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Settembre 2004 - E-commerce & security

Bene le transazioni, ma è allarme sicurezza


I dati provenienti dall’America, cartina di tornasole per l’intero mondo Web, sono espliciti: la continua crescita dell’e-commerce è confortante. A preoccupare, però, è il fronte della sicurezza.


La prima transazione sicura nel commercio elettronico si fa risalire all’ormai lontano agosto 1994. In dieci anni, quindi, l’e-commerce è cresciuto in maniera autorevole. Il mercato di riferimento è sempre quello americano, dove la prima transazione avvenne: il fatturato online, al netto del ticketing, dei viaggi e della finanza (oltre ai ricavi generati dai casinò online e dal mercato pornografico) atteso per l’intero 2004 è di 60 miliardi di dollari nei soli USA.

I dati dell’e-commerce americano

Secondo le stime del Dipartimento del commercio americano, il secondo trimestre 2004 ha visto una crescita delle vendite online al dettaglio di circa il 23,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Se si considera che il commercio tradizionale è cresciuto, nelle stesse stime, del 7,8%, appare evidente che l’e-commerce – in termini di aumento – ha una marcia in più. In termini assoluti, l’e-commerce al dettaglio (sempre al netto di quelle categorie citate più sopra) rappresenta ancora soltanto l’1,7% del totale del giro d’affari, in leggera crescita rispetto all’1,5% dello stesso periodo dell’anno precedente. Le proiezioni degli esperti, però, prevedono che la crescita continuerà fino a 230 miliardi di dollari nel 2008. Per l’e-commerce americano è un dato incoraggiante.

Le conferme di Verisign

Anche secondo uno degli attori principali del mondo Internet, l’azienda americana Verisign, l’e-commerce americano va bene. Nel suo Internet Security Intelligence Briefing riferito alla prima metà del 2004, Verisign prende in considerazione l’andamento del commercio elettronico sulla base di un campione di società sue clienti. In un anno, il valore delle transazioni è aumentato del 13,2%, ma soprattutto è confortante il continuo aumento di domain name registrati: nel primo semestre 2004, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, i nuovi domini .com registrati sono stati il 23% in più, quelli .net sono stati il 20% in più. Le aziende nuove e vecchie continuano a registrare domini, e questo non può significare altro che l’intenzione di puntare sul Web.

Paura sicurezza

In questo quadro ottimistico, rimane soltanto un pericolo, già più volte segnalato anche da queste pagine Web. Infatti, i problemi legati alla sicurezza informatica sembrano anch’essi in costante aumento. Oltre allo spamming, che rappresenta un freno notevole allo sviluppo e alla libertà delle transazioni online, anche le falle dei sistemi informatici (con relative diffusioni di virus e worm) è in crescita. Verisign ha registrato nello scorso marzo il picco delle falle informatiche (circa 4 milioni). La maggior parte dei problemi riguarda, come sempre, gli Stati Uniti. L’82,3% dei problemi relativi alla sicurezza informatica registrati dalla società americana ha riguardato gli USA. Il dato non è particolarmente significativo, perché il campione usato da Verisign è sbilanciato proprio sugli Stati Uniti. Non c’è dubbio, però, che l’America sia il primo Paese al mondo su Internet in tutti i sensi, aspetti negativi compresi.

Il pishing è in aumento

Il fenomeno dell’anno, in termini di sicurezza informatica, è sicuramente il pishing. Verisign ha registrato e monitorato 490 eventi di pishing nel primo semestre del 2004. La stragrande maggioranza dei messaggi di pishing (il 93%) è avvenuto partendo da indirizzi e-mail rubati (nei quali cioè gli autori si sono introdotti illegalmente) o falsificati alla perfezione (agli occhi dell’utente finale) sulla base di una sintassi nota. Solo il 5% dei messaggi, invece, proveniva da indirizzi mascherati. Il 2%, infine, proveniva da siti imitatori delle aziende-specchietto.

E l’Italia?

Il nostro Paese sembra ancora indietro rispetto agli Stati Uniti per volume d’affari, anche se il fatturato 2003 si è attestato a 1,2 miliardi di euro. Una cifra di rispetto se si considerano anche le differenze di popolazione e grandezza tra i due stati. Le stime per il 2004, inoltre, prevedono una crescita di circa il 77%. Insomma, l’e-commerce nostrano è indietro, ma avanza a passi da gigante.
Fortunatamente, il nostro Paese è indietro anche per quanto riguarda i problemi connessi alla sicurezza informatica. I fenomeni di pishing registrati da Verisign, per esempio, colpiscono soprattutto gli USA, la Corea del sud, la Cina, la Polonia, il Brasile, Taiwan, Singapore, l’Australia e l’Indonesia. Per il movimento Internet italiano è un’occasione da sfruttare. Mettere in atto capacità difensive importanti mentre ancora i fenomeni non ci hanno inondato può essere un vantaggio significativo. Internet, comunque, rimane globale, ed epidemie e attacchi possono spostarsi con violenza e velocità da una parte all’altra del mondo. Per questo rimane centrale una crescita culturale verso la sicurezza informatica.
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