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Febbraio 2007 - Siti Web

Equilibrio committente-realizzatore


Tra chi crea il sito Web e chi lo commissiona non sempre c'è unità d'intenti: eppure alla base di un buon sito c'è un giusto equilibrio tra richieste ed esigenze di entrambe le parti.


Che sia una Web agency o un singolo webmaster o addirittura un semplice dipendente interno, chi va a realizzare un sito Web si trova davanti il difficile compito di interpretare, capire e trasformare le esigenze di chi lo commissiona. Se le due parti non dialogano o dialogano male, le possibilità che nasca un buon sito sono fin in partenza compromesse. Per questo è indispensabile creare un rapporto di collaborazione dal quale possa nascere il necessario equilibrio creativo.

Clienti difficili, webmaster impossibili

Chiunque abbia realizzato mai un sito Web per conto terzi sa benissimo in quali difficoltà si possa incappare nel trattare con il cliente. Incapacità di capire le questioni tecniche, esigenze impossibili, approssimazione nel passaggio del materiale, richieste che continuano a cambiare a lavoro in corso: questi sono i capi d'imputazione che si rivolgono di solito ai clienti. Ma spesso anche il committente ha ben di che lamentarsi del tecnico prescelto: incapacità di spiegare i risvolti pratici delle questioni tecniche, assoluta convinzione che i propri gusti siano i migliori, volontà d'inserire funzioni non ritenute utili, incomprensione delle esigenze minime dell'azienda. Tutto questo lo si potrebbe addebitare al tecnico.

Cercare un buon rapporto

Queste almeno sono le accuse che ci si scambia quando un progetto non decolla nel modo corretto e ci si perde tra interminabili riunioni che non portano a nulla. È evidente che il rapporto da creare non è banale né semplice, e molto dipende dalla disponibilità delle controparti. Tuttavia, almeno per costruire una relazione che consenta di costruire le basi di una buona collaborazione, gli aspetti da curare e gli errori da evitare non sono molti. Questione di atteggiamento, soprattutto. Vediamo alcune semplici regole, valide per entrambe le controparti, che possono aiutare a rendere meno difficile il rapporto.

- Osservare la questione a 360 gradi. Uno dei problemi di maggior peso nel rapporto committente/realizzatore è dato dalla scarsa capacità di apertura. Ciascuno vede i problemi e la questione soltanto dal proprio punto di vista, dimenticando le ragioni dell'altro. È utile cercare una sintesi che può essere rappresentata da un punto di vista terzo, quello per esempio dell'ipotetico utente del sito.
- Raccontare, spiegare e capire. La scarsa comunicazione è alla base di molte incomprensioni. Per il realizzatore del sito è fondamentale entrare a far parte della realtà che si vuole portare online. Per il committente è fondamentale accogliere il realizzatore all'interno della propria struttura. Non ci devono essere sottintesi o fini non dichiarati. Quindi è necessario comunicare in modalità e quantità tali, da capire perfettamente le ragioni per cui si vuole andare online, gli scopi e le condizioni prescelte.
- Scoprire il background altrui. Prima di affrontare insieme un lavoro di costruzione del sito può essere una buona norma quella di informarsi sui precedenti di chi sarà il proprio partner: capire dove e come opera, verificare i lavori svolti in precedenza. Scoprire reciprocamente i mondi a cui i due soggetti fanno riferimento può rivelarsi una pratica indiretta molto utile.
- Indicare i modelli e gli esempi. Di fronte a tante parole ci si può anche perdere. Portare modelli ed esempi concreti sicuramente rappresenta un passo in avanti fondamentale perché si ha la possibilità di confrontarsi su qualcosa di concreto e immediatamente comprensibile.
- Accettare le competenze altrui. L'ideale sarebbe non solo quello di accettare le competenze altrui, ma di conoscerne almeno le basi in modo da poter interagire al meglio. Per il committente significa avere almeno un'infarinatura generale sul Web e sulle potenzialità (anche tecniche) dei siti. Per il realizzatore vuol dire capire almeno a grandi linee le strategie di marketing e di vendita, che sono comunque sempre alla base di un sito Internet, non fosse altro perché si tratta di un nuovo canale da utilizzare in chiave di marketing e comunicazione.
- Decidere insieme il punto di non ritorno. Un sito può anche restare un cantiere aperto in eterno. Tuttavia, ciò non è un bene perché un conto è la possibilità di aggiornamenti costanti, un altro è non finire il lavoro (cosa che sarà immediatamente percepita dall'utente). Bisogna decidere insieme, a tavolino e prima ancora di avviare la fase realizzativa vera e propria, a che punto potremo considerare il lavoro pronto per andare online. In altri termini, si tratta di individuare con chiarezza gli obiettivi base del sito e fissare dei tempi da rispettare per raggiungerli. Fatto questo, il sito sarà pronto per andare in linea, e il restante contenuto potrà essere limato, sistemato e corretto anche in un secondo momento.
- Lavorare a passaggi. Le regole sopraesposte possono rivelarsi utili per stabilire un buon rapporto di collaborazione committente/realizzatore, ma rischiano anche di dilatare oltremodo i tempi stessi di realizzazione. Per questo è utile stilare una sorta di cronoprogramma, un avanzamento a step del lavoro, con indicazioni precise degli obiettivi e dei tempi per arrivarci. Avere un programma di lavoro dettagliato costringe tutti gli attori in campo ad attenervisi, stringendo attorno all'obiettivo primario e senza prendere iniziative isolate, ma concordando con la controparte le varie mosse.
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