e-business - Maggio 2006 - Business intelligence

Dal dato alla conoscenza


Dietro l'indiscutibile valore delle informazioni si trascura spesso il processo e le tecnologie necessarie a trasformare i dati in conoscenza. È la business intelligence, e quello che ci sta prima...


Nell'epoca di Internet e dell'e-business, i dati, le informazioni e la conoscenza sono considerati elementi fondamentali di successo per le imprese che operano nel Web. Ma non bisogna confondere i tre livelli. Raccogliere e organizzare i dati non significa automaticamente generare delle informazioni, e anche una volta recepite le informazioni queste non si trasformano automaticamente in conoscenza.

Dati senza senso: il database

Il volume di dati in possesso di società che operano su Internet raddoppia circa ogni anno, e la loro mole diventa sempre più difficile da gestire. Ma i dati, di per sé, sono poco più che simboli, segni, semplici o complessi, ma che - pur contenendo in sé, almeno tutti insieme, delle informazioni - non esplicitano le informazioni, né tanto meno la conoscenza. Fondamentalmente un database ha come obiettivo la raccolta di dati per gestire il business, con caratteristiche fortemente operative, su una base di transizioni di solito giornaliera e con dati che possono essere modificati nel tempo. Un database, insomma, raccoglie i dati pensando alla quotidianità, all'aspetto di raccolta. I dati possono essere tutti riguardanti uno stesso argomento oppure possono riguardare più argomenti correlati tra loro in qualche modo. Anche i database management system consentono un accesso veloce e immediato alla base dati, ma non la rendono intelligibile.

Dalla base al magazzino: l'informazione prende forma

Affinché i dati diventino di supporto effettivo alle decisioni aziendali, il passaggio fondamentale è concentrare le informazioni raccolte nei database in un datawarehouse, un "magazzino di dati" aziendali. Attraverso procedure di data mining si possono valutare grandi quantità di dati, trovare associazioni e relazioni visibili o nascoste, andando così a scoprire regole e fatti. I dati interpretati in prima battuta con processi di data mining finiscono nel datawarehouse, nel magazzino completo dei dati. Il datawarehouse è una sorta di grande database decisionale, orientato cioè a trovare e consentire l'analisi delle informazioni implicite nei dati. Per questo motivo i suoi dati non sono volatili, ma fissi, storici. L'altra caratteristica fondamentale del datawarehouse è la consistenza: i dati provenienti dai vari database (e in teoria da ulteriori fonti, anche non schematizzati) quando passano nel datawarehouse diventano uniformi alla lettura e organizzati non più necessariamente per argomento, ma per obiettivo.

Verso la conoscenza: la business intelligence

Una volta costruito il datawarehouse aziendale, la business intelligence è quell'insieme di processi e tecnologie che consentono di analizzare la miriade di dati accumulati per estrarne valide indicazioni per lo sviluppo del business, la riduzione dei costi e l'incremento dei ricavi.
In sostanza, la business intelligence nasce per trasformare quelli che sono ancora e solo dati (già organizzati) in informazioni utili, in conoscenza, in grado di indirizzare le scelte aziendali. Con il termine business intelligence, quindi, ci si può riferire tanto ai processi decisionali completi quanto alle applicazioni, ai sistemi tecnologici in grado di generare conoscenza per i business decision maker, i manager aziendali deputati a prendere le decisioni e ad effettuare le scelte strategiche riguardanti l'attività.

Le applicazioni di business intelligence

A livello di software e sistemi, cioè di tecnologia, la business intelligence è rappresentata da una vasta serie di prodotti che presentano caratteristiche affini, spesso modulari. Si va da un applicazione in grado di analizzare ed elaborare i dati restituendoli sotto forma di grafici e report a sistemi complessi capaci di gestire anche l'introduzione di dati teorici e variabili non comprese nei dati del datawarehouse. In pratica, di ipotizzare l'andamento del business data con premesse del tipo "What if...", che cosa accadrebbe se... In questo modo, si possono sia analizzare in maniera complessa (multidimensionale) i dati sia simulare scenari di sviluppo. In generale, i vantaggi competitivi connessi all'uso di sistemi di business intelligence variano dalla tempestività (l'analisi dei dati può avvenire in tempo reale sui valori del datawarehouse), la capacità d'approfondimento e simulazione, la facilità d'uso. Infine, ed è l'aspetto più importante, la certezza del dato: una volta che i dati del datawarehouse sono caricati in modo omogeneo e consistente, i risultati dell'analisi di business intelligence sono certi.

A chi è adatta la business intelligence

Fino a pochi anni fa, e in parte ancora oggi, le soluzioni di business intelligence erano una prerogativa delle grandi aziende. Approccio culturale, costi e struttura delle applicazioni la rendevano inadatta alle piccole e medie imprese. Oggi rimane soltanto l'ostacolo dell'approccio culturale, perché le varietà di soluzioni sul mercato sono andate sempre più nella direzione di software e applicativi adatti a piccole e medie realtà, sia in termini di costi sia in termini operativi.
Per le PMI, quindi, la tecnologia di business intelligence rappresenta oggi un mondo a portata di mano, e una grande occasione di migliorare il proprio posizionamento competitivo sul mercato.
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