Una PA che cambia: opportunità per le imprese
Posta elettronica certificata, il nuovo codice sulla Privacy, la Carta
d'Identità Elettronica, la Legge sull'Accessibilità: il settore pubblico offre diverse
possibilità di business agli specialisti del settore ICT.
Negli ultimi anni, con l'avvio del Piano di e-government nazionale, la Pubblica Amministrazione ha posto sempre
maggiore attenzione all'ammodernamento di architetture e sistemi informativi, puntando su servizi integrati e nuovi
portali. Per le imprese del settore ICT, specialisti del settore, consulenti ed esperti di tecnologie è
un'occasione da non perdere per offrire assistenza e mettere in risalto le proprie competenze e conoscenza. Non si
tratta soltanto si affiancare la PA nel rinnovo di tecnologie e servizi, ma anche di supportarla di fronte a sfide
inedite, in gran parte correlate alle nuove leggi sulla digitalizzazione della PA, alle norme emanate da
CNIPA e ai
Bandi di Gara emanati dal Ministero
dell'Innovazione e delle Tecnologie. Facciamo il punto sulle novità più significative e le
opportunità per gli specialisti, vedendo area per area le possibilità di business:
Per definizione è "l'insieme delle risorse di calcolo, degli apparati, delle reti di comunicazione e delle
procedure informatiche utilizzate dalle amministrazioni per la gestione dei documenti". Questi sistemi consentono alla
PA di protocollare sia i tradizionali documenti cartacei sia quelli elettronici, con la finalità di migliorare
i servizi, la trasparenza dell'azione amministrativa e contenere i costi. Sebbene l'attivazione del cosiddetto "nucleo
minimo di protocollo" fosse obbligatoria dal 1° gennaio 2004, quest'area offre ancora diverse possibilità,
perché molte amministrazioni devono ancora adeguarsi. Inoltre, negli ultimi anni la normativa si è
arricchita, introducendo regole tecniche per la formazione, trasmissione, conservazione, duplicazione, riproduzione e
validazione, anche temporale o su supporti ottici, dei documenti informatici. È un ambito dove gli esperti di
gestione documentale possono oggi trarre buone opportunità.
Secondo il decreto del Presidente della Repubblica 117/04, "la carta nazionale dei servizi è il documento
rilasciato su supporto informatico per consentire l'accesso per via telematica ai servizi erogati dalle pubbliche
amministrazioni". Le due carte facilitano l'identificazione certa di chi richiede servizi a sportelli elettronici, e
permettono l'accesso sicuro ai servizi informatici e l'autenticazione anche attraverso i portali Internet. La CIE
può svolgere sia la funzione di documento di identità sia quella di carta servizi, ed essere utilizzata
per i pagamenti tra soggetti privati e le pubbliche amministrazioni. Per legge dovrà contenere i dati
identificativi della persona e il suo codice fiscale, ma potrà archiviare informazioni accessorie, utili
all'erogazione di servizi evoluti, come la firma elettronica. Diffuse in quasi due milioni di esemplari in Italia,
registrano una crescita esponenziale, mostrando ottime potenzialità per chi intende supportare la PA nel
rilascio di servizi e piattaforme evolute, servizi in ambito sanitario o di marketing territoriale.
Dal 1° gennaio 2004 è in vigore il nuovo "Codice in materia di protezione dei dati personali" che riforma
interamente la disciplina sulla Privacy. Ogni Ente della Pubblica Amministrazione è tenuto a rispettarlo. Il
Codice prevede la protezione dei dati, la definizione di credenziali per l'accesso alle informazioni (password,
certificati digitali, carte a microprocessore ecc.), l'aggiornamento periodico dei sistemi informativi, l'uso di
firewall o sistemi antivirus. Si tratta di una grande opportunità per i consulenti e gli specialisti di
security che possono realmente contribuire all'ammodernamento dei sistemi pubblici, permettendo agli enti di adeguarsi
alla normativa sulla sicurezza.
