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Novembre 2004 - Il broadband cresce

Rapporto banda larga


Dal Ministero arriva il rapporto ufficiale sullo stato di salute della banda larga in Italia. Un settore in crescita, che nei prossimi anni dovrebbe dominare la scena.


È il primo lavoro ufficiale su questo tema in Italia pubblicato per conto del ministro per l'innovazione e le tecnologie: il rapporto sulla Banda Larga curato dal Centro Studi del ministero dimostra una crescita molto sostenuta del broadband nel nostro Paese. Negli ultimi mesi, l'incremento di nuovi abbonati è di circa 30 mila alla settimana. Una grande opportunità di crescita e una rivoluzione sul fronte dei contenuti, anche per l'ormai sempre maggiore convergenza tra media diversi.

I numeri

La penetrazione del broadband in Italia ha avuto un fortissimo incremento tra il 2002 e il 2003. L'Italia si colloca al secondo posto in Europa per tasso di sviluppo. La crescita media dei collegamenti è del 135%. A marzo del 2004, ben 5,5 milioni di individui (il 37% degli Internet user italiani) sono collegati attraverso la larga banda. Soltanto nell'aprile 2003 erano ancora 1,9 milioni. Ogni utente, poi, ha una media/mese di pagine viste superiori a 1.000. Nonostante questi numeri favorevoli, il ministero riconosce che l'Italia è ancora indietro come diffusione rispetto ai principali Paesi europei, e per questo ha individuato in una politica di intervento per promuovere la domanda, la chiave di volta per essere protagonisti in questo mercato.

I tempi e la fruizione del Web

In Italia, un utente a banda larga rimane collegato online mediamente per più del doppio di quanto faccia un utente collegato in dial-up. Se il tempo speso online cresce (di circa il 7% in un anno), la fruizione dei contenuti diventa più veloce (-8% in un anno il tempo di permanenza medio su una pagina) e al tempo stesso più vario (+16% in un anno le pagine viste).

I contenuti

In tutti i Paesi analizzati, i modelli di fruizione dei contenuti digitali risultano omogenei, con un consumo simile tra loro. I principali settori sono computer e Internet, contenuto per adulti, intrattenimento. L'Italia è abbastanza allineata al resto dell'Europa per quanto riguarda i contenuti, ma musica e intrattenimento sembrano avere un peso decisamente maggiore rispetto al resto del continente. Questo, tra l'altro, sfaterebbe il mito dei consumatori online poco propensi a spendere, perché i due settori più forti nel nostro Paese sono spesso, per loro stesse caratteristiche, a pagamento.

Localizzazione e mercati esteri

Le imprese americane sono sicuramente più avanti di quelle europee per lo sviluppo di contenuti broadband. Un ulteriore verifica di questo assunto avviene confrontando la capacità di sbarcare sui mercati stranieri. Gli utenti europei accedono a contenuti USA molto più di quanto gli utenti americani accedano a contenuti del Vecchio Mondo.
Basti pensare che tra i 50 siti pi diffusi in USA nessuno è originato dall'Europa. Inoltre, nel nostro continente, si ha ancora una forte parcellizzazione del mercato su base nazionale. L'uso di contenuti intra-europei (per esempio, un italiano che visita un sito francese, o il contrario) non è favorito dalla lingua e dalla cultura. Al contrario, c'è una forte propensione a navigare in siti locali. Italia, Francia e Finlandia sono i Paese meno esterofili, con circa l'80% di fruizione del contenuto che avviene su siti nazionali (nel 2002).

Uno scenario per industria e servizi

È convinzione di tutti che l'industria dei contenuti broadband assumerà valori significativi a partire dal 2007: contenuti per il mobile e e-learning, saranno il traino di questo primo sviluppo. Entro il 2010, poi, si dovrebbe avere una prima maturità con un pieno dimensionamento di contenuti editoriali, musicali e d'intrattenimento in genere. Per quanto riguarda i servizi, in una proiezione al 2008 la parte del leone sembra essere destinata a servizi già ampiamente in uso, trasferiti sulla banda larga: telefonia, TV, servizi di sorveglianza e controllo remoto, videofonia.

Le strategie italiane: esigenze...

Il ministero non si è limitato a dare il quadro del mercato. Per consentire uno sviluppo organico del mercato, ritiene infatti indispensabile un indirizzo da parte del Governo, almeno fino a quando la domanda non abbia sviluppato una massa critica. Due le esigenze individuate dal Ministero:
1) Promuovere i settori ad alto potenziale non ancora in grado di attivarsi da soli. Per esempio, l'e-learning.
2) Creare le condizioni di contesto perché i settori capaci di autosvilupparsi abbiano l'opportunità di crescere a condizioni vantaggiose, in particolare l'intrattenimento e il publishing.

...e linee guida

A fronte di queste esigenze, tre le linee guida d'intervento per i prossimi anni:
1) Sviluppo di un quadro di sistema che protegga gli interessi di consumatori e produttori
2) Attivazione della domanda, sia pubblica che privata, in particolare su settori in grado di sviluppare massa critica garantendo risultati nel breve periodo (e-learning)
3) Promozione dell'offerta mirata e di qualità per soddisfare la domanda.
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