La vita media delle news online è più lunga di quella delle
notizie pubblicate sui giornali. Lo conferma una ricerca americana, e questo apre nuovi scenari di comunicazione per
Internet.
Le news online hanno una vita media di 36 ore: questo è l'intervallo di tempo dal primo clic di un lettore al clic
del lettore che si trova a metà nella catena di lettura di una news. Da lì in poi, la notizia viene
considerata in scadenza, vecchia. Un giornale cartaceo regge poche ore, al confronto, perché già nel
pomeriggio è comunemente considerato superato. Questi dati emergono con evidenza scientifica da una ricerca condotta
in America dall'Università dell'Indiana e ripresa da riviste scientifiche e dai principali giornali del Nuovo
Continente.
Il significato della durata
Nel mondo della stampa, 36 ore è un tempo lunghissimo, soprattutto per le news quotidiane. Tuttavia, sul Web, ai
lettori dopo un giorno e mezzo dalla loro pubblicazione le notizie interessano ancora. Questo significa che il ciclo di
vita di una news è profondamente diverso dalla carta a Internet, e molto più lungo. La caratteristica
peculiare della lettura sembra essere l'intermittenza: periodi di intensi clic, ai quali seguono momenti di lunga calma,
seguiti da nuovi periodi di clic, meno intensi dei precedenti. Il lettore online non deve consumare il giornale in un sol
colpo, ma può tornare a visitare anche le edizioni precedenti alla ricerca di qualche chicca sfuggita in precedenza.
Ne consegue che è più ampio il ventaglio di news che possono interessare il lettore.
Dalla news al contenuto?
I risultati di questa ricerca sono interessanti di per sé per il mondo dell'editoria e della stampa, ma devono far
riflettere a lungo sulla gestione dei contenuti online. Proprio come per le news, è plausibile pensare che anche i
contenuti di altro tipo abbiano un ciclo di vita molto più lungo. Ciò è sicuramente vero per i testi
d'approfondimento, ma probabilmente si estende anche ai contenuti di tipo business, alle informazioni aziendali. Prima di
procedere a cancellare parte dei contenuti messi online, bisognerebbe riflettere su questa considerazione e valutare se non
valga la pena salvarli in qualche modo. In questo senso, le formule dei blog, con i loro permalink, possono rivelarsi molto
utili per veicolare contenuto informativo aziendale di lunga durata.
Tenere in quota aggiornando
Tuttavia, il rischio dal punto di vista aziendale è molto alto: una news vecchia, superata, può rivelarsi
poco interessante. Informazioni aziendali vecchie e superate possono ingenerare confusione, fraintendimenti e false
aspettative. Basti pensare a che cosa accadrebbe se rimanessero visibili i prezzi del listino dell'anno precedente. Allora
la chiave per il successo è determinata dalla capacità di tenere in quota il contenuto del proprio sito,
rinnovandolo e aggiornandolo. L'aggiornamento, in particolare sui dettagli sensibili (variazioni al soggetto, ai prezzi,
alla disponibilità) è fondamentale per mantenere in vita a lungo un contenuto già datato. Inoltre, si
manifesta come necessario un lavoro di controllo dei clic ricevuti sulle singole parti del sito, sulle singole pagine:
infatti, per capire la durata di vita del contenuto è sufficiente monitorare le statistiche d'accesso (e i tempi di
permanenza) per valutare se quel contenuto è ancora cercato e seguito oppure no.
Determinare i tempi
È impossibile definire in generale i tempi corretti di durata del proprio contenuto. Ogni sito ha tempi propri:
tenendo sotto controllo le statistiche d'accesso si possono però determinare quali sono le frequenze di visita
assolute (sulla home page, per esempio) e rapportarle alle pagine interne (di contenuti singoli). Una volta fatto questo,
l'interesse e la durata dell'interesse dei navigatori per una certa parte è facilmente desumibile. Dallo storico
delle statistiche d'accesso si potranno capire le medie di durata d'interesse per il contenuto messo online. Probabilmente,
per i siti aziendali si parla di periodi molto lunghi, settimane o mesi. Bisogna inevitabilmente creare un'area test su un
primo gruppo di contenuti - attendibili per interesse generale - e sulla base di quello valutare le proprie medie generali.
L'andamento generale dovrebbe essere dato da un picco per un certo periodo, quindi da una discesa e infine dalla
stabilizzarsi su una quota bassa. Nel momento in cui si stabilizza la quota bassa, il contenuto comincia a essere superato
(ma potrebbe continuare a interessare, quindi non deve essere cancellato). Una volta verificata questa condizione per una
decina di contenuti, si potrà ottenere una media del proprio sito. Confrontando le statistiche dei nuovi contenuti
con la media si potrà capire qual è il momento in cui cominciano a scadere. Da questi dati incrociati si
potrà capire quali argomenti creano più interesse e quali sono i tempi per spostare i contenuti da aree ad
alta visibilità ad aree a minore visibilità.