L’Italia si è fermata
Il classico rapporto Assinform non lascia dubbi: nel 2003 l’ICT italiano non ha fatto
passi in avanti. Gli investimenti in tecnologia non ci sono stati.
Brutte notizie per il panorama dell’ICT italiano: nel 2003 si è registrata una crescita del volume d’affari di solo
lo 0,1% sull’anno precedente. A confermarlo è il tradizionale rapporto
Assinform sull’andamento dei settori economici per
l’anno 2003. Il dato aggregato parla di una situazione ristagnante, ma se andiamo a scorporare le voci, la situazione si fa ancora
più triste. Le telecomunicazioni, infatti, hanno visto salire il proprio volume d’affari dell’1,8% mentre la
domanda di informatica è addirittura calata del 3,2%, in tutti i suoi comparti (hardware, software e servizi).
Si tratta di qualcosa di più di un indizio sull’assenza di investimenti nel settore.
Nettamente critica la disamina sugli investimenti. La domanda di informatica da parte delle famiglie è calata del 3,5%. Le
aziende non hanno fatto meglio: le piccole imprese registrano un -4,5%, le medie -3%, le grandi -2,8%. Le
telecomunicazioni si sono salvate grazie alla performance delle reti mobili: se il volume d’affari del fisso è in discesa
del 3%, quello del mobile è in aumento del 5,1, con una forte domanda da parte delle famiglie (+6%), in
particolare per quanto riguarda i servizi (+11%).
Il dato negativo dell’informatica, invece, è da addossare soprattutto ai servizi (-4%) che per la prima volta
hanno fatto registrare un valore negativo. Il software si mantiene su posizioni non distanti da quelle del 2002, segnando un +2,2%.
Soltanto i servizi in outsourcing crescono, anche se a livelli non trascendentali (+2,6%).
Questi dati sono arrivati a confermare un’impressione diffusa tra gli addetti ai lavori. Nonostante i media ci ricordino che sta per
avviarsi e in parte sia già iniziato il ricambio del parco informatico aziendale, di questo non vi è traccia tra gli operatori
o comunque non ha ancora la forza di fare da volano all’intero sistema. Che l’industria informatica si avviasse a una fase
matura era ormai evidente da anni. Che si entrasse in uno stato recessivo perdurante un po’ meno. Rimane l’interesse verso il
settore della telefonia mobile che, scontati gli eccessi dei proclami pro-Umts di qualche anno fa, si è avviato verso una seria
capacità innovativa. I servizi dati su telefonia mobile sembrano essere uno dei mercati più promettenti nell’immediato
futuro. Connessione permanente mobile, elevata capacità trasmissiva, integrazione voce-dati: la nuova scommessa potrebbe
ripartire da una vecchia previsione, un po’ in ritardo sui tempi, ma all’apparenza forte e duratura.
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