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Gennaio 2006 - Sicurezza reti (4)

Gli strumenti di protezione


Con quali strumenti proteggere le proprie reti? I dispositivi hardware e software e le procedure sono molteplici, ma tutte giocano un ruolo preciso nella protezione del sistema.


Una volta visti i requisiti di base della sicurezza e le tipologie di minaccia per le reti informatiche, l'attenzione deve andare a una disamina critica dei principali strumenti