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Settembre 2005 - Phishing

Frodi in crescita con il phishing


Aumentano le frodi e aumentano i costi. Al contrario, le possibili difese stentano a essere organizzate: siamo di fronte a un pericolo per l'e-commerce e i servizi di e-banking?


Le frodi online costituiscono un pericolo sempre più grande e con costi sempre maggiori. A essere nel mirino sono direttamente i conti correnti bancari e la questione diventa ancor più difficile da combattere: è il cosiddetto phishing, la tecnica di usare e-mail "esca" per carpire le informazioni necessarie a operare sul conto corrente online. La società di analisi statunitense Gartner ha calcolato che nell'ultimo anno si sono registrate perdite pari a oltre 6 miliardi di dollari imputabili a questo tipo di frodi.

Camuffarsi per ingannare

Il phishing è fenomeno in costante espansione: utilizza le stesse strategie di comunicazione di banche e istituti di credito.
Il cliente riceve una e-mail all'apparenza - per grafica, contenuto e stile - proveniente dalla sua banca. In realtà, un inganno: l'e-mail dirotta il cliente su un sito civetta, anche questo copia di quello bancario. Da lì, tutte le informazioni bancarie personali possono essere comodamente estorte. E naturalmente, l'inganno può riguardare anche siti di e-commerce o aziendali. Grandi aziende e famosi istituti bancari sono stati "clonati" per raggirare l'utente. I delinquenti utilizzano le informazioni estorte per svuotare i conti correnti con bancomat e carte di credito rubate, oppure per fare acquisti online molto costosi. Alcune banche e gestori di carte di credito sono in grado di rimediare parzialmente al misfatto, facendosi carico delle perdite cui gli utenti vanno incontro. Molto resta ancora da fare, tuttavia, in fase di prevenzione: il divario esistente tra le strategie utilizzate nelle frodi online e i sistemi di difesa stenta a essere colmato.

L'indagine Gartner

L'indagine condotta da Gartner mette in evidenza come gli attacchi di phishing siano cresciuti, tra maggio 2004 e lo stesso mese 2005, del 28% rispetto all'anno precedente. Lo studio è stato condotto su un campione di 5.000 clienti bancari statunitensi che operano via internet. Così, le proiezioni hanno riportato una stima di oltre 73 milioni di utenti in tutto il mondo che hanno ricevuto una e-mail fasulla, a fronte dei 57 milioni colpiti dal phishing l'anno precedente. Anche l'ammontare delle cifre estorte è impressionante: le transazioni via Internet hanno provocato sottrazioni per 3,5 miliardi di dollari, coinvolgendo quasi due milioni di navigatori, con una perdita media di 1.800 dollari per operazione.

Phishing in Italia

Fino a questa estate il fenomeno in Italia era piuttosto contenuto. Infatti, erano già circolate e-mail esca in passato ma, elaborate da centrali criminali straniere, non avevano prodotto grandi problemi perché riferite a istituti stranieri o - nei pochi casi di banche italiane - in inglese, e quindi alla clientela estera. Quest'estate però sono cominciate a circolare e-mail riferite a istituti bancari italiani, in italiano. La Guardia di Finanza di Milano, nel luglio scorso, ha arrestato 28 persone accusate di aver sottratto ingenti quantità di denaro a 400 clienti bancari. La difficoltà nello smascherare i messaggi ingannevoli esiste, e il problema rischia di essere un ostacolo alla diffusione dei servizi Web. Anche il Governo cerca di correre ai ripari e ha quindi varato una legge per la creazione di un maxi-archivio per tutelare le carte di pagamento elettroniche.

Difendere il consumatore

Il tema della difesa del consumatore e della sicurezza delle operazioni è centrale anche secondo Gartner: in un improbabile confronto tra furti del portafoglio e frodi online, il rapporto sarebbe di 1 a 2,4. Questo dato, giusto o sbagliato che sia il metro di paragone, sta allarmando in misura crescente il pubblico americano che chiede soluzioni. Le esigenze e le richieste più immediate sono sostanzialmente due:
1) trovare un sistema impossibile da contraffare per garantire la genuinità dei siti e quindi poterli distinguere facilmente dai siti esca
2) sviluppare nuovi e ulteriori sistemi di sicurezza per l'uso delle carte di credito online
In America, un ulteriore problema è dato dall'assenza, nei bancomat emessi da alcuni operatori, di codici di validazione sulla banda magnetica. In caso di clonazione, i codici sarebbero un ostacolo impossibile da superare per i ladri.
La vera scommessa da vincere per le banche, secondo gli analisti della società americana, riguarda però la realizzazione di un sistema di rilevamento delle transazioni anomale di un cliente, che permetta alla banca di accertare l'identità dell'utente in modo inequivocabile.

Pericolo per Internet?

Il fenomeno del phishing sta contribuendo a far crescere la sfiducia del pubblico verso Internet? Difficile da giudicare, soprattutto nel breve periodo. Sicuramente la combinazione spam + phishing, tecniche che utilizzano entrambe la posta elettronica, porta esasperazione nei confronti di quel servizio Internet. Non bisogna dimenticare che volendo paragonare il phishing alla pesca, non si tratta di pesca con la canna, ma con la rete!
Le e-mail esca sono spedite secondo la tecnica dello spam, e i malintenzionati sperano e di solito riescono a colpire nel mucchio: inviando 100.000 messaggi, troveranno almeno un 2-3% di clienti della banca clonata, e magari almeno un 2-3% di questi cade nell'inganno. Non sono cifre da capogiro, ma facendo due conti ci si accorge che il giro non è piccolo, soprattutto perché il phishing è una tecnica riproducibile abbastanza a lungo (fino a quando non viene scoperta) e ripetutamente, anche tutti i giorni.

Possibili soluzioni

La prevenzione da fare, quindi, è a monte: forse è il caso che società tecnologiche, produttori di antivirus e ISP si diano da fare per contrastare seriamente il fenomeno dello spam. Anche il phishing, in definitiva, è nient'altro che un messaggio indesiderato. Con un sistema antispam efficace, probabilmente si bloccherebbe quasi completamente il phishing. La seconda soluzione deve essere messa in atto dai siti di e-commerce per tutelare almeno gli acquisti online. In questo caso, il semplice inserimento della richiesta del codice di sicurezza delle carte di credito (il codice a tre cifre sul retro della carta) al momento dell'acquisto (e solo in quel momento), potrebbe essere un deterrente sufficiente: non c'è motivo di comunicarlo alla propria banca, e quindi è difficile che cada nella rete del phishing, e non c'è motivo che resti tra i dati sensibili dei siti a cui si è iscritti online.
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