Lo shopping è online
Gli ultimi dati non lasciano più dubbi: dopo la crisi di Internet e la decimazione
delle dot.com, il 2003 è stato l’anno dell’inversione di tendenza. Il commercio elettronico rivolto ai consumatori
non è più illusione, ma un canale reale di vendita.
L’osservatorio sull’e-commerce 2003 in Italia promosso da
Anee riserva ottimi risultati. Il B2C, il commercio rivolto ai consumatori, è in forte crescita, e le attese per l’anno
venturo sono ancora migliori. Vediamo un po’ di numeri. Intanto, i Pc con collegamento ad Internet nelle case degli italiani sono
circa 16,4 milioni, mentre i navigatori nel complesso sono quasi 22 milioni. L’e-commerce cresce su tutti i fronti: gli acquirenti
attivi online ammontano a 1.647.000 e le aspettative per il 2004 sono di un’ulteriore crescita a 2.149.000. Le possibilità
non mancano: si sta parlando ancora soltanto di un decimo circa di tutte le connessioni casalinghe italiane. Il giro d’affari è
cresciuto notevolmente nel 2003, arrivando a 1.202,6 milioni di euro (+ 69,2% sul 2002), e l’attesa per il 2004 è
di un incremento marcato (+ 97% circa). Il fatturato dovrebbe crescere sia per l’ingresso di più di 500.000 nuovi
acquirenti nel mercato sia per l’aumento della spesa pro capite (da 730,3 euro pro capite nel 2003 a 1.104 nel 2004).
Un dato molto significativo riguarda la distribuzione geografica degli acquirenti: la Lombardia conta il 18% circa sul totale di chi fa
acquisti online, ma questa percentuale genera una spesa corrispondente al 35% del totale. La spesa media di un lombardo online, dunque,
è 2,4 volte maggiore rispetto a quella del resto d’Italia. Se, come spesso è accaduto, Milano e la Lombardia faranno
anche in questo caso da apripista rispetto all’innovazione e alle tendenze del Paese, le aspettative non possono che essere rosee.
Notizie negative arrivano dall’accesso ai siti Web di e-commerce: il tempo medio di caricamento delle pagine di questi siti è
aumentato del 30% rispetto all’anno precedente (per l’introduzione di grafica e applicazioni pesanti); la percentuale
di abbandono di potenziali clienti arriva fino al 45% per quelli pi lenti. Significa che un sito pesante rischia di perdere un cliente
(potenziale) su due.
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