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Giugno 2005 - European Web

(Quasi) tutti sul Web


Un'indagine Eurostat fotografa l'uso di Internet da parte dei cittadini europei. Lo strumento è molto utilizzato, ma qualcuno rimane indietro. Chi? Le PMI.


Si chiama "Internet usage by individuals and enterprises 2004" l'indagine conoscitiva svolta dal centro di ricerche continentale Eurostat sull'uso di Internet da parte di cittadini e imprese europee. Oltre ai 25 Paesi membri dell'Unione Europea sono stati coinvolti anche Bulgaria, Romania, Turchia, Norvegia e Islanda. Il quadro che ne è uscito è una significativa fotografia dell'uso di Internet in tutto il Vecchio Continente.

Uso individuale

In termini di uso individuale di Internet, la media europea uscita dall'indagine è del 47%. Nel periodo gennaio-marzo 2004, quindi, quasi la metà dei cittadini europei tra i 16 e i 74 anni ha avuto un accesso a Internet. In prevalenza, i maschi, con un 51% contro il 43% delle femmine. A guidare la classifica delle navigazioni Internet individuali sono i paesi nordici, in cui le percentuali superano l'80%. In questa speciale classifica, l'Italia non se la cava molto bene, con solo il 31% di abitanti (37% uomini, 27% donne).

Chi naviga di più

In generale, le percentuali maggiori di utenti Internet sono sempre nettamente quelle dei maschi, sia che si considerino diverse fasce di livello culturale sia che si considerino diverse fasce d'età. Soltanto i giovanissimi mostrano di usare Internet in modo massiccio, indipendentemente dal sesso: nella fascia tra i 15 e i 24 anni, i maschi navigatori sono il 76% del totale della popolazione, le femmine il 74%. Questa divisione in gruppi mostra chiaramente anche l'influenza del livello culturale sull'uso del mezzo. Chi possiede un'alto livello d'educazione naviga molto di più di chi ha avuto un'istruzione di basso o medio livello.

Uso di Internet per livello d'educazione e genere


Le imprese

Le grandi imprese europee, con più di 250 dipendenti, usano praticamente tutte Internet. La media europea di questo valore è del 99%, prossimo alla saturazione. Sono le PMI a marcare una distanza in negativo da questo valore. Infatti, la media europea si attesta più in basso di 10 punti percentuali, fermandosi all'89%. Un risultato in assoluto buono, ma con ancora spazio per crescere. L'Italia si attesta appena sotto la media europea, con il 98% di uso da parte delle grandi aziende e l'87% da parte delle piccole e medie imprese. Il problema è rappresentato dalla peculiarità del nostro sistema produttivo, in cui le PMI fanno decisamente la parte del leone. Ancora molto c'è da fare, perché è impensabile che la spina dorsale dell'economia italiana non abbia ancora completamente familiarità con Internet.

Collegamenti veloci

La differenza tra grandi aziende e PMI è ancora più marcata se si passa a valutare il metodo di collegamento utilizzato. La banda larga è in forte crescita in tutto il continente. In media, l'87% delle grandi imprese ormai l'ha adottata. La percentuale si abbassa al 51% tra le PMI, un divario notevole. Se si guarda in casa nostra, il gap è ancora più grande: il 93% delle grandi aziende contro il 51% delle PMI. Ancora alta la percentuale di aziende che utilizzano collegamenti ISDN, il 48% (contro il 41% della media europea).

L'e-commerce va, con lentezza

I dati sulle transazioni B2B (business to business) tra imprese segnano un uso abbastanza consueto da parte delle grandi aziende, un po' più timido da parte delle PMI. Però, mentre le imprese che mediamente - sia grandi sia PMI - hanno fatto ordini sono circa un terzo del totale, il 32%, soltanto un misero 11% rappresenta le aziende che hanno ricevuto ordini via Web. Un dato di non facile interpretazione, che forse va visto anche in riferimento al contesto economico generale, con un'esportazione in forte difficoltà. Per quanto riguarda il nostro Paese, da sottolineare che in totale le aziende che hanno fatto ordini via Internet sono solo il 15%, meno della metà della media europea (32% appunto). Vanno un po' meglio le vendite in Rete con un 8% di imprese contro una media europea dell'11%. Inutile dire che c'è ancora molto da fare.

Percentuale di aziende che ha fatto ricorso all'e-commerce

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