Finanziamenti a sostegno di hi-tech e export
Si affaccia all'orizzonte una nuova stagione di incentivi a sostegno di
progetti mirati allo sviluppo dell'innovazione tecnologica e a favore delle imprese che puntano su hi-tech e aperte
all'export.
Sono due le misure di intervento deliberate dal governo nel luglio scorso e che rappresentano, nelle intenzioni dei
governanti e in particolare del
Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie,
Lucio Stanca, un ulteriore passo in avanti per realizzare il processo di ammodernamento del Sistema Italia.
Tutto per le tecnologie
Un primo stanziamento di 60 milioni di euro, deciso dal Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione,
presieduto dallo stesso Stanca, andrà a finanziare una serie di progetti di applicazione delle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione volti a migliorare, in termini di efficacia e di efficienza, i servizi
offerti ai cittadini e alle imprese.
Attraverso il recupero di residui di cassa destinati all'e-governnment, ma che avrebbero ripercussioni positive anche
sull'istruzione e la formazione, i finanziamenti complessivi da parte dello stato ammonterebbero a 75 milioni di euro.
La divisione della torta
La tranche più consistente dello stanziamento (complessivamente 28 milioni) è rivolta al finanziamento
di progetti che favoriscano l'alfabetizzazione informatica dei cittadini, attraverso interventi di formazione
professionale, anche per gli adulti, in un ottica di formazione permanente e costante. A sostegno della
competitività delle imprese, soprattutto le medio-piccole, andranno 15 milioni di euro per favorire
l'innovazione digitale, mentre quasi 9 milioni sono stati destinati a programmi specifici che mirino a migliorare
l'efficienza della Pubblica Amministrazione, soprattutto riguardo la qualità dei servizi erogati all'utenza.
Infine, l'ultima fetta dello stanziamento (quasi 8 milioni di euro) servirà a finanziare politiche di settore
negli ambiti del turismo, della scuola e della ricerca, in particolare la rete delle biobanche nel campo delle
biotecnologie.
Scuola e formazione nel mirino
Il recupero dei residui di cassa permetterà invece il finanziamento di progetti di e-government che però
abbiano una particolare ricaduta benefica sul mondo della scuola. Si tratta per esempio del voto elettronico: i
computer utilizzati per le operazioni di voto nei giorni delle consultazioni elettorali (ben pochi in un anno) restano
a disposizione di insegnanti e studenti per tutto il resto dell'anno; finora sono stati 4 mila i personal computer
assegnati in dotazione dal ministero dell'interno, in circa 600 scuole-seggio.
I soldi recuperati serviranno anche a coprire il bonus per l'acquisto di Pc portatili da parte degli studenti
universitari (per il quale conteranno curriculum formativo e condizioni economiche), e a finanziare la prima
università online del Mediterraneo: tramite la piattaforma digitale Euromed, i nostri atenei entreranno in
collegamento con quelli dei paesi del Maghreb e del Medio Oriente.
Oltre 500 milioni di competitività
La seconda forma di intervento decisa dal governo riguarda invece le imprese che puntano all'innovazione digitale,
che investono in prodotti di elevato livello tecnologico e che dimostrano una forte apertura all'export. Il
Cipe ha
infatti stanziato 560 milioni di euro di incentivi per promuovere e favorire la competitività di quei settori
industriali a maggiore capacità di esportazione o ad elevato contenuto tecnologico, nonchè a rilanciare
segmenti più tradizionali che si pongono come obiettivo un ammodernamento dei loro prodotti o del processo di
lavorazione attraverso la tecnologia digitale. Lo stanziamento rientra nel Piano per l'innovazione digitale delle
imprese, promosso dal
Ministro per le Attività produttive
e dal Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie. Tecnicamente, sarà costituito un fondo rotativo che
sarà utilizzato per aiutare gli investimenti industriali mirati a questi scopi e che saranno nel complesso di
almeno 700 milioni di euro.
A che cosa si punta
L'obiettivo del governo, dichiarato dal ministro Stanca, è quello di far partecipare a tali programmi di
innovazione le grandi imprese, gli enti di ricerca, ma anche le piccole e medie aziende dal momento che si mira ad
incentivare anche i processi strategici aziendali. Nel mirino del governo, insomma, ci sarebbe lo sviluppo di
processi come l'ideazione del prodotto, la qualità e la tracciabilità dello stesso, la logistica
integrata, la supply-chain, l'e-business (sia B2C, da imprese a consumatori, sia B2B, da imprese a imprese).
Le agevolazioni in dettaglio
I 560 milioni deliberati dal Cipe, che rientrano in una disponibilità di 3,7 miliardi di euro, permetteranno
di sostenere un mix di agevolazioni per le imprese (finanziamento agevolato, contributo alla spesa e finanziamento
bancario): fino all'80% di finanziamento agevolato allo 0,5% a valere sul fondo rotativo, un 10% a
fondo perduto e un 10% di finanziamento bancario al tasso ordinario. Grande attenzione viene posta alle
condizioni del Mezzogiorno: le risorse stanziate saranno ripartite in modo che al Sud e ad altre zone svantaggiate
tocchino 400 milioni, mentre i rimanenti 160 milioni spetteranno al resto del territorio nazionale.
Copertura in arrivo
Per alimentare il fondo rotativo si attingerà dalle risorse del risparmio postale, gestite dalla Cassa Depositi
e Prestiti in convenzione con il Cipe. I bandi per accedere a questa specifica delibera, invece, saranno emessi entro
il prossimo ottobre.
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