Ancora ritardi e squilibri per l'Italia dell'ICT
Chi si aspettava buone indicazioni di ripresa nel 2005 deve fare i conti
con i dati poco entusiasmanti del primo semestre 2005. Il paradosso italiano è costituito da un mercato privato
attento e in evoluzione, e uno aziendale fermo e ristagnante.
Assinform - l'Associazione Nazionale
Produttori Contenuti Tecnologie e Servizi per l'Informazione e la Comunicazione - ha reso noti i dati sull'andamento del
mercato nazionale dell'informatica e telecomunicazioni relativi al primo semestre 2005. L'ICT italiano è in
crescita lenta, inferiore a quella dei Paesi europei, e fa leva sul "mobile" e sulla spesa delle famiglie per
l'informatica, mentre gli investimenti delle imprese, soprattutto delle PMI, sono ancora latitanti. Questi risultati non
confermano le previsioni più
ottimistiche dell'Osservatorio della Società dell'Informazione, che nel giugno scorso ipotizzava scenari
positivi per il futuro immediato e più a lungo termine. Le tanto attese e pronosticate possibilità di
business legate all'innovazione tecnologica non sono ancora state colte dalle imprese, in primo luogo dalla piccola e media
impresa, che, secondo l'Osservatorio, doveva fungere da traino nel settore.
La crescita
Secondo Assinform, il mercato aggregato, nei primi sei mesi del 2005, ha toccato quota 31.464 milioni di euro, con un
incremento del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2004 (quando era cresciuto del 1,8%). La parte del leone
la fa ancora la componente delle telecomunicazioni: apparati, terminali e servizi per reti fissi e mobili hanno raggiunto
una performance pari a 21.810 milioni di euro, crescendo del 2,9%. L'exploit maggiore (pur in leggero affanno
rispetto agli anni precedenti) è quello relativo ai servizi di telefonia mobile che realizzano un +5,6%:
la domanda di servizi a valore aggiunto (informazione, ma anche e soprattutto loghi, giochi, suonerie e servizi vari di
intrattenimento) rimane molto alta e viene quindi pagata bene. Qualcuno gioca anche ai limiti della correttezza: le
modalità di attivazione (ma soprattutto di disattivazione!) non sono sempre trasparenti: basta prendere un
qualsiasi periodico per rendersi conto che la sirena del servizio esclusivo e personalizzato può attirare una buona
fetta di clienti, giovani e giovanissimi in primis.
Le telecomunicazioni
Per le telecomunicazioni, pertanto, si può dire che continua la crescita moderata e non sempre equilibrata: i
servizi (anche per la telefonia fissa) fanno da traino come conferma la domanda di infrastrutture che rallenta fortemente
la caduta (in calo dell'1,8% a fronte di un -7,2% dello stesso periodo nel 2004); discreti i cellulari
(+3,1%), i cui prezzi sempre al ribasso però frenano il valore delle maggiori vendite, e contrazione
invece per i terminali fissi (-1,4%); un dato interessante e promettente è quello relativo ai servizi legati
alle connessioni Internet in banda larga (Adsl e fibra ottica): i 5,5 milioni di abbonati, pari a un incremento del
66% rispetto a giugno 2004, lasciano intuire che questo mercato sia ancora sulla strada dello sviluppo. Dopo le
tecnologie, naturalmente, si aspettano al varco i contenuti, che cominciano ad affacciarsi cautamente, ma che hanno ancora
ampi margini di crescita.
L'informatica per la famiglia
Il dato relativo all'informatica rimane invece piuttosto modesto: la crescita (0,4%) già di per sé
irrisoria, viene realizzata soltanto grazie alla spesa familiare che ha registrato un vero e proprio boom nel settore dei
Pc di uso domestico (+40,9%). Continua invece la tendenza negativa delle imprese: la domanda rimane troppo
debole, soprattutto per la PMI, dove la ricerca del ritorno immediato degli investimenti in IT non crea le premesse per
un vero sviluppo di mercato. Per l'IT quindi, continua a pesare la spesa domestica con forti preoccupazioni per il futuro:
fino a quando le famiglie potranno sostenere il settore? E quale ruolo hanno avuto in questi anni gli incentivi
governativi al proposito?
In ritardo
Nel complesso, il settore viene valutato 9654 milioni di euro, con una crescita (0,4%, come detto) molto inferiore
rispetto alla media europea. Su questi dati hanno inciso anche i prezzi al ribasso dei personal computer che hanno
vanificato il risultato positivo in termini di unità vendute: per trovare margini di utile, l'IT si rivale sugli
accessori e sui consumabili (per esempio le cartucce per stampanti, i cui prezzi stanno lievitando costantemente da anni).
Sia le famiglie che le imprese sembrano gradire maggiormente i portatili (in crescita del 38,5%) rispetto alle
tradizionali postazioni fisse (in calo del 1,7%), anche per l'ormai raggiunto livello di competitività dei
prezzi. In tendenza positiva anche i PC server (+15,4%) che nel mercato aziendale rappresentano ormai un aiuto
indispensabile. L'incremento sostenuto potrebbe mostrare il ritardo con il quale le aziende si sono mosse
nell'innovazione delle strutture.
Software e servizi
La dinamica dei software e dei servizi rimane tristemente stagnante anche per il primo semestre 2005: se i programmi se
la cavano con un modestissimo incremento dello 0,9%, la componente dei servizi continua a registrare cali
(-0,5%).
Soprattutto quest'ultimo dato desta non poche preoccupazioni: nonostante gli sforzi del Governo per sostenere le
innovazioni tecnologiche nelle imprese, esse rimangono poco lungimiranti e poco interessate agli sviluppi che l'ITC
può produrre in termini di competitività sul mercato internazionale. Soprattutto la piccola e media impresa
rimane fredda, con una dinamica più debole rispetto ai risultati degli altri Paesi europei: investire in tecnologia
significa anche investire in personale qualificato, in consulenti, in formazione ecc.. I dati di Assinform confermano che
la PMI non è né economicamente né culturalmente pronta a questo passaggio, e le conseguenze di tale
atteggiamento sono gravi per la crescita e la competitività del Sistema Italia. Evidentemente, le imprese che al
contrario hanno capito l'importanza dell'innovazione di processo e dei servizi aziendali possono contare su un margine di
vantaggio che non tarderà a manifestarsi nei prossimi anni.
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