Emergenza sicurezza
Ormai la questione della sicurezza informatica non riguarda più soltanto grandi e
medie aziende, ma investe tutti gli operatori presenti online.
Soltanto a febbraio, le aziende americane presenti online hanno subito danni per 3,5 miliardi di euro. Le varie forme di attacco informatico
hanno visto quasi mille nuove creature. Quasi un’azienda su due che ha un sito Internet rischia di essere nel mirino di software
pericolosi. Bastano questi dati per capire che la sicurezza informatica è diventata la priorità di chi opera nel Web.
Inoltre, il fenomeno è ormai completamente generalizzato. Se una volta a temere maggiormente gli attacchi informatici erano i grandi
gruppi o le società comunque esposte sulla Rete, adesso il problema riguarda tutti, dai professionisti agli utenti stessi.
Il rapporto Symantec
La fotografia più puntuale di questo pericoloso fenomeno arriva dal rapporto semestrale redatto da
Symantec, forse la società con la maggior esperienza di
sicurezza informatica al mondo. L’Internet Security Threat Report riferito alla seconda metà del 2003 lascia pochi dubbi.
Nella prima metà dell’anno, le aziende che avevano subito attacchi ritenuti gravi era il 17%. Nella seconda metà,
questo numero è salito fino al 45%. In un anno, i virus e i bag informatici in circolazione sono passati da 687 a 1.702.
Le vulnerabilità dei programmi sono diventate più facilmente sfruttabili, al punto che nel 2003 ben il 70% di esse non
richiedeva alcun codice particolare oppure aveva bisogno di un codice di facile reperimento. Nell’intero 2003, le nuove
vulnerabilità sono state 2.636, più o meno 7 al giorno.
La privacy sotto tiro
Se fino a qualche anno fa era relativamente al sicuro, oggi la privacy è decisamente sotto minaccia. Ormai, è entrata
stabilmente tra i primi 10 obiettivi degli attacchi. Molti nuovi virus, infatti, possono estrarre password, chiavi di decifrazione e
persino captare i tasti digitati dall’utente sulla tastiera del computer. Gli hacker sono in grado di assumere il controllo
completo del computer dell’utente. Tutto ciò è peggiorato dal fatto che la nuova generazione di virus si può
diffondere per e-mail senza bisogno di allegati da aprire. L’e-mail stessa è il virus e la sua sola apertura può
significare aprire le porte a un attacco.
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