In seguito alla Legge n 4° del 2004 sull'accessibilità e al suo Regolamento di attuazione (appena
pubblicato in Gazzetta Ufficiale), la Pubblica Amministrazione ha obblighi precisi in materia di adozione di soluzioni
accessibili e nella costruzione di servizi online disponibili per ogni categoria di utenti. Garantire l'accesso
facilitato alle informazioni non è facoltativo per la PA: questo significa riconvertire le interfacce di vecchi
siti, introdurre tecnologie assistive per i disabili e molto altro. È forse uno degli ambiti in cui tutte le
amministrazione (soprattutto locali) avranno bisogno di assistenza. Le imprese del settore ICT con esperienza in
accessibilità oggi possono trasferire efficacemente il loro know-how.
È la nuova "autostrada" sulla quale viaggeranno le informazioni della Pubblica Amministrazione, che
sostituirà dal 2007 la vecchia RUPA. Come specifica il decreto legislativo 42/2005, è "l'insieme di
infrastrutture tecnologiche e di regole tecniche, per lo sviluppo, la condivisione, l'integrazione e la diffusione del
patrimonio informativo e dei dati della PA, necessarie per assicurare l'interoperabilità e la cooperazione
applicativa dei sistemi informatici e dei flussi informativi". Questa novità spiana il campo agli specialisti
di infrastrutture e a chi ha un know-how specifico sulla cooperazione applicativa, in particolare nell'implementazione
di porte di dominio, buste di e-government e soluzioni per l'interoperabilità applicativa. Per la costruzione
dell'SPC c'è anche un
bando
specifico che scade il 20 giugno.
Come recita il Nuovo Codice
dell'Amministrazione Digitale, "lo Stato favorisce ogni forma di uso delle nuove tecnologie per promuovere una
maggiore partecipazione dei Cittadini, anche residenti all'estero, al processo democratico e facilitare l'esercizio
dei diritti politici e civili sia individuali che collettivi". Il recente Bando di e-government in materia di
e-democracy e la successiva assegnazione dei fondi Ministeriali a 57 progetti rilanciano questo preciso obiettivo.
I "cantieri" relativi ai progetti vincenti sono ancora in fase di allestimento. Per altri enti, invece, l'e-democracy
è un'opportunità ancora tutta da scoprire.
Dopo l'approvazione dei 29 progetti di T-Government di Regioni ed enti locali ammessi al cofinanziamento ministeriale,
cresce l'attenzione anche per il "Television Government", modalità di erogazione di servizi, offerta dal
digitale terrestre, per accedere anche dal televisore di casa alle informazioni e alle prestazioni online della
Pubblica Amministrazione. Questa tecnologia consentirà di attivare un nuovo canale di comunicazione verso il
cittadino, sviluppando servizi relativi ai più svariati aspetti della vita quotidiana: dalla visualizzazione
dei dati anagrafici alla richiesta di certificati, dall'informazione al pagamento da remoto, dall'accesso online ai
servizi socio-sanitari ai canali interattivi per il lavoro. Dai centri servizi agli specialisti di broadcasting: la
PA oggi cerca specialisti in queste aree e partner per avviare esperienze nuove anche in questo settore.
Il 28 gennaio 2005 il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il DPR che disciplina l'utilizzo della
Posta Elettronica Certificata (PEC). Questo nuovo provvedimento dà completa validità giuridica ai
documenti trasmessi via e-mail, che diventa quindi come una raccomandata con ricevuta di ritorno. Secondo il decreto,
i sistemi di PEC dovranno garantire al destinatario l'integrità dei messaggi ricevuti e, al mittente,
l'attestazione dell'avvenuto recapito. Cnipa ha messo a punto di recente lo schema di decreto per l'Allegato Tecnico.
Gli specialisti ICT oggi hanno a disposizione tutte le specifiche tecniche per offrire alla PA consulenza
professionale per implementare sistemi di PEC a norma di Legge.
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