La rivoluzione del telefono
Questa sembra la volta buona: dopo tanto parlare, per il Voip sembra essere arrivato davvero
il tempo della diffusione. Così raccontano gli specialisti.
Il cambiamento fondamentale apportato da Internet consiste, come tutti sappiamo, nell'invio di pacchetti di dati attraverso una rete, senza
un percorso designato per tutta la comunicazione ma con la possibilità di utilizzare diverse vie, salvo ricongiungersi alla
destinazione nella forma originaria. Questa tecnologia è all'opposto concettuale della tradizionale commutazione di circuito
(circuit switching) in vigore tra gli apparecchi telefonici: tutti i telefoni sono collegati fisicamente uno all'altro e, nel momento in cui
si compone un numero, quella particolare linea di collegamento tra il chiamante e il chiamato viene occupata per intero dalla comunicazione.
Il numero è "occupato" sia nel linguaggio telefonico sia fisicamente.
La voce su Internet
Il VOIP o Voice over IP sfrutta la commutazione di pacchetto delle comunicazioni Internet applicandola alla voce: non più il
collegamento fisico di una linea, ma la spacchettizzazione della voce (dopo averla resa digitale), l'invio dei pacchetti in Rete e quindi la
sua composizione nell'apparecchio del ricevente. Questo (un computer, un telefono Ip o un adattatore) deve ovviamente essere in grado di
riconvertire il segnale digitale e trasformarlo in sonoro. Pur con i problemi di una tecnologia ancora non completamente matura, ci sono
alcuni vantaggi immediatamente evidenti e molto appetibili da carrier, aziende e privati. Primi fra tutti il contenimento dei costi delle
bollette (tutte le telefonate sarebbero in teoria "locali") e la minor spesa per l'infrastruttura. Da qui, la corsa, o meglio la rincorsa al
VOIP. Dal punto di vista tecnico, il VOIP oggi è perfettamente funzionante. Dal punto di vista della mentalità, il cambiamento
positivo si è avuto a partire dalle grandi compagnie telefoniche che hanno già cablato - o lo stanno facendo - le proprie
dorsali per la trasmissione voce su IP.
Le previsioni per il VOIP aziendale
La diffusione del VOIP a livello aziendale, anche in Italia, è già iniziata e non intende fermarsi. Dai dati del rapporto
2004 Anfov, Associazione per la convergenza nei servizi di
comunicazione, esce un'indicazione precisa sulla trasformazione del mercato. Dal 2002 a oggi, ogni anno il numero di aziende che usano il
VOIP è praticamente raddoppiato. Per il prossimo futuro, le previsioni più prudenti parlano comunque di una crescita
sostenuta.
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Il mercato residenziale
Non solo aziende: anche i privati si interessano al VOIP. Circa il 13% degli utenti Internet Usa ha in mente di adottarlo. Compagnie
come Cisco o AT&T scommettono che già nel 2005 i numeri del VOIP saranno rispettabili (un milione d'utenti). Nel lungo periodo, nelle
aree industrializzate del mondo, la tradizionale rete PSTN (Public Switched Telephon Network) è destinata a scomparire. Si tratta
soltanto di individuare quando ciò accadrà. Secondo Forrester Research, nel 2020 la totalità delle comunicazioni voce
in Europa occidentale sarà di tipo VOIP.
Gli ultimi ostacoli
Che cosa manca al VOIP per potersi affermare più rapidamente? Soltanto due aspetti. Il primo è la stessa conoscenza di questa
tecnologia. Ancora il 50% degli utenti americani e il 77% degli utenti canadesi non la conosce. Pur in assenza di dati, l'esperienza
ci suggerisce che per l'Italia le cose non possono andare molto diversamente. Il secondo aspetto è la diffusione della banda larga.
Per l'utilizzo del VOIP è molto importante una qualità di servizio elevata, difficilmente raggiungibile con il tradizionale
collegamento dial-up. Navigando a 56K è possibile utilizzare il VOIP, ma il ritardo della trasmissione di pacchetti è mortale
per le comunicazioni vocali. Ora la costante crescita del
broadband dovrebbe funzionare come accelleratore anche per il VOIP. Sempre ammesso che privati e aziende ne conoscano
i vantaggi e spingano per una sua rapida diffusione.
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