Internet economy - Novembre 2005 - Advertising online

Ripensare la pubblicità: la sfida parte da Internet


La pubblicità su Internet aumenta, mentre gli altri media, in testa la televisione, mostrano segni di affaticamento. In America è già partita la corsa a ripensare l'advertising.


Negli Stati Uniti la pubblicità utilizza sempre di più il mezzo Internet per raggiungere potenziali clienti: un'indagine condotta da InsightExpress su un campione di aziende americane rileva come l'advertising online sia un fenomeno in costante crescita. Nel terzo trimestre 2005 la spesa per pubblicità in Rete è cresciuta ancora del 10% in confronto al trimestre precedente, con oltre il 70% del campione che dichiara di aver investito in misura maggiore in questo mezzo rispetto al passato. Si tratta di un incremento forte che si prevede aumenterà ancora nel prossimo futuro e che trova una spiegazione solo parziale nell'aumento dei prezzi per i messaggi pubblicitari in Internet.

Ripensare la pubblicità

In realtà negli USA è in atto una profonda riflessione sulle quote di spesa pubblicitaria da destinare ai diversi mass-media. Anche la televisione, che fino a poco tempo fa sembrava intoccabile dominatrice del mercato, sta accusando qualche battuta d'arresto: sebbene resti sempre il mezzo di comunicazione principe per raggiungere una larghissima fetta di pubblico, i costi sempre maggiori degli spazi pubblicitari e gli ascolti sempre inferiori stanno spingendo le aziende a rivolgere altrove i loro interessi. Inoltre, l'ingresso di ausili tecnologicamente avanzati (i DVR o digital video recorder, registratori video digitali, che in Italia stanno per essere lanciati da Sky) consente al telespettatore di costruirsi un proprio palinsesto televisivo visionabile in qualsiasi momento della giornata: in America il 70% dei possessori di tali apparecchi (circa il 5% delle famiglie americane, ma si prevede una rapida crescita), li utilizza per eliminare automaticamente la pubblicità dalle trasmissioni prescelte. È il fenomeno noto come speed viewing, ossia il consumo rapido di contenuti televisivi saltando gli elementi di contorno (sigla, titoli o pause, comprese quelle pubblicitarie). Viste le previsioni di altissima crescita nell'immediato futuro di tali dispositivi, i network americani stanno già correndo ai ripari, ripensando la formula classica dello spot pubblicitario televisivo: largo alle telepromozioni, alle sponsorizzazioni di eventi, ai microspot, ai format interattivi, ai product placement (la pubblicità nei film e negli spettacoli).

Il Web in pole position

Queste novità tecnologiche, unite a una certa indifferenza del consumatore per la pubblicità tradizionale, hanno portato le aziende americane a valutare altre strade. Il numero di spot pubblicitari sulle televisioni commerciali statunitensi è in progressivo calo dal 2003, sintomo che le società si stanno muovendo per trovare nuovi spazi più appetibili per pubblicizzare i loro prodotti. E Internet sta raccogliendo una gran parte dei fondi deviati dalla pubblicità televisiva. Le previsioni parlano di crescita a doppia cifra garantita, nonostante il periodo economico non brillante. Per questo si comincia a guardare a Internet anche in chiave di fasce ottimali per i messaggi pubblicitari. Atlas Institute ha sviluppato una ricerca che investiga il livello di interattività e di reazione che una pubblicità suscita nel navigatore in Rete in funzione dell'ora nel corso della giornata: i risultati dell'indagine evidenziano come le ore post-pranzo e post-cena siano le migliori per raggiungere l'interesse del potenziale cliente connesso.

Prospettive di maturazione

Questo tipo di indagini, le prime su fasce orarie in Internet, prelude a un ripensamento anche del Web come medium per la pubblicità. Insieme alle analisi diversificate per le keyword advertising, allo studio dei banner e degli altri formati, questa segmentazione del mezzo permetterà a chi deve pianificare la pubblicità una sempre migliore collocazione delle risorse, e a chi offre questi spazi di differenziare i costi a seconda delle fasce orarie. Tutto ciò dimostra come Internet abbia ormai raggiunto una propria identità e autorità anche come mezzo pubblicitario. Si va verso una fase matura in cui però la palla non è soltanto nelle mani di chi compra e di chi vende gli spazi pubblicitari. I clienti, gli utenti Internet, possono giocare un ruolo decisivo nell'indirizzare le scelte e nel valorizzare certi formati. E la direzione, inevitabilmente, sarà quella della minor invasività possibile.

In Italia si cresce online

E in Italia? Nel nostro Paese siamo ancora lontani dagli standard americani, ma il fenomeno è in netta crescita anche qui. Lo sottolinea anche una recente ricerca di e-Media Institute. Internet, secondo lo studio, ha raggiunto il 2,5% della spesa pubblicitaria complessiva (10,5 miliardi di euro) sostenuta dalle aziende nel 2004. Si tratta di un dato molto significativo soprattutto se confrontato con gli altri mezzi di comunicazione solitamente usati dal mondo pubblicitario: gli investimenti in pubblicità on line sono pari a tre volte quelli destinati alle sale cinematografiche, e rappresentano i due terzi di quelli rivolti alle radio e un terzo di quelli delle affissioni. La televisione resta ancora lontana perché Internet vale solo il 5% del mercato pubblicitario televisivo. D'altronde bisogna tener conto anche della peculiarità del sistema dei media italiani, dove la televisione, o meglio il duopolio Rai-Mediaset, fagocita la gran parte degli investimenti. Tuttavia, la forbice tra Internet e tv tende a restringersi.

La crescita Web

Tra il 2003 e il 2004 la pubblicità su Internet ha fatto registrare una crescita del 15,7%, dovuta in buona parte alle inserzioni sulle directory aziendali e alle forme pubblicitarie abbinate alle ricerche di parole chiave da parte degli utenti: queste due forme pesano per oltre la metà della spesa complessiva (quasi 140 milioni di euro). Altre tipologie promozionali (banner, interstitial e pop up) sono state superate dagli annunci diretti delle aziende che hanno speso circa 35 milioni di euro a questo scopo. Le previsioni per il futuro sono di un forte e costante sviluppo, soprattutto per lo sviluppo e la diffusione dei collegamenti a banda larga che si stanno affermando in Italia. Anche la rinnovata vitalità nel settore dell'editoria in Rete può giocare un ruolo positivo. Complessivamente, e-Media Institute, per tutto il 2005, stima un'ulteriore crescita del 18% della spesa pubblicitaria destinata ad Internet dalle imprese.
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