Il valore della community
Nel business Web si cita spesso come fondamentale il valore immateriale
della conoscenza e della capacità di relazione con i clienti/utenti. Perché vale una community?
Prima ancora che altri importanti indicatori economici, nella valutazione delle imprese business si guarda di solito
all'efficacia dei processi su Internet e alla loro capacità di attrarre e consolidare gli utenti nel proprio
circuito. Quest'ultimo valore è la capacità di creare e mantenere una community d'utenti.
La legge di Metcalfe
Per spiegare il valore intrinseco di una community si è soliti riferirsi alla cosiddetta legge di Metcalfe, dal
nome dell'inventore della rete ethernet. Tale legge suggerisce che "il valore di una rete cresce in modo esponenziale
rispetto al numero di computer connessi ad essa". La community genera valore perché genera conoscenza, e la
conoscenza rappresenta l'unica fonte di vantaggio competitivo sostenibile per le imprese. Due computer (cioè due
utenti) collegati in rete generano più conoscenza di un solo computer, tre più di due, cento più
di dieci e via di seguito. Una rete di computer, cioè una rete di utenti, sul Web è nient'altro che una
community.
Le community dieci anni fa e ora: modelli diversi
All'inizio dell'epoca Internet, una community era una realtà ben consolidata e dai contorni netti, fondata
attorno a un forum e a un gruppo di discussione normalmente diviso per argomento. Oggi tale concezione di community
è molto ristretta, perché gli utenti sono mobili nel Web: reti sociali, gruppi di acquirenti, community
virtuali, semplici utenti (in masse critiche) possono rientrare nel concetto di community. In pratica, ogni gruppo
organizzato nel Web attorno a un certo punto d'interesse rappresenta una community. Ma mentre le community classiche
generano valore di per sé perché lo scopo del riunirsi virtualmente è quello di parlare di un
certo argomento (creando quindi conoscenza), le community moderne hanno in sé del valore (perché portano
dati di conoscenza) ma non sempre lo esplicitano. È il caso per esempio degli utenti di Google, spesso
considerati come la maggior community Web mondiale: una community a modo suo, che non parla attorno a un argomento
(anche se lo fanno i Google Groups, a dire il vero), ma che porta uno straordinario carico di conoscenza rispetto alle
abitudini di navigazioni e agli interessi del pubblico.
Il valore commerciale
Quando una community diventa importante per un'azienda? Di fatto, una community è sempre importante perché
reca in sé una serie di dati e di conoscenze sugli utenti del Web, ma è evidente che il valore cresce
quanto più gli utenti parlano dell'azienda stessa. La community di Google già citata è interessante
perché offre dei macro-scenari e delle tendenze in corso sulla Rete a livello locale o mondiale. Per una certa
azienda, però, sarà ancora più importante una community che parla di argomenti vicini o correlati
al proprio business. E ancora di più, una community interna, che parla dei propri prodotti e servizi. Se poi la
community è di tipo business, cioè raccoglie operatori del settore, probabilmente il suo valore è
ancora più alto.
Presidiare le community
Nelle community si discute, nascono suggerimenti gratuiti, si può testare l'approvazione degli utenti per un
certo prodotto, si possono raccogliere critiche, indirizzi e tendenze generali. Il primo lavoro che un'azienda dovrebbe
fare è quello di monitorare in maniera fissa e a scadenze predeterminate tutte quelle community che possono
avere a che fare con il proprio business. In questo modo si comincia a presidiare un'area che genera conoscenza nel
proprio ambito di lavoro.
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