Che cosa resta di SMAU
La settimana scorsa si è svolto il più importante appuntamento
fieristico italiano del settore. Da quest'anno si è guardato soltanto al business, con numeri interessanti. Un
cambiamento che segue lo sviluppo ITC italiano.
Un tempo erano lustrini, feste, aperitivi e un tripudio di modelle: SMAU ci aveva abituato a essere una grande kermesse
pre-consumistica piuttosto che un evento fieristico d'importanza internazionale. Da quest'anno, però, e con il
passaggio al nuovo polo fieristico milanese di Rho-Pero, l'organizzazione ha deciso di rivolgersi esclusivamente agli
operatori business. Un cambiamento figlio del tempo: dall'euforica esaltazione della fine anni Novanta, alla depressione
dello sboom di Internet, oggi si cerca un faticoso equilibrio basato sul mercato. E SMAU riflette ancora una volta i
tempi: aperto al pubblico ma fondamentalmente per operatori di settore fino alla metà degli anni Novanta, nel
boom di Internet e della telefonia mobile è stato il luogo di ritrovo di giovani e giovanissimi alla ricerca
dell'ultimo gadget tecnologico. Oggi si restituisce ai professionisti, rivelando che anche la tecnologia ha superato
l'entusiasmo infantile degli anni Novanta ed entra in una nuova fase più matura.
I numeri del 2006
In quattro giornate, sono passati per SMAU 2006 (43esima edizione) circa 50 mila visitatori professionali qualificati,
con 40 mila operatori pre-registrati online. Rispetto ai numeri della sola Area Business dell'edizione 2005,
l'incremento è del 30,4% in termini di superficie espositiva (quest'anno arrivata a 30 mila metri quadrati
nel nuovo polo fieristico di Rho-Pero) e del 51,8% del numero di aziende presenti. Rimane da ricordare, però,
che molte delle aziende registrate quest'anno erano presenti gli anni passati in aree diverse da quella business. Le
cifre, tuttavia, rimangono più che incoraggianti, anche per la copertura stampa che si è avuta, con oltre
1.500 giornalisti accreditati.
Più business, a parole
Dunque quest'anno più che di moda, tendenze e curiosità futuristico-tecnologiche si è tornati a
parlare di business, di produttività, di competizione e a far parlare (o cercare di far parlare) le aziende tra
di loro e con la pubblica amministrazione, ampiamente presente e rappresentata. Tuttavia, la sensazione che lascia lo
SMAU - che lasciava in passato e lascia ora - è che questa non sia - e non potrà essere ancora per lungo
tempo - la fiera del business, dove si fanno affari. A SMAU si parla, ci si incontra, si discute. Raramente si fanno
affari. Molto apprezzata, infatti, la programmazione convegnistica, i seminari e la parte formativa.
I temi del 2006
Networking, ufficio mobile e software per le imprese - con grande rilievo ai sistemi di sicurezza informatica - sono
stati i temi al centro del maggior interesse per gli operatori. Ma a SMAU 2006 si sono potuti apprezzare - tra le righe
- anche quelle che saranno le tendenze tecnologiche vere per i prossimi anni, in gran parte già in corso. Le
tecnologie si sviluppano e si dirigono ormai verso modelli collaborativi e sociali, e in particolare su Internet a
tenere banco sono i cosiddetti social networking in tutte le loro formule. Sul fronte Internet rimarranno calde anche
le tecnologie di ricerca, e la guerra dei motori (con annessi e connessi, come la pubblicità). Sempre maggiore
importanza e crescita avranno anche i servizi location aware e il pervasing computing: la tecnologia pervaderà
sempre più la vita e il lavoro, progressivamente in un'unica rete di servizi e sistemi digitali, spesso grazie a
funzioni di localizzazione digitale automatica di cose, oggetti, persone e servizi. Dal punto di vista hardware, il
successo degli smartphone indica forse l'apertura di un nuovo processo di convergenza dei media - almeno quelli "leggeri"
- in attesa che la televisione digitale e il PC definiscano il loro futuro, forse insieme.
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