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Marzo 2004 - Localizzazione

Tradurre i siti Internet


Troppe volte in Rete si vedono siti in più lingue – soprattutto di e-business – che non hanno la minima possibilità di parlare a utenti stranieri. Non bisogna tradurre, ma localizzare.


Espandere il proprio giro d’affari all’estero è relativamente semplice con Internet. Abbiamo già visto l’importanza strategica di arrivare ai mercati stranieri, possibilmente con siti realizzati nella lingua del Paese in cui si vuole sbarcare.
Il problema nasce nel momento in cui si avvia la traduzione del proprio sito. L’errore classico che viene compiuto, infatti, è quello di tradurre i testi, mentre bisognerebbe tradurre il sito intero, o meglio localizzare le proprie pagine Web, testi, ma anche immagini, struttura, albero delle pagine interne, impostazione grafica. Ciò che infatti si è scelto per parlare agli utenti italiani, con la loro tradizione, sensibilità e cultura, potrebbe non essere adeguato per rivolgersi ai cinesi o agli arabi, ma anche solo ai francesi o agli svizzeri per restare più vicino a noi.
Il problema della comunicazione investe molteplici aspetti, ben aldilà della semplice questione della lingua. L’operazione più corretta, dunque, è quella di affidarsi a persone che abbiano una reale conoscenza del mercato a cui ci si vuole rivolgere, in modo da ottenere una consulenza globale sul prodotto-sito. Si tratta di impostare in tutto e per tutto un altro sito Internet, in cui tutto sia finalizzato a parlare al nuovo mercato che vogliamo raggiungere. Naturalmente, si farà in modo di mantenere la stessa filosofia comunicativa che ha ispirato il sito principale e un’impostazione generale condivisa, in modo da non disorientare eccessivamente gli utenti e da parlare loro – a tutti – con uno stesso linguaggio di fondo. L’operazione è sicuramente onerosa, in termini di tempo e risorse, oltre che economico. Per questo, è bene ribadire l’importanza di scegliere con attenzione i Paesi ai quali ci si vuole rivolgere. Tra le caratteristiche generali che vanno contemplate – oltre all’importanza strategica di quello Stato per il nostro business – bisogna tener conto anche della diffusione del mezzo e della propensione all’e-commerce, in modo da calibrare al meglio i servizi da offrire sul nostro sito (semplice presentazione piuttosto che vendita online o servizio globale).
Una volta individuate le lingue in cui creare i propri siti esteri è indispensabile poi attrezzarsi per gestire in tutto la transazione con quei Paesi. Prima di tutto, nel caso di vendita online, dovremo assicurarci che il sistema di pagamento contempli le transazioni con la moneta della nazione destinataria del servizio. Quindi bisognerà essere in grado di gestire una comunicazione telefonica o via e-mail nella lingua in cui il sito è stato tradotto. Portare il cliente alla valutazione d’acquisto o all’acquisto stesso e poi lasciarlo in balia di una lingua sconosciuta è operazione rischiosa. Quanto meno, si dovrà prevedere un’assistenza in lingua via e-mail, operazione fattibile anche solo con il ricorso a risorse esterne in grado di tradurre correttamente le comunicazioni. Infine, bisognerà essere certi degli aspetti legislativi che regolano la nostra attività nel Paese al quale ci si rivolge (per esempio diritto di recesso, tassazione, trattamento dei dati personali, norme sulla vendita a distanza e simili).
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