Arriva l’infocommerce
Con un’interessante iniziativa, l’Anee ha avviato il primo osservatorio
sull’infocommerce. In questo modo si registrano le prime tendenze di un fenomeno noto e già in atto da tempo:
l’acquisizione di informazioni online prima di procedere a un acquisto.
Quanti di noi non l’hanno fatto? Prima di acquistare un bene o servizio, la stragrande maggioranza dei navigatori cerca online
informazioni, prezzi, caratteristiche, pregi e difetti. Indipendentemente dalla modalità in cui l’acquisto sarà fatto,
online od offline. Questo procedimento di raccolta informazioni preliminari è stato studiato da
Anee/Assinform
con la ricerca pubblicata con il titolo Osservatorio Infocommerce Anee/Assinform 2004. Lo studio si è basato su una fase di
monitoraggio di 245 utenti tramite il sito MyShoppingplan,
appositamente creato e in funzione anche in futuro per registrare le tendenze e creare possibilità di aste inverse, e su una fase di
intervista telefonica a un campione di 2435 navigatori rappresentativi della popolazione italiana online.
I risultati dell’indagine: gli acquisti
Sulla base della ricerca, il numero di internauti italiani stimati al primo trimestre 2004 raggiunge i 16,5 milioni di unità. Di
questi 15,9 milioni (il 96,2%) compie attività di shopping (online e offline) mentre 0,6 milioni (il
3,8%) non è stato attivo nelle compere nei primi tre mesi dell’anno. Tra gli shopper si può distinguere la quota
di chi ha fatto acquisti online, il 13,4% del totale, da quella di chi ha eseguito i tradizionali acquisti offline, l’82,8% del
totale. Dei 15,9 milioni di shopper complessivi, 10,4 milioni hanno svolta attività di infocommerce, mentre 5,5 milioni non lo hanno
fatto. Se nel primo trimestre 2004 la spesa di questi shopper, online e offline, è stimabile in 2,46 miliardi di euro, quella generata
da Internet è pari a 1,6 miliardi di euro, circa il 65,1%. Se si guarda al solo e-commerce, cioè agli acquisti
effettuati online, il valore prodotto dai navigatori italiani è stato di 332,6 milioni di euro di cui 290,3 (l'87,3%)
influenzato dall’attività di infocommerce. Il valore del commercio offline attribuibile ai navigatori è invece di 2,13
miliardi di cui 1,31 (il 61,5%) generato da infocommerce.
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L’infocommerce indiretto
Oltre a questi dati sui navigatori online, la ricerca stima un ulteriore fenomeno: il 15,5% dei navigatori, 2,47 milioni, fa da punto di
riferimento delle ricerche Internet per persone (soprattutto parenti, nell’83,3% dei casi) che non hanno accesso al Web.
Mediamente, ciascuno di questi “Web assistenti” aiuta 2,2 persone. Ciò significa che 5,44 milioni di italiani, pur non
accedendo direttamente a Internet, si avvale della consulenza di parenti o amici per rintracciare informazioni utili all’acquisto o per
acquistare direttamente online. Per il primo trimestre 2004, si possono stimare per questo gruppo di persone circa 13 milioni di atti
d’acquisto (una media di 2,4 acquisti), in buona parte correlati ad attività di infocommerce indiretto.
La soddisfazione dei clienti
Il motivo di tanto successo del Web come strumento di raccolta delle informazioni d’acquisto sta nella grande soddisfazione degli
utenti: il 69,3% del campione si è dichiarato soddisfatto, il 12,4% molto soddisfatto, il 17,5 abbastanza soddisfatto. Le
percentuali degli scontenti sono irrisorie: poco soddisfatto è stato lo 0,7%, per niente lo 0,1%. La soddisfazione
dell’uso di Internet come strumento d’informazione deriva (su risposta multipla) dalla possibilit�di risparmiare
(83,7%), perché si trova subito quello che si cerca (70%), perché si può scegliere in un vasto
assortimento (63,3%).
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