Web 2.0: dai siti ai servizi
Forse se ne parla più di quanto se ne usi, e ancora non per tutti
è chiaro il concetto di Web 2.0. E soprattutto: da filosofia si può trasformare in applicazione pratica?
Alla scoperta della rivoluzione Web.
Per tutto il 2005 si è parlato molto di Web 2.0, e anche i giornali e la stampa quotidiana sono corsi a
riempire le proprie pagine di questo termine. In realtà, però, il Web 2.0 è ancora di là
da venire e siamo soltanto in una fase di passaggio. Cerchiamo però di capire di che cosa si tratta, sia a
livello culturale sia a livello applicativo.
Gli equivoci da sciogliere
Web 2.0 è un'espressione inventata dalla casa editrice americana
O'Reilly, specializzata in pubblicazioni
riguardanti le nuove tecnologie e Internet in particolare. Non si tratta di una nuova versione di un software, come
potrebbe far pensare quel 2.0. Semplicemente si tratta di uno slogan efficace, e appropriato, per indicare il
superamento del Web così come è stato finora e l'entrata in una nuova fase del Word Wide Web. Volendo
semplificare, si identifica nel Web 2.0 il passaggio dai siti ai servizi, nel senso che Internet come lo conosciamo
sta per sparire e per lasciare il posto a un nuovo Web, i cui casi di successo e i cui parametri saranno diversi da
quelli utilizzati finora. Una trasformazione in corso, che durerà ancora anni e i cui risultati finali sono
tuttora sconosciuti.
Web 2.0 o Internet 2.0?
In particolare, non si tratta in alcun modo di un'evoluzione tecnologica della suite di protocolli TCP/IP alla base
di Internet. Si parla di mezzi, di strumenti e di servizi, normalmente appannaggio del Web, che è bene
ricordarlo, è diverso da Internet in quanto è un suo servizio, sebbene il più diffuso e usato
insieme all'e-mail. E quindi anche sulla nomenclatura si sta dibattendo da un po' di tempo, perché oltre
all'equivoco della versione ingenerato da quel 2.0, altri commentatori ritengono limitativo parlare di Web. Infatti,
l'annunciata rivoluzione comporterà l'accesso a Internet da una serie di dispositivi diversi dal PC, dai
cellulari al televisore alla radio. Tutto ciò che sfrutterà il digitale. Meglio quindi Internet 2.0?
Trasformazione in atto
Francamente la discussione, per quanto poggi su basi reali e su differenze di vedute non insensibili, è un po'
leziosa. Di fatto, mentre i commentatori - e molti utenti del Web - discutono del nome, il Web 2.0 - o come lo si
vuole chiamare - sta rapidamente cambiando il modo di avvicinarsi alla fruizione della Rete, che è poi
ciò che più conta. Se i risultati finali, come dicevamo prima, non sono ancora completamente noti
(quando si raggiungeranno? E in che forma?), tutti i vari passaggi intermedi non solo sono noti, ma sono sotto gli
occhi di tutti: fenomeni come i blog, il social networking, la condivisione e la collaborazione online, a livello di
sito, servizio o piattaforma stanno avanzando velocemente. Il filo conduttore, infatti, del Web 2.0 è proprio
la collaborazione e la condivisione, l'interazione sociale, culturale e professionale realizzata grazie alla
tecnologia.
La tecnologia
Il Web 2.0 non è l'evoluzione di una tecnologia, come detto, ma poggia su una base tecnologica in continua
evoluzione. In particolare, le tecnologie alla base del Web 2.0 sono:
XML o eXtensible Markup Language - Linguaggio che è un insieme di regole per la
strutturazione e la comprensione logica dei dati tramite computer. Estensibile, è indipendente dalla
piattaforma e supporta i parametri internazionali e locali. Si compone di tag e attributi, ma si limita a delimitare
i dati, lasciando l'interpretazione all'applicazione che li legge.
API o Application Program(ming) Interface - È un insieme di procedure standard
disponibili per i programmatori. Di norma, sono raggruppate a formare un set di strumenti specifici per un certo
compito. Possono essere private o pubbliche: in modo un po' semplicistico, si può dire che le API di un certo
programma o servizio consentono agli sviluppatori di creare software o servizi a complemento di quel programma o
servizio.
Web Services - Sistema software per il Web progettato per supportare la piena
interoperabilità tra diversi dispositivi su una stessa rete. L'interfaccia software di un Web Service è
tale da garantire la piena interoperabilità tra diverse applicazioni su diverse piattaforme sia software che
hardware.
AJAX o Asynchronous JavaScript and XML. - È una tecnica per sviluppare
applicazioni Web interattive e dinamiche usando una combinazione tra diversi linguaggi di programmazione e oggetti.
Il web 2.0
Grazie all'uso di queste tecnologie e alle loro combinazioni, sono possibili servizi integrati che sfruttano singole
applicazioni da diversi siti Web. Piena possibilità di comunicazione e interazione tra i vari siti e servizi,
infatti, sono le coordinate su cui si instaurano nuove applicazioni e servizi, spesso sviluppati o utilizzati in
modalità condivisa e collaborativa. Questo sistema, insieme a tutte le sue derivazioni e a tutte le sue
declinazioni (dall'interazione sociale alla programmazione collaborativi), è il Web 2.0. Una rivoluzione
annunciata, ancora in corso, che cambierà Internet sia per gli utenti sia per le aziende.
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