Chi comanda i motori di ricerca?
I search engine ricoprono un ruolo fondamentale nel Web e sono il secondo servizio più
utilizzato dopo le e-mail. Ma chi gestisce e controlla i risultati dei motori di ricerca?
I risultati di una ricerca online condotta con un motore sono classificabili in linea di massima, in tre distinte tipologie:
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Risultati provenienti dal World Wide Web. Sono quelli più comuni e maggiormente utilizzati (per esempio,
quando si ricerca su Google), e
conducono il navigatore all’interno di un sito e non necessariamente sulla home page del sito stesso. |
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Risultati provenienti da directory. Le directory sono uno strumento di ricerca a sè stante. A differenza della
categoria precedente, il navigatore non ricerca siti Web attraverso una parola chiave, bensì navigando in un
archivio, più o meno completo. Sostanzialmente, è una ricerca simile a quella di un soggetto che ricerca
un libro nei diversi scaffali di una biblioteca. La directory più completa ed importante del mondo è
DMOZ. |
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Risultati a pagamento. Sono risultati collegati a una ricerca effettuata attraverso le due precedenti metodologie,
però il proprietario del sito paga per comparire in corrispondenza di una determinata parola chiave o directory.
Questi risultati cambiano a seconda del motore di ricerca, e sono normalmente pay per click, ovvero il sito paga
il motore di ricerca o la directory solo se l’utente effettivamente entra nel suo sito Web. Tali risultati conducono
di solito il navigatore sulla home page del sito. Un esempio di questi risultati sono le ormai famose
AdWords di Google. |
Un mondo variegato di proposte
Internet presenta moltissimi servizi di motori di ricerca e directory. Queste due categorie in DMOZ presentano al loro interno più di
1500 risultati, e sicuramente molti soggetti non sono compresi in DMOZ stesso. Un numero così elevato si spiega facilmente pensando
che creare un motore di ricerca non ha costi elevati e non presenta particolari barriere d’ingresso. Almeno era così ai tempi
del boom di Internet. Entrando nella fase attuale del Web, abbiamo assistito a due fenomeni facilmente prevedibili: la morte di molti motori
di ricerca e la concentrazione in pochi gruppi di molti soggetti, che magari mantengono ancora in vita il marchio originale. Attualmente
quindi molti motori di ricerca e directory esistono solo da un punto di vista nominale, mentre in realtà ottengono i propri risultati
in outsourcing attraverso altri motori di ricerca. Per esempio, Yahoo!
fino a pochi mesi fa utilizzava Google per le sue ricerche.
La localizzazione
Un’ultima nicchia di mercato in cui sono presenti tuttora diversi motori di ricerca è legata alla localizzazione geografica del
sito, sia in termini linguistici sia in termini fisici: questo spazio ristretto si sta comunque assottigliando sempre di più
perché i motori di ricerca internazionali hanno attivato – o sono in procinto di farlo – alcuni sistemi sia di localizzazione
linguistica che geografica (si pensi per esempio alla funzione presente in diversi motori di ricerca: “Cerca solo in italiano”).
I motori e le directory
Qui di seguito, proponiamo una classificazione dei motori di ricerca e delle directory secondo i criteri enunciati. Per comodità del
lettore sono distinti in italiani e internazionali.
Le tabelle non possono essere esaustive e la velocità con cui questo segmento di mercato cambia potrebbe far emergere errori e
incongruità. Rimangono comunque esemplificative delle considerazioni fatte in precedenza e possono dare un quadro riassuntivo della
situazione complessiva.
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Tanti marchi, pochi padroni
Da questa classificazione si può facilmente notare come vi sia una forte concentrazione di alcuni attori, dispersi in un numero molto
vario di marchi. Probabilmente, i diversi marchi andranno scomparendo poco alla volta. Chi sono quindi i protagonisti? Per quanto
concerne i risultati attraverso i motori, senza considerare l’utilizzo degli utenti, è
Inktomi (comprata da Yahoo! nel 2003
per 230 milioni di dollari e sconosciuta a moltissimi utenti Web) che fa la parte del leone, subito seguito da Google e da FAST.
Per quel che concerne le directory, invece, protagonista principale è DMOZ: la directory mondiale più grande e gratuita,
gestita completamente da editori volontari e non pagati. Infine, i risultati a pagamento. In questo caso, la concentrazione è ancora
maggiore rispetto ai precedenti casi e i protagonisti principali sono, in linea di massima, tre: Google,
Espotting e
Overture. Tutti e tre
gli attori usano il metodo del pay per click con asta sulle parole chiavi.
Il settore è ancora ben lungi dall’essersi stabilizzato, e in futuro vi saranno ancora importanti cambiamenti e ulteriori
concentrazioni. Soprattutto a livello italiano, è prevedibile che i grandi attori internazionali ingloberanno completamente i motori
italiani generalisti in una strategia di crescita immediata per aree locali differenti.
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