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Giugno 2005 - Competitività

La percezione dell'ICT


Le imprese accettano sempre più spesso come un dato di fatto la necessità di implementare sistemi di Information e Communication Technology. Ma ne capiscono la portata?


Il mercato dell'ICT in Italia è diviso in modo abbastanza netto. Le grandi imprese investono, poco o tanto, in ICT e la considerano indispensabile. Le medie imprese vi ricorrono controvoglia, quando è ormai diventato impossibile farne a meno. Le piccole imprese, spesso, nemmeno contemplano questa possibilità. Poche aziende, però, piccole, medie o grandi, capiscono realmente la portata degli investimenti in ICT.

L'ICT come l'elettricità

La normale percezione dell'ICT in Italia è quella di una commodity indispensabile all'azienda. Alla stregua dell'energia elettrica o del riscaldamento, un'azienda deve prevedere i costi dell'ICT. Soprattutto in fase di aggiornamento di sistemi esistenti, l'impatto che l'ICT ha sulle aziende (e spesso sui bilanci) è considerato quasi esclusivamente in termini di spesa. Non si può farne a meno, bisogna averla in azienda, e questo è un costo. Dalle valutazioni sparisce qualsiasi riferimento al reale valore dei sistemi di ICT in termini di competitività.

L'approccio alla tecnologia

Tutto ciò dipende dall'approccio con cui l'azienda si avvicina all'implementazione della tecnologia. Troppe poche volte ci si affida ai tecnici specialisti convinti di relegare la questione tecnologia a una questione tecnica. Proprio da questo errore nasce la valutazione (erronea) dell'ICT come una spesa. L'implementazione standardizzata di sistemi ICT difficilmente porta alla creazione di valore, se non a un primo, evidente risparmio nel passaggio da procedure offline a quelle online. Anche l'implementazione personalizzata, però, offre il fianco alla stessa critica, quando viene lasciata nelle mani dei soli tecnici.

L'allineamento strategico

Quando l'ICT crea valore aggiunto, allora? Soltanto quando la sua implementazione è una scelta strategica a livello aziendale, inserita all'interno di un'organizzazione (o una riorganizzazione) dell'intero apparato aziendale in chiave digitale. Questo passaggio è tradizionalmente disertato dai manager delle imprese, ma è proprio quello fondamentale perché il sistema ICT diventi il fulcro della nuova attività aziendale, e quindi possa trascinare l'azienda in una nuova fase di competitività e innovazione. La tecnologia deve essere allineata all'organizzazione aziendale intera e con gli obiettivi strategici delineati dal piano di sviluppo. Grazie alla flessibilità degli strumenti, qualsiasi sistema ICT, a qualsiasi livello, può essere personalizzato non solo in chiave tecnica ma anche in chiave organizzativa e gestionale. Questo crea il valore.

In cosa consiste il vantaggio dell'ICT

I sistemi ICT, infatti, se opportunamente allineati all'organizzazione e alla strategia d'impresa, permettono di gestire tutte le informazioni a supporto delle scelte e delle decisioni strategiche. In questo senso, la tecnologia nell'impresa funziona come una leva, con la possibilità di migliorare notevolmente non solo i tempi e i costi delle operazioni, ma anche e soprattutto le informazioni utili e necessarie per le scelte. Ciò è vero non solo per le grandi aziende, dove il ruolo di acceleratore della conoscenza interna ed esterna è indiscusso. Anche le PMI possono trarre notevoli vantaggi competitivi da un sistema ICT allineato all'organizzazione e alla strategia. Velocità e precisione nelle informazioni a supporto delle scelte sono elementi non quantificabili immediatamente, ma qualsiasi manager che vi faccia ricorso con assiduità non potrebbe più tornare indietro.

Il valore dell'investimento

Solo alla luce di questa visione dell'ICT appare chiaro come sistemi uguali, implementati in aziende diverse per organizzazione e strategia, possano produrre risultati diversi. Si può tornare a considerare la spesa in ICT come un investimento piuttosto che come un semplice costo. E i risultati raggiungibili non sono proporzionali all'importo secco dell'investimento: oltre a questo, può incidere anche notevolmente il livello di preparazione aziendale a recepire la trasformazione tecnologica in atto.

Una percezione diffusa

Oltre ai manager, devono essere convinti della bontà del sistema ICT da adottare tutti i dipendenti. A loro devono essere spiegati i pregi e i limiti del sistema, con chiarezza e massima trasparenza, nel rispetto delle competenze interne. Infatti, la tecnologia è un acceleratore di conoscenza interna che ha bisogno di essere correttamente alimentato da tutte le fonti, per quanto banali e insignificanti ci sembrino. Per ogni tassello che rimane fuori dal puzzle tecnologico (per impreparazione, non coinvolgimento o non motivazione), il sistema ICT perderà un po' della sua capacità performante. Inutile dire che aggiornamenti, formazione continua e motivazione sono elementi imprescindibili per trasformare l'implementazione di tecnologia nell'impresa un successo.

Spiegare alle aziende

Queste semplici considerazioni non devono sembrare troppo banali a chi ha già abbracciato questo tipo di scelta strategica. Infatti, la percezione della tecnologia in azienda rimane ancorata alla visione iniziale, del costo. E anche chi ne ha capito la reale portata, spesso fatica a mettere a fuoco tutti gli elementi utili, per esempio il ruolo dei dipendenti. Anche per questi motivi, in Italia, più che di tecnologia c'è bisogno di cultura tecnologica. Ed è da considerare positivamente, pertanto, l'iniziativa portata avanti di concerto da Ministero dell'Innovazione e Confindustria: tre milioni di euro sono stati infatti destinati alla formazione culturale sull'innovazione tecnologica per le imprese, a partire da quella di processo. Che l'Italia sia indietro su questo fronte, nonostante i fondi pubblici destinati a tecnologia e hi tech, sono i numeri a dirlo: la spesa media pro-capite in IT, secondo il ministero, nel nostro Paese è di 400 euro l'anno, contro i 600 della media europea e i 1.000 che si registrano negli Usa.
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