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Aprile 2005 - Wlan e Wi Fi

Il wireless per l’azienda


È annunciata da anni come l’ormai imminente rivoluzione tecnologica. In realtà, fatica ancora a imporsi. Ma il wireless porta vantaggi reali.


Wi Fi o Wireless Fidelity: è lo standard internazionale adottato per le trasmissioni wireless, ossia senza fili, nella trasmissione radio a certe frequenze stabilite. Noto tecnicamente come tecnologia IEEE 802.11 e successive evoluzioni (802.11a, 802.11b, 802.11g), il Wi Fi garantisce interoperabilità tra soluzioni wireless diverse e offre una potenza elevata. La velocità di trasmissione può arrivare a 11 Mbps, ben maggiore della comune Adsl e sui livelli della trasmissione in fibra ottica. Senza entrare nel dettaglio tecnico, è sufficiente dire che il collegamento avviene via onde radio tra qualsiasi dispositivo di rete dotato di apposita scheda e un access point, un punto che capta la trasmissione senza fili e la convoglia nella normale rete di cavi.

Elementi di successo

Le potenzialità del Wi Fi stanno tutte in due caratteristiche: connessione veloce senza fili e disponibilità di access point distribuiti sul territorio. Tradotto in pratica: notevole semplificazione dell’adattamento strutturale e accesso in completa mobilità. Gli accessi pubblici, quindi, possono essere un forte indicatore della capacità di imporsi di questo standard in un certo Paese. Gli hotspot, cioè i punti caldi d’accesso pubblici (in ristoranti, alberghi, stazioni e aeroporti per esempio, ma anche nelle semplici strade cittadine secondo alcuni progetti americani), rivelano la possibilità di utilizzare la rete in mobilità. Tanto più numerosi sono gli hotspot quanto maggiore è la possibilità di lavorare in movimento, utilizzando tutte le lunghe pause degli spostamenti.

Hot spot in Italia e nel mondo

Quantificare gli hotspot presenti in tutto il mondo non è per niente facile. Ci ha provato l’azienda americana JiWire: a fine 2004, gli hotspot sarebbero stati oltre 55 mila in 93 diversi Paesi. La previsione per la fine del 2005 è di una crescita di circa il 100%, che porterebbe gli hotspot oltre i 100 mila in tutto il mondo. La classifica è saldamente capeggiata dagli Stati Uniti con oltre 21 mila hotspot. Seguono Regno Unito (9 mila circa) e Germania (6 mila). Dopo Francia, Giappone e Svizzera, l’Italia si conquista un ottimo settimo posto con 1.111 hotspot. Peraltro, bisogna anche dire che la situazione di mercato e normativa del nostro Paese non è sicuramente delle migliori per favorire il sorgere di hotspot, nonostante l’impegno del ministero per le comunicazioni per aprire un tavolo di confronto sulla questione. Da segnalare che tra le città, quelle meglio posizionate, con più di 100 hotspot operativi, sono Milano e Roma. Rimane poi la questione dei cosiddetti hotspot free. Infatti, la stragrande maggioranza degli access point pubblici richiede un pagamento e ancora non decollano le iniziative di hotspot pubblici (magari installati proprio dalle istituzioni) gratis.

I vantaggi del wireless

Ma perché le aziende dovrebbero guardare al wireless come a una tecnologia adeguata alla propria struttura? Perché i vantaggi sono notevoli. In termini di struttura, la connettività tradizionale impone alcuni limiti: i costi di cablaggio, che spesso non sono di poco conto, i vincoli strutturali e architettonici veri e propri, una flessibilit´┐Żcontenuta, cioè la possibilità di ingrandire la struttura tecnologica di pari passo insieme alla struttura fisica solo a costi elevati, rinuncia alla mobilità, cioè alla possibilità per i dipendenti di lavorare in rete in qualsiasi luogo si trovino. Evidentemente, con la tecnologia wireless sono abbattuti i costi legati alla struttura, l’ingrandimento o lo spostamento fisico dell’organizzazione non comportano alcun problema, i dipendenti possono lavorare in rete, in teoria, da ogni luogo. Tutto ciò si traduce in maggiore efficacia, riduzione dei tempi morti, riduzione della produzione cartacea, maggior controllo e risparmio sui costi e sui tempi. Anche il concetto di ufficio mobile, che dipende strettamente dalla possibilità di connettersi senza fili, può essere un forte incentivo verso il wireless. Soprattutto in tutte quelle professioni in cui è richiesta grande mobilità, il wireless consente di lavorare in ogni momento come se si stesse in azienda.

Le prospettive del wireless

Se quelli elencati sono vantaggi indiscutibili, gli esperti si spingono anche oltre, individuando i fattori di successo delle wlan nel lungo periodo. Prima di tutto, ritorna il concetto di mobile office, in chiave anche sociale. I lavoratori, e in particolare i manager nella fascia d’età tra i 35 e i 55 anni, sembrano gradire particolarmente la possibilità di un modello di lavoro non azienda-centrico, in termini di struttura. Operare indifferentemente all’interno e all’esterno dell’azienda può rappresentare una svolta epocale nei rapporti di lavoro. Inoltre, il wireless ad alta velocità può essere la tecnologia di base sulla quale costruire e ampliare una piattaforma di nuovi servizi. La caratteristica di questi nuovi servizi sarebbe l’utilità comune e la condivisibilità. In termini lavorativi, significherebbe aumento della produttività, in termini privati, un ulteriore facilitazione delle comunicazioni interpersonali. Al tempo stesso, i provider di servizi wireless potrebbero spostare progressivamente il loro focus verso i servizi applicativi.

I limiti

Questo scenario è sicuramente veritiero nel lungo periodo: la predominanza di connessioni senza cavo sembra certa. Tuttavia, alcuni limiti esistono ancora e frenano la capacità d’imporsi di questi sistemi. Sicurezza e normativa sull’utilizzo delle frequenze radio e degli hotspot pubblici sono gli elementi di freno. Non sembrano invece influire sulla crescita del Wi Fi i nuovi dispositivi di telefonia mobile come l’UMTS, che anzi si integra con il modello Wireless Fidelity invece che ostacolarlo. È ancora presto per capire se, alla lunga, questi freni saranno così forti da deviare l’attenzione, gli investimenti e lo sviluppo verso tecnologie alternative. Di certo, al momento, il Wi Fi è una grande opportunità.
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