Il rilancio in sei mosse
I piani e i progetti di sviluppo per il settore tecnologico si sprecano, ma se a proporne uno è
l’associazione industriale più rappresentativa è d’obbligo prestarle la massima attenzione.
Federcomin – la Federazione delle
imprese della comunicazione e dell’informatica che fa capo a Confindustria – ha lanciato il suo proclama per il rilancio
del mercato ICT in Italia. Il 2004 deve essere l’anno dell’innovazione, e la Federazione ha presentato il suo piano
operativo per rilanciare gli investimenti. Sei i punti salienti su cui si basa il programma:
| 1) |
infrastrutture a banda larga |
| 2) |
digitale terrestre e relative tecnologie spaziali e satellitari |
|
| 3) |
realizzazione di un network di università, centri d’eccellenza, distretti industriali ed enti locali |
| 4) |
formazione delle risorse umane a tutti i livelli |
| 5) |
politica fiscale di premio agli investimenti |
| 6) |
nuovi strumenti finanziari per le imprese |
Nel corso del convegno di presentazione del piano, presente il ministro Stanca, ha invocato una legge quadro per mettere ordine nella
legislazione vigente, magari semplificandola, e definire gli strumenti di programmazione per realizzare il progetto.
Gli investimenti attuali nel settore sono di circa 64 miliardi di euro all’anno, ma la Federcomin stima in 79 miliardi di euro la
cifra che servirebbe per ridare un po’ di fiato all’ICT italiano. Da qui la necessità di un serio intervento legislativo
che contempli i sei punti del programma, in modo da portare innovazione e sviluppo tecnologico a tutto il sistema Italia.
Al di là delle dichiarazioni e delle proposte, però, la questione di fondo rimane sempre quella, ed è la stessa che sta
portando in Parlamento all’affossamento della già esigua tecno-Tremonti: dove reperire i fondi?
A questa domanda, per il momento, nessuno sa rispondere.
 |