e-business - Settembre 2005 - Finanziamenti

Finanziamenti a sostegno di hi-tech e export


Si affaccia all'orizzonte una nuova stagione di incentivi a sostegno di progetti mirati allo sviluppo dell'innovazione tecnologica e a favore delle imprese che puntano su hi-tech e aperte all'export.


Sono due le misure di intervento deliberate dal governo nel luglio scorso e che rappresentano, nelle intenzioni dei governanti e in particolare del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, un ulteriore passo in avanti per realizzare il processo di ammodernamento del Sistema Italia.

Tutto per le tecnologie

Un primo stanziamento di 60 milioni di euro, deciso dal Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione, presieduto dallo stesso Stanca, andrà a finanziare una serie di progetti di applicazione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione volti a migliorare, in termini di efficacia e di efficienza, i servizi offerti ai cittadini e alle imprese.
Attraverso il recupero di residui di cassa destinati all'e-governnment, ma che avrebbero ripercussioni positive anche sull'istruzione e la formazione, i finanziamenti complessivi da parte dello stato ammonterebbero a 75 milioni di euro.

La divisione della torta

La tranche più consistente dello stanziamento (complessivamente 28 milioni) è rivolta al finanziamento di progetti che favoriscano l'alfabetizzazione informatica dei cittadini, attraverso interventi di formazione professionale, anche per gli adulti, in un ottica di formazione permanente e costante. A sostegno della competitività delle imprese, soprattutto le medio-piccole, andranno 15 milioni di euro per favorire l'innovazione digitale, mentre quasi 9 milioni sono stati destinati a programmi specifici che mirino a migliorare l'efficienza della Pubblica Amministrazione, soprattutto riguardo la qualità dei servizi erogati all'utenza. Infine, l'ultima fetta dello stanziamento (quasi 8 milioni di euro) servirà a finanziare politiche di settore negli ambiti del turismo, della scuola e della ricerca, in particolare la rete delle biobanche nel campo delle biotecnologie.

Scuola e formazione nel mirino

Il recupero dei residui di cassa permetterà invece il finanziamento di progetti di e-government che però abbiano una particolare ricaduta benefica sul mondo della scuola. Si tratta per esempio del voto elettronico: i computer utilizzati per le operazioni di voto nei giorni delle consultazioni elettorali (ben pochi in un anno) restano a disposizione di insegnanti e studenti per tutto il resto dell'anno; finora sono stati 4 mila i personal computer assegnati in dotazione dal ministero dell'interno, in circa 600 scuole-seggio.
I soldi recuperati serviranno anche a coprire il bonus per l'acquisto di Pc portatili da parte degli studenti universitari (per il quale conteranno curriculum formativo e condizioni economiche), e a finanziare la prima università online del Mediterraneo: tramite la piattaforma digitale Euromed, i nostri atenei entreranno in collegamento con quelli dei paesi del Maghreb e del Medio Oriente.

Oltre 500 milioni di competitività

La seconda forma di intervento decisa dal governo riguarda invece le imprese che puntano all'innovazione digitale, che investono in prodotti di elevato livello tecnologico e che dimostrano una forte apertura all'export. Il Cipe ha infatti stanziato 560 milioni di euro di incentivi per promuovere e favorire la competitività di quei settori industriali a maggiore capacità di esportazione o ad elevato contenuto tecnologico, nonchè a rilanciare segmenti più tradizionali che si pongono come obiettivo un ammodernamento dei loro prodotti o del processo di lavorazione attraverso la tecnologia digitale. Lo stanziamento rientra nel Piano per l'innovazione digitale delle imprese, promosso dal Ministro per le Attività produttive e dal Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie. Tecnicamente, sarà costituito un fondo rotativo che sarà utilizzato per aiutare gli investimenti industriali mirati a questi scopi e che saranno nel complesso di almeno 700 milioni di euro.

A che cosa si punta

L'obiettivo del governo, dichiarato dal ministro Stanca, è quello di far partecipare a tali programmi di innovazione le grandi imprese, gli enti di ricerca, ma anche le piccole e medie aziende dal momento che si mira ad incentivare anche i processi strategici aziendali. Nel mirino del governo, insomma, ci sarebbe lo sviluppo di processi come l'ideazione del prodotto, la qualità e la tracciabilità dello stesso, la logistica integrata, la supply-chain, l'e-business (sia B2C, da imprese a consumatori, sia B2B, da imprese a imprese).

Le agevolazioni in dettaglio

I 560 milioni deliberati dal Cipe, che rientrano in una disponibilità di 3,7 miliardi di euro, permetteranno di sostenere un mix di agevolazioni per le imprese (finanziamento agevolato, contributo alla spesa e finanziamento bancario): fino all'80% di finanziamento agevolato allo 0,5% a valere sul fondo rotativo, un 10% a fondo perduto e un 10% di finanziamento bancario al tasso ordinario. Grande attenzione viene posta alle condizioni del Mezzogiorno: le risorse stanziate saranno ripartite in modo che al Sud e ad altre zone svantaggiate tocchino 400 milioni, mentre i rimanenti 160 milioni spetteranno al resto del territorio nazionale.

Copertura in arrivo

Per alimentare il fondo rotativo si attingerà dalle risorse del risparmio postale, gestite dalla Cassa Depositi e Prestiti in convenzione con il Cipe. I bandi per accedere a questa specifica delibera, invece, saranno emessi entro il prossimo ottobre.
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