Le aziende ancora in ritardo
Luci e ombre nel rapporto tra le imprese italiane e l'Ict, alcuni progressi e i
difetti di sempre. Ma questa lettura neutrale dei dati Istat non è positiva.
L'Istat ha diffuso i principali risultati della rilevazione sull'uso dell'Ict nelle imprese con almeno 10 addetti, riferiti
al 2005 per quanto concerne il commercio elettronico e al 2006 per l'uso delle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione. La ricerca è stata condotta su un campione di 36.347 imprese, rappresentativo di un universo di
183.386 imprese che occupano complessivamente 7.768.327 addetti nei settori della manifattura, delle costruzioni, del
commercio all'ingrosso e al dettaglio, degli alberghi, dei trasporti, magazzinaggio e comunicazioni, delle attività
immobiliari, noleggio, informatica, ricerca e sviluppo e degli audiovisivi. Le conclusioni, che l'istituto ha ricavato dai
dati ottenuti, mostrano un rapporto ancora difficile tra il mondo dell'imprenditoria e i sistemi innovativi, sebbene si possa
dire che sia in costante crescita la diffusione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nelle imprese.
La lettura generale
A inizio 2006, le aziende con almeno un personal computer sono il 96,4% del totale e l'utilizzo del Pc almeno una
volta la settimana raggiunge la media del 39,8% del totale, mentre il 28,2% degli addetti utilizza personal
computer connessi ad Internet. Sul piano della diffusione territoriale, confermato il ritardo delle imprese del Sud
(19,1%), rispetto al resto del Paese. In sostanza, un allineamento complessivo con i dati dell'anno precedente.
Informatica sì, ma residente
Un esempio del sottoutilizzo del Pc da parte delle imprese riguarda il telelavoro: l'utilizzo del Web come strumento per
lavorare lontano dalla propria sede (da casa, presso altri partner o clienti, da altre sedi dell'impresa, durante i viaggi
di lavoro) rimane un'opportunità ancora sottostimata dalle imprese. Appena il 4,4% delle imprese informatizzate
vi ricorreva. Una percentuale che scende sotto il 3% per le imprese di dimensione piccole (10-49 dipendenti), mentre
risale per le aziende più grandi (il 16,1% di quelle con 100-249 addetti, mentre va al 31,4% per le grandi
imprese con almeno 250 addetti).
Posta elettronica e Internet diffusi
Se la posta elettronica resta uno dei punti consolidati nello sviluppo dell'Ict tra le imprese italiane (il 94,1% delle
aziende la usa), insieme alla connessione a Internet (ne dispone il 96,4%), soltanto il 58,8% delle aziende ha
ritenuto opportuno dotarsi di un proprio sito Web, il 34,6% connette i computer aziendali con reti Intranet e il
13,4% utilizza Extranet.
Il tipo di attività esercitata e le dimensioni dell'impresa influenzano la diffusione
dei siti Web aziendali: la differenza è notevole tra le imprese con 10-49 addetti (ce l'ha il 56,1%) e quelle
con 250 addetti e oltre (quasi al completo: 89,1%), nonché tra le imprese del Nord (63,3%) e quelle del
Sud (47,3%). Il che conduce a una duplice lettura: da una parte rimangono spazi di crescita notevoli e c'è
ancora un mercato da sondare per i webmaster. Dall'altro le aziende non sfruttano ancora le potenzialità dei siti e,
in generale, probabilmente si è più vicini alla fase zero (il sito-vetrina) che non alla fase due (il
sito-servizi).
La banda larga si fa spazio
Un dato incoraggiante riguarda il tipo di connessione utilizzato dalle imprese: si nota una progressiva espansione della
banda larga (72,2%) che sta sostituendo tipologie di connessione più tradizionali e ormai obsolete. Cominciano
a incontrare un certo favore anche le connessioni wireless (11,6% contro il 7,8% dell'anno precedente). Grazie
alle connessioni veloci, la Rete consente sempre un maggior accesso ai servizi: bancari o finanziari (81,1% delle
imprese), per acquisire informazioni sui mercati (65,6%) oppure dati e informazioni (51,6%). Ancora in ritardo
l'utilizzo di Internet per acquisire servizi post-vendita (29,5%) e per formare e istruire il personale (12,3%),
mentre è ormai diventato un reale e concreto canale di comunicazione nei rapporti fra le imprese e la Pubblica
Amministrazione (dalle informazioni alla modulistica, allo svolgimento di procedure): il 93,1% delle imprese lo ha
sfruttato.
La propria presenza online
In generale, nel 2006, il 95,1% delle imprese usa la Rete per attività di marketing dei propri prodotti/servizi
e per facilitare la consultazione e la scelta di un proprio catalogo (43,5%); minore è invece l'interesse per
la trasmissione di informazioni digitali (24,6%), i servizi di personalizzazione (23,2%), i servizi post-vendita
(16,5%) e la compatibilità per l'accesso via telefono cellulare (4,5%).
E-Commerce indietro
Per quello che riguarda le attività di commercio elettronico, bisogna subito dire che sono caratterizzate da una
relazione diretta con la dimensione delle imprese: un'impresa su quattro tra quelle con meno di 50 addetti e quasi una su
due di quelle con almeno 250 addetti acquista online prodotti o servizi. Più in generale, l'incremento registrato
(dal 19,6% del 2004 al 27,9% del 2005) è buono, ma ancora insufficiente per decretare il successo
dell'e-commerce. A conferma di questa sensazione giungono i dati relativi alle vendite sul Web: ancora poco diffuse (appena
il 3,8% delle imprese vi ricorre, per un valore complessivo del 2,0% del fatturato totale) e si rivolgono
principalmente alle amministrazioni pubbliche e alle imprese. Anche il mercato di riferimento delle vendite online è
ancora in stragrande prevalenza solo quello nazionale (82,8%), mentre l'esportazione verso Paesi (soprattutto extra UE)
è molto limitata.
La sicurezza
Il rapporto tra imprese e Ict è dominato anche dalla questione sicurezza: nel corso del 2005, il 66,5% delle
imprese ha dovuto affrontare problemi causati dalla presenza di virus nei PC (65%), e, in misura minore, da accessi
non autorizzati ai sistemi informatici dell'impresa (3,7%). Pochi i casi di frode informatica o spionaggio industriale
(0,9%). Gli strumenti utilizzati per proteggere i sistemi informatici aziendali e tutelare la sicurezza dei dati sono
prevalentemente antivirus (98,7% delle imprese), firewall (71,1%) e backup dei dati (65,7%). Ancora poco
diffusi i sistemi basati sulla biometria, la crittografia, le procedure di autenticazione e codificazione (come la firma
digitale).
Luci e ombre: nulla di nuovo
Il rapporto tra imprese e Ict, così come delineato dall'indagine, conferma i progressi ma anche le tare del
passato. La PMI stenta sempre a intuire il potenziale dell'innovazione tecnologica, soprattutto per rivolgersi ai nuovi
mercati emergenti. Il Mezzogiorno non riesce a colmare il divario che lo separa dal resto dell'Italia. Non si vede un
concreto interesse a sviluppare l'e-commerce né a utilizzare il Web nelle sue forme più avanzate.
Dal punto di vista metodologico questi dati sono riferiti con grande ritardo: un anno nell'Ict può rappresentare un balzo
temporale rilevante. Tuttavia, vista la velocità di movimento del sistema, questi rimangono pur sempre dati
ufficiali che permettono considerazioni appropriate, purtroppo non improntate all'ottimismo.
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