Anche l'Europa avrà il suo motore di ricerca: un progetto
franco-tedesco è pronto a sfidare Google, in un mercato che promette ancora grande crescita.
È in rampa di lancio il primo motore di ricerca completamente europeo: si tratta di Quaero (in latino: io chiedo,
io cerco). Nato da una collaborazione franco-tedesca (in particolare con l'impegno della giovane Agenzia per l'Innovazione
Industriale), il nuovo search engine è stato fortemente voluto dal presidente francese Chirac che, con il
caratteristico orgoglio d'oltralpe, l'ha già ribattezzato "l'Airbus del digitale": la compartecipazione di partner
come Thomson, Deutsche TeleKom, France Telecom e altri, tra cui alcuni istituti di ricerca, conferisce al progetto un
grande potenziale tecnologico che, sulla carta, lo pone in prima linea nella sfida agli altri motori di ricerca. Una
sfida che si inserisce nella più vasta lotta in atto tra Nuovo e Vecchio Continente per la supremazia della Rete:
aspetti culturali e, soprattutto, economici si intrecciano in questo particolare campo di battaglia.
Il panorama attuale
Nonostante i motori di ricerca siano numerosi, in termini generalisti a contendersi il mercato sono tre giganti come
Google,
Yahoo! e
MSN Search. Tuttavia, la sfida è solo
apparentemente aperta. Google, partito dopo e con minori risorse, ha ormai soppiantato gli altri due ed è leader
indiscusso nelle ricerche pure e, soprattutto, nel fiorente mercato del search advertising, la pubblicità e il
marketing che ruota attorno alle ricerche. Anche Yahoo! ha dovuto recentemente ammettere la superiorità del
concorrente. Una superiorità quasi imbarazzante, al punto che nell'ultimo anno Google ha lanciato una serie di
servizi che lo proiettano tra le società di servizi in Rete a tutto tondo. Non senza polemiche, visto che sempre
più spesso si accusa Google di voler replicare il modello monopolista di Microsoft Windows al mondo di Internet.
Search advertising senza freni
La posta in gioco è altissima, e questo spiega il perché di tanta attenzione al mercato delle ricerche
online. Sempo (Search Engine Marketing
Professional Organization) ha recentemente diffuso i risultati di una ricerca condotta nel Nord America sugli investimenti
pubblicitari in Rete relativi al 2005. Le cifre parlano di un forte incremento del search advertising: nell'anno appena
concluso, gli inserzionisti americani hanno investito poco meno di 6 miliardi di dollari in questo settore. E non è
finita: si prevede un'ulteriore forte crescita per quest'anno e per i futuri, tanto che entro il 2010 si prevede una
cifra superiore agli 11 miliardi di dollari di spesa complessiva nel search advertising.
Dubbi e potenzialità
Si tratta di numeri considerevoli, che hanno ancora più valore se si pensa all'estrema flessibilità del
messaggio pubblicitario veicolato dai motori di ricerca: pubblicità contestuale, legata alle parole chiave,
posizionamento a pagamento, solo per citare i metodi più diffusi. Proprio il posizionamento a pagamento è
la pratica più discussa e discutibile, perché di fatto mescola le carte e non consente agli utenti di avere
risultati chiari, ma deviati e influenzati dal potere d'acquisto. E tuttavia, Sempo afferma che ben l'83% di questa
spesa si è incentrato sul paid placement. I motori perderanno credibilità?
L'Europa in ricerca
Visti gli interessi in gioco, l'Europa è stata fin troppo alla finestra. Aziende, istituti di ricerca e persino
governi finora non avevano battuto la strada delle ricerche online. Oltre a essere un mercato immenso, i motori di
ricerca sono anche la porta privilegiata d'accesso al Web dei navigatori, e quindi in prospettiva assumono anche un
valore politico, sociale e d'indirizzamento non indifferente.
Progetto Quaero
Il progetto Quaero, presentato da Chirac nell'agosto scorso a fianco del progetto di una biblioteca digitale (anche
questa in contrapposizione a un'iniziativa di Google, Google Print), ha visto collaborare strettamente Germania e Francia
con l'Agenzia per l'Innovazione Industriale: l'AII, sorta solo nell'estate scorsa, si pone come obiettivo quello di
rendere più dinamiche le capacità industriali e tecnologiche francesi. Con Quaero, essa prova a sfidare i
colossi del search engine: per convincere i navigatori del Web a svolgere ricerche utilizzando un portale europeo, si
punta sull'innovazione tecnologica per la trascrizione, l'indicizzazione e la traduzione automatica dei dati audio e
video multilingue, e per il riconoscimento e l'indicizzazione delle immagini. Il risultato finale promette di essere un
motore di ricerca fortemente innovativo, multimediale, in grado di trovare in Rete documenti di diverso formato (foto,
audio, video e testo). Quaero può contare sull'appoggio fornito da grandi imprese industriali e aziende
tecnologiche (Thomson, France Telecom, Deutsche Telekom, Jouve, Vecsys ecc.), e da alcuni istituti di ricerca (INRIA e
CNRS su tutti): basta ricordare che Thomson è in possesso di una delle principali tecnologie di compressione
digitale delle immagini, che permette di memorizzare in poco spazio contenuti audiovisivi. La sfida, sul piano
tecnologico, è già stata lanciata.
La questione del dominio
Tutto è pronto allora, o quasi: a Quaero manca ancora un dominio. Il dominio .com risulta occupato da un'azienda
americana, mentre quaero.fr è intestato a una compagnia francese; in Italia, quaero.it è di proprietà
di un'associazione di psicologi. Resta libero il dominio europeo (.eu): sarebbe un ulteriore segno di
territorialità se il primo motore di ricerca europeo avesse anche un dominio europeo.
Una sfida agli USA
La battaglia tra Europa e America per l'egemonia della Rete si gioca su vari piani: già il nome in latino scelto
per il portale made in Europe vuole essere una risposta all'anglofonia imperante sul Web. Quaero si propone di essere una
risposta anche culturale al dominio incontrastato di cui ha goduto l'America in questi anni. Il potere economico,
culturale e politico dei motori di ricerca non può essere ignorato: la società si rivolge sempre di
più alle tecnologie della Rete come a un irrinunciabile mezzo d'informazione e comunicazione. Una maggiore
concorrenza in questo campo permette di avere prospettive differenti dalle quali osservare uno stesso fenomeno. Non a
caso, il Giappone ha annunciato per il 2007 la nascita di un motore di ricerca nazionale che vede la compartecipazione di
Fujitsu, Nec e della televisione pubblica NHK. Il mondo della Rete è in fermento e i cambiamenti all'orizzonte
sembrano importanti.
Il dominio di Google
Ma Google è veramente attaccabile su questo piano? Apparentemente no, perché il suo strapotere è
indiscutibile e decretato dagli utenti. Ma lo stesso valeva per Altavista, e valeva per Yahoo! Il primo è sceso
molto nelle preferenze degli utenti, il secondo le ha mantenute ed è diventato un colosso della Rete, pur dovendosi
accontentare della seconda posizione tra le preferenze nei search engine. La storia lo insegna: Internet è un mondo
e un mercato dinamico, dove un modello di business può non essere adatto a tutte le stagioni. Google lo ha capito,
probabilmente, e negli ultimi tempi ha diversificato tantissimo con nuove iniziative. Gli utenti però cominciano a
chiedersi se il gigantismo di Google non sia il preludio a una posizione dominante e da monopolista. Il successo di oggi
non necessariamente è per sempre. Gli spazi attuali sono molto limitati per i concorrenti, domani si vedrà.