Soddisfazione e confusione per le ricerche
Dagli ultimi dati riferiti al mercato americano, i motori di ricerca escono rafforzati
nell'immagine, perché gli utenti sono molto soddisfatti. I cercatori, invece, hanno le idee ancora un po' confuse.
Gli utenti Internet sono soddisfatti e hanno un'alta considerazione dei motori di ricerca: così la pensano almeno i navigatori
statunitensi raggiunti dal sondaggio effettuato da
Pew Internet & American Life Project lo scorso gennaio. Al
tempo stesso, dalla ricerca emerge anche qualche contraddizione, soprattutto sulla percezione degli utenti nei confronti dei risultati.
La soddisfazione
Il grado di soddisfazione e d'uso dei motori è generalizzato: l'84% degli utenti Internet vi ricorre normalmente. Più
della metà dei navigatori li utilizza praticamente ogni giorno in cui si collega. E tutti, o quasi, credono di avere notevole
confidenza con lo strumento: la percentuale bulgara del 92% afferma di avere una buona capacità di ricerca, con oltre la
metà di questi che è convinto di essere molto bravo. D'altronde, l'87% di chi effettua ricerca trova i risultati sperati
la maggior parte delle volte, compreso un 17% che trova sempre ciò che sta cercando. Per quasi il 70% degli utilizzatori, i
motori di ricerca sono uno strumento impagabile come fonte d'informazione e, sebbene circa la metà affermi di poter anche tornare a
usare altre fonti di ricerca, al momento è sicuramente lo strumento privilegiato per le proprie ricerche.
Ok alle inserzioni a pagamento, purché siano chiare
Anche sui risultati a pagamento non c'è alcun tipo di remora, e questo è un dato importante e significativo per chi utilizza
i motori come strumento di promozione. Per il 70% degli utenti, non ci sono problemi nel fatto che i motori indichino risultati
pubblicitari, purché sia chiara e netta la distinzione tra i link a pagamento e i risultati naturali. La chiarezza, insomma, è
l'elemento centrale richiesto dagli utenti. A rafforzare questa tesi, quasi la metà di loro si è detta pronta a smettere di
usare i motori, se questi non applicassero policy chiare rispetto alle inserzioni a pagamento.
Confusione sui risultati
Questo ultimo dato risulta quasi comico se poi si va a valutare l'effettivo grado di comprensione dei risultati: infatti, solo il 38%
degli utenti conosce bene la differenza tra risultati a pagamento, link sponsorizzati e ricerche naturali. E solo la metà di questi
sa distinguere sempre con certezza i risultati naturali da quelli a pagamento. La contraddizione, però, tra la richiesta di chiarezza
e la confusione nella percezione potrebbe essere solo apparente. Anzi, non è da escludere un rapporto di causa-effetto tra i due
dati: proprio perché non si coglie a fondo la differenza, si pretende che i motori applichino politiche molto chiare al proposito.
In definitiva, un altro attestato di stima e fiducia da parte degli utenti nei confronti dei motori di ricerca.
Profilazione degli utenti: motori per tutti
Tra gli utenti Internet, l'uso dei motori di ricerca è diffuso in maniera trasversale. Uomini e donne, giovani, adulti e anziani:
con pochi scostamenti, tutti vi ricorrono. La media generale, come già visto, è dell'84% dei navigatori. Gli uomini sono
poco sopra questo livello (88%), le donne poco sotto (79%). I maschi ne fanno un uso più intenso: vi fanno ricorso
quotidianamente o settimanalmente in numero decisamente più elevato delle femmine (68% contro 43%) e questa è forse
l'unica differenza consistente. Per quanto riguarda le fasce d'età, i giovani la fanno da padrone, con quasi il 90%. Tutti gli
utenti, però, indipendentemente dalla fascia d'età usano i motori di ricerca con valori simili a quelli della media generale.
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La fedeltà a un motore
Rispetto alla modalità d'uso, la ricerca segnala la discreta fedeltà degli utenti nei confronti di un certo motore: quasi la
metà si affida esclusivamente a un servizio. Soprattutto, colpisce il fatto che pochissimi utenti utilizzano più di tre motori
di ricerca. Evidentemente, aldilà dell'obiettiva efficacia di un servizio piuttosto che di un altro, gioca anche l'abitudine: una
volta apprezzato il tipo di ricerca di un motore, si cerca sempre di tornare a quello, con pochi scostamenti. Anche l'effetto ripetizione
può avere la sua importanza: alla fine, i risultati offerti non possono ampliarsi all'infinito. Per quanti motori si possano
consultare, le risposte più importanti (e in teoria quelle più rispondenti) saranno sempre le stesse.
Quali motori
La ricerca di Pew Internet si ferma qui, nelle sue linee generali. A dirci quali siano i motori più usati dagli americani sono altri
dati, e per niente sorprendenti. Ai primi tre posti della classifica d'uso, infatti, compaiono i nomi più attesi: Google, Yahoo! e
MSN Search.
Questi tre giganti occupano da soli l'81% del mercato statunitense delle ricerche online. Google, da solo, riesce a conquistare quasi la
metà di tutte le ricerche online degli States. E il dato, se possibile, sembra quasi in difetto, almeno se confrontato con la
situazione italiana.
Uno o più servizi?
In linea con la sua maggiore diffusione, anche il maggior tasso di fedeltà è stato conquistato da Google. Il 42% dei suoi
utilizzatori lo usa in maniera esclusiva. La restante percentuale di user, invece, si è affidato anche agli altri due servizi,
alternativamente o insieme. L'ultimo dato rilevante, infine, riguarda la capacità di Google di penetrare nel mercato di Yahoo! e MSN
Search. Infatti, gli utenti esclusivi di questi due motori sono molto pochi, rispettivamente il 29% e il 30%. Dove finiscono per le
ricerche alternative i loro utenti? In stragrande maggioranza proprio da Google.
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