Internet economy - Febbraio 2006 - Banda larga

BroadBandPeople: all'Italia piace il digitale


La banda larga prende piede in Italia, e si affaccia la rivoluzione dei contenuti di cui a lungo si è parlato. Ma la strada è ancora lunga.


Il gruppo Digital Magics, in collaborazione con Doxa, ha recentemente presentato i risultati della seconda edizione della ricerca "BroadBandPeople: l'impatto della banda larga sul consumo di contenuti digitali". Ne esce una fotografia abbastanza fedele dello scenario dei nuovi media, del trend sul consumo di contenuti digitali, dell'offerta e dei nuovi modelli di marketing a disposizione degli operatori e delle marche per comunicare in modo adeguato con il pubblico digitale. La ricerca è stata condotta intervistando 500 individui dotati di almeno una tecnologia con accesso a infrastrutture veloci, la maggior parte con collegamenti in ADSL o fibra ottica, i restanti con cellulari UMTS. L'analisi ha puntato l'obiettivo sui comportamenti e le opinioni degli utenti della tecnologia digitale, rilevandone il consumo di contenuti digitali, l'esperienza nell'utilizzo, gli indicatori di consumo, in base alla tipologia, con l'intento di monitorare le nuove tendenze tecnologiche in relazione alla diffusione del broad band in Italia, nelle sue differenti reti e piattaforme.

Il doppio in un anno

I risultati della ricerca mostrano come in Italia, nel giro di un anno, l'utilizzo di tecniche e il consumo di contenuti digitali si siano quasi raddoppiati. Nel 2004 erano 4 milioni le famiglie con linea Adsl, e il livello di penetrazione dell'Umts e della Tv interattiva digitale. Così, circa il 60% dei Broadbandpeople dichiarava di non trovare contenuti adeguati alle proprie esigenze. Attualmente, il numero di utenze domestiche con accesso a connessione veloce ha superato i 7 milioni, e altrettanti sono i possessori di cellulare Umts e le famiglie con i-Tv, cioè televisione satellitare, digitale terrestre e Tv su Ip. Ben il 45% di questi Broadbandpeople dichiara che la banda larga rappresenta una "innovazione rivoluzionaria" e almeno il 20% ha acquistato contenuti digitali. Quasi i tre quarti di essi è dotato di connessione veloce a Internet, un terzo circa è abbonato alla pay-tv e più di un terzo ha un decoder per il digitale terrestre. Questi ultimi mostrano un'attenzione particolare a un approccio multipiattaforma: uno su due dispone anche di Adsl e Umts, e uno su tre ha abbonamenti con canali satellitari.

Connessioni e contenuti

Le connessioni in banda larga sono cresciute rispetto all'anno prima del 30% e la conoscenza dei diversi mezzi si è diffusa e affinata. Gli utenti si mostrano più esigenti: pur giudicando l'offerta di contenuti ancora non adeguata (15%), il 20% di loro ha comprato contenuti digitali, privilegiando come mezzo Internet (il 12%), ma non disdegnando anche gli altri due canali (tv e cellulare). L'area dei non-acquirenti di contenuti digitali si distribuisce tra quelli che ritengono ancora eccessivo il costo (32%), quelli che non sono interessati per la scarsa offerta di contenuti (44%) e quelli che diffidano dei sistemi di pagamento disponibili (29%). Un motivo forte (il 72%) che induce a non acquistare contenuti è la percezione di un prodotto ancora qualitativamente inferiore, su Pc e cellulari, rispetto a quello fruibile con la televisione tradizionale.

Intanto cambia la navigazione

Il 42% dei possessori di Adsl o fibra ottica (wireline) dichiara che la navigazione in Internet è cambiata radicalmente. E a conferma di questo giudizio, arrivano anche i dati americani raccolti da Pew Internet & American Life Project. Una sua ricerca ha messo in risalto come un terzo degli utenti statunitensi che possiedono un accesso veloce (circa quaranta milioni di navigatori) si connettono al Web senza uno scopo specifico, ma per passare il tempo. Questo è riflesso nell'utilizzo dei motori di ricerca, senza un particolare fine ma casualmente. La ricerca casuale, però, produce quasi sempre un risultato su cui si focalizza l'interesse del navigatore: egli trova sempre un sito sul quale vale la pena di soffermarsi (di solito a contenuto entertainment).

I contenuti d'intrattenimento in Italia

Anche in Italia sono in aumento i consumi di contenuti entertainment, trainati dal download di file musicali (45% del totale, in crescita del 13% rispetto al 2004). Aumenta anche la fruizione di film e spettacoli e l'utilizzo di webcam per la comunicazione. Tengono i giochi online ma la novità assoluta è l'acquisto di partite di calcio online. Per contro, la fruizione di contenuti commerciali si indebolisce rispetto al 2004 e rispetto al complesso delle attività: rimangono forti i servizi (quasi il 60% degli intervistati li utilizza), seguiti dalla consultazione di cataloghi e dai servizi della pubblica amministrazione (circa un terzo del campione). Solo il 28% effettua acquisti online, ma il dato percentuale non rende merito della crescente attenzione che gode anche l'e-commerce.

I contenuti su altre piattaforme

L'UMTS si conferma una tecnologia adatta alla fruizione di contenuti fast, anche in linea con la tipologia d'utenza, in prevalenza giovane e molto giovane: loghi e suonerie free o pay, partecipazione a promozioni e concorsi, giochi in linea. Anche qui la novità è l'acquisto di eventi sportivi che raggiunge già il 17% degli utenti. Per quanto riguarda la i-Tv, il 58% dei Broadbandpeople dichiara di conoscere la piattaforma satellitare, che si conferma addirittura come il canale preferenziale per l'acquisto di contenuti d'entertainment. Ancora relativamente scarse le informazioni relative alle ultime tecnologie, con il digitale terrestre che la fa da padrona, grazie ancora una volta al calcio (quasi il 30% accede a un canale di digitale terrestre appositamente per questo).

Il digital divide sullo sfondo

I buoni giudizi della ricerca non possono che aumentare il rammarico per chi ancora non possiede la tecnologia per un accesso veloce. La diminuzione del digital divide, sia tecnologico sia culturale, potrebbe costituire infatti un fondamentale impulso per un rilancio economico, con una forte valenza anche sociale. La sensazione diffusa è che il paese non abbia ancora compreso a fondo la portata rivoluzionaria dei nuovi mezzi digitali, e la riprova è data semplicemente dai dati dell'indagine: le 7 milioni di utenze attivate, per quanto rappresentino un risultato lusinghiero, significano altre decine di milioni di utenze escluse. Queste ultime in parte sono tagliate fuori per cause indipendenti dalla volontà dell'utente, mentre in parte sono volontariamente auto-escluse per indifferenza nei confronti di una tecnologia vissuta ancora con un certo distacco: solo il 45% dei BroadBandPeople vede la banda larga come una rivoluzione. E questo significa che oltre la metà dei fruitori non ha ancora colto la portata della rivoluzione.
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