L'Italia delle Città digitali
Le aziende si rapportano sempre più con le istituzioni via Internet. Ma quale livello
di digitalizzazione è stato raggiunto dai partner istituzionali? Un rapporto fotografa la situazione.
Esiste un'Italia in Rete che modifica anno dopo anno la propria morfologia, i servizi online per i cittadini, il livello di attenzione alle
tecnologie e a Internet. È un'Italia che cresce e che investe in innovazione.
La rappresentazione di questa trasformazione è stata disegnata con precisione dall'Ottavo Rapporto sulle città digitali,
realizzato dalla RUR, associazione promossa dal
Censis, con il supporto del
Ministro per l'Innovazione tecnologica. Il report aggiorna
la classifica storica (studiata a partire dal 1996) degli spazi sul web di Regioni, Province e Comuni italiani, valutando nel dettaglio le
pagine pubblicate, il numero dei settori amministrativi coinvolti, il numero di siti indipendenti, la presenza di servizi innovativi.
Chi vince e chi perde in questa competizione virtuale?
Le Regioni
La premessa: oggi non esiste più Regione, Provincia o Comune capoluogo che non abbia una propria finestra istituzionale in Rete. Fra
le prime dieci regioni italiane è comunque
la Liguria, la più digitale, seguita dall'Emilia-Romagna, che nell'ultimo anno ha compiuto uno sforzo notevole anche sul fronte del
cablaggio a banda larga e della creazione di strumenti per l'interazione dei cittadini con la PA. Bene anche il Piemonte, la Lombardia e la
Toscana (che scende però dal terzo posto al quinto). Il Lazio migliora la sua posizione nella graduatoria nazionale, passando dal
decimo al sesto posto, ma rimane al di sotto delle potenzialità insite nella regione istituzionale per eccellenza. Oltre ad avere
siti Internet di qualità, queste Regioni presentano alti livelli d'innovazione, testimoniata dal livello di spesa, dal mercato
più ampio e dalla domanda ICT a livello territoriale. Il Sud rimane ancora indietro: i siti sono meno ricchi, meno interattivi, meno
professionali e tecnologicamente obsoleti. La situazione organizzativa nel back office degli enti risulta poco dinamica e sul territorio
prevale povertà di infrastrutture e reti.
Le Province e i capoluoghi
Nel mondo delle Province aumenta la parcellizzazione dei domini, a dimostrazione che i servizi stanno maturando, ritagliandosi spazio e
autonomia. Nel rating dei siti istituzionali si
rileva un continuo rinnovamento che porta molti soggetti a scalare diverse posizioni: Milano in due anni è passata dal decimo al
primo posto. Seguono poi Trento, Mantova, Modena, Torino. La prima Provincia del Sud è Trapani, al 30° posto, la meno digitale
in assoluto sulle Isole, quella di Sassari. Nel
rating dei siti istituzionali dei Comuni capoluogo
è da notare Bologna, che dopo anni di incontrastata supremazia scende al terzo posto lasciando il passo a Torino e Firenze che
l'avevano a lungo tallonata. Significativa anche la sfida fra il Comune di Roma e quello di Milano: il Capoluogo lombardo giunge fino al
sesto posto, dal diciottesimo in cui era l'anno scorso, posizionandosi appena alle spalle di Roma, collocata al quinto.
Contenuti, accessibilità e servizi
Sul piano dei contenuti è interessante notare che i siti istituzionali degli enti, oltre a cercare il dialogo con i cittadini, stanno
diventando anche un importante strumento della comunicazione politica e di governance. Il 97,1% dei Comuni italiani offre questo tipo
di informazioni su Internet, con la tendenza a prevedere la gestione autonoma e decentrata dei siti del Consiglio, della Giunta e dei
vertici politici locali. Aumenta anche il livello di interattività (sia one way, ovvero monodirezionale, sia two way o bidirezionale,
con casi di eccellenza che permettono anche transazioni e pagamenti online), di accessibilità e usabilità dei siti, grazie
alla spinta della Legge Stanca e l'adozione dei principi di accessibilità WAI o
Web Accessibility Initiative. Cresce, infine, la presenza di
informazioni di tipo economico, in particolare per facilitare gli investimenti imprenditoriali sul territorio e aiutare lo sviluppo delle
Pmi.
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