 10 alle 17, e della televisione, tra le 17 e le 6), apprezzata per il suo grado di affidabilità e per la facile consultazione. In una prospettiva di marketing, risulta evidente l'appetibilità dello strumento a fini commerciali: l'elevato tasso di sofisticazione degli utenti Internet, li rende altresì sensibili alle innovazioni e a contenuti e servizi sempre più eccellenti. Potenzialmente si tratta di un bacino in grande evoluzione, che domanda messaggi di sempre maggiore qualità: il Web si conferma un canale privilegiato per raggiungere i consumatori più evoluti, soprattutto per la grande interazione che consente tra domanda e offerta.

Un ritardo che si sta colmando

I risultati più sorprendenti della ricerca europea riguardano i Paesi nei quali si utilizza maggiormente Internet: al primo posto non ci sono i Paesi scandinavi, come ci si potrebbe aspettare, ma la Francia (13 ore settimanali on line), seguita dal Regno Unito e la Spagna (11 ore alla settimana), dai Paesi Nordici e dal Benelux (10 ore), dalla Germania (9 ore) e, ultima, dall'Italia con 8 ore.
Il risultato del nostro Paese in questa classifica può essere giustificato da anni di stagnazione nell'innovazione tecnologica, ai quali sta cercando solo negli ultimi tempi di porre rimedio. I dati del rapporto del Censis, che non devono comunque illudere, sembrano evidenziare questa inversione di rotta, un tentativo di riallinearsi agli altri Paesi europei tecnologicamente più avanzati e in grado di offrire servizi più sofisticati a una clientela sempre più esigente.
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