e-business - Novembre 2004 - Contenuti per il broadband

Quali contenuti per la banda larga?


Dal rapporto sulla banda larga del Ministero esce un quadro di forte cambiamento della connettività Internet in Italia. E i contenuti? Problemi e opportunità nella creazione di contenuto per il broadband.


Dal primo rapporto sulla Banda Larga pubblicato per conto del ministro per l'innovazione e le tecnologie emerge un quadro chiaro sul mutamento della tipologia di connessione e quindi sulle abitudini dei navigatori italiani. Con il crescere impetuoso degli utenti broadband nostrani, cambia il modo di fruire il Web. Da questo cambiamento della domanda non può che derivare un cambiamento dell'offerta di contenuti.

Il cambiamento dell'utente

L'utente a banda larga ha una modalità operativa alquanto differente dall'utente dial-up, sia per uso professionale sia per uso casalingo. La prima evidente novità è la facilità alla trasmissione e alla ricezione - sia in posta elettronica sia in navigazione - di quantità di dati molto grandi. Spostare allegati pesanti anche alcuni mega non è più un problema. Da qui deriva una maggior semplicità nello scambio e nella fruizione di multimedialità: video, musica, giochi e software trovano in Internet a banda larga uno strumento adeguato di diffusione. L'utente è per forza di cose più evoluto, e con una maggior propensione alla spesa. Non ha senso utilizzare la banda larga per una navigazione "semplice". Grazie ad essa si può accedere comodamente a contenuti dedicati, siano essi in modalità on demand o derivino dallo scambio con altri utenti, soprattutto secondo i dettami del peer to peer.

L'evoluzione dell'offerta

Accanto allo sviluppo delle forme più tradizionali di offerta di contenuto Web (come appunto l'on demand o il peer to peer), la diffusione della banda larga porta con sé anche altri elementi di novità.
La spinta alla multimedialità permette ai produttori di apparecchi multimediali di presentare offerte integrate ai propri dispositivi. Di contro, i produttori di contenuti sono restii ad abbracciare in pieno il metodo di distribuzione digitale, anche per la poca chiarezza legislativa. Lo scambio di file musicali su modello peer to peer va avanti da anni tra cause miliardarie (la storia di Napster insegna) e solo ora si intravedono possibilità di diffusione pienamente legali e soddisfacenti per gli utenti (in America, grazie al fenomeno iTunes, per esempio).
In questo panorama, chi fornisce connettività a banda larga può essere tentato dall'offerta bundle di connessione e contenuti. In Italia è il caso di Alice di Telecom Italia e di Fastweb.

Il cambiamento del device

Ancora oggi siamo portati ad associare indissolubilmente computer e Internet, ma questo sarà ancora vero tra due, tre, cinque anni? La risposta non è certa. Da una parte, il Pc rimane lo strumento per eccellenza per la connessione, dall'altra vecchi e nuovi apparecchi si stanno facendo spazio con vigore.
La televisione può contare sul fatto che la sua diffusione è capillare. Il lancio dei canali digitali terrestri potrebbe aprire un nuovo fronte di interattività, sebbene la sua efficacia sia tutta da provare. Le console per videogiochi già ora forniscono una buona alternativa al Pc per il collegamento a banda larga, almeno per le funzione di gaming. La rivoluzione potrebbe arrivare dai set top box. Dopo che Microsoft è scesa in campo con la sua forza con il Windows Media Center, forse non è sbagliato pronosticare un futuro di convergenza per più strumenti domestici con la possibilità di collegarsi a Internet. Infine, i nuovi cellulari UMTS potrebbero sbaragliare la concorrenza: in Italia, la diffusione del cellulare è altissima, e il suo uso in funzione multimediale già molto apprezzata sebbene presente sul mercato da meno di un anno.

Che cosa cambia all'atto pratico

La banda larga, dunque, in parte già ha cambiato e in futuro rivoluzionerà accesso, modalità di fruizione e contenuti. Il broadband garantisce infatti una rapida diffusione dell'accesso, una pluralità di strumenti d'accesso, una diffusione dell'immagazzinamento dei dati anche all'interno di prodotti di largo consumo (come lettori MP3 o Dvd). Sul fronte dell'e-commerce, potrà esservi una moltiplicazione dei canali di informazione e di modalità interrative di e-commerce e comparazione dei prezzi. Da qui, i contenuti saranno sempre più un mix di servizio e prodotto, con una forte predisposizione alla personalizzazione e ai modelli su misura. Ovviamente, a tutto questo si accompagnerà un processo di forte attenzione alle tematiche tipiche di Internet: per la parte degli utenti sicurezza e rispetto della privacy, per la parte delle imprese sicurezza e riscontro degli accessi. La pubblicità su Web si svilupperà con una propensione alla multimedialità e a un maggior uso di video e musica. Le campagne pubblicitarie saranno sempre più cross-settoriali e integrate nei vari media. Internet sarà il momento privilegiato per la verifica della campagna e per le nuove formule di personalizzazione.

Un quadro in evoluzione

A tutt'oggi, nonostante i forti incrementi di utenti di banda larga, non esiste ancora un mercato maturo per utenti broadband, con grande disponibilità di trasmissione e connessione alwais on. Il futuro, però, è dietro l'angolo. Ogni impresa che sia presente adesso su Web non può pensare che la strada sia diversa. Che avvenga tramite Pc o cellulare, set top box o televisione, l'invasione del broadband è dietro l'angolo. I tempi d'attuazione di questa rivoluzione saranno proporzionali anche all'effettiva apertura del mercato della connessione a banda larga e delle capacità d'investimento dei player nazionali (ossia Telecom Italia, prima di tutti). Prepararsi fin da ora è un dovere: standard tecnici adeguati, attenzione alla sicurezza, capacità di analisi e di riscontro dell'attività del proprio sito e in generale della propria attività sono i primi, indispensabili passi da fare.
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