Arriva il livello europeo
Disponibili le pre-iscrizioni per acquisire i domini europei di tipo .eu.
Quanto possono servire alle aziende?
Ormai siamo tutti cittadini europei, benché il cammino della carta costituzionale continentale abbia subito
qualche intoppo. Così almeno la pensano i politici di Bruxelles, che hanno pensato bene non potesse mancare un
minimo comune denominatore europeo anche sul Web. Meglio tardi che mai.
Arriva .eu
Soltanto nello scorso aprile, e dopo un percorso tutt'altro che lineare osteggiato in parte da
Icann, il top level domain comunitario .eu
è diventato ufficiale. Ora, il consorzio incaricato della gestione dei nomi di dominio,
EURid, ha pubblicato le liste dei registrar
ufficialmente accreditata per le richieste delle assegnazioni dei domini. Di fatto, sono aperte le pre-iscrizioni,
che dureranno fino al 31 agosto prossimo. Possono registrare un dominio di tipo .eu solo persone fisiche aventi la
cittadinanza in uno degli Stati membri oppure le imprese e organizzazioni con sede sociale, amministrazione centrale
o luogo di affari principale all'interno dell'Unione Europea.
I registrar italiani
Tra le società italiane autorizzate alle richieste dei domini, le prime sono state
Register.it e il gruppo
Aruba, attraverso tre diverse società
controllate. La lista è provvisoria, e a queste se ne stanno aggiungendo altre. Tutte le realtà
accreditate sono già attive da tempo nella gestione di nomi di dominio. Diverso l'approccio proposto al TLD
.eu: Register offre la pre-iscrizione gratuita, mentre il gruppo Aruba la propone al costo di 2 euro + Iva, cifra in
cui è compresa anche la registrazione (dal costo supposto di circa 10 euro) e il mantenimento entro un anno.
I tempi e le assegnazioni
È opportuno ricordare che la pre-iscrizione non dà automaticamente diritto all'acquisizione del nome.
Le prenotazioni saranno inviate dopo il 31 agosto al consorzio EURid, che quindi avvierà, entro l'anno, il
cosiddetto sunrise period: quattro mesi di tempo nel quale saranno vagliate le richieste, riservando ad enti
pubblici e società titolari di marchi la prelazione sui nomi di loro competenza e l'eventuale risoluzione di
controversie. Nel caso di marchi uguali, varrà la regola first-come first-served, ossia il primo arrivato
sarà il primo servito. Dopo il sunrise period, la registrazione sarà immediata e molto snella, sullo
stile delle procedure di registrazione del .com. Chi è interessato a tutelare un marchio nel TLD .eu, quindi,
dovrebbe muoversi subito per evitare lunghi e inutili contenziosi con chi eventualmente lo registrasse dopo il
sunrise period.
Tutti in fila?
Quale sarà il reale interesse di aziende e privati verso il TLD .eu? Difficile da dire, anche se i registrar
italiani accreditati hanno indicato in almeno il 30% di chi già possiede un TLD .it gli interessati.
Sicuramente, una visibilità in chiave europea è obbligatoria per tutte le grandi società che
operano sul mercato continentale con una sede specifica. Anche le PMI nostrane, però, dovrebbero guardare con
interesse a questo dominio: il TLD .eu è infatti caratterizzato dall'appartenenza all'Unione Europea, e questo
potrebbe essere un valore aggiunto per il suo futuro. Chi si registra con un dominio .eu dichiara la sua provenienza
e la sua appartenenza al vecchio continente. Un biglietto da visita di non poco conto per chi deve operare in
segmenti di mercato con una gamma alta di qualità. E soprattutto in prospettiva, con il mercato europeo sempre
più allargato e integrato, un dominio che faccia riferimento ad esso potrebbe essere il più semplice e
immediato modo di presentarsi sui mercati mondiali.
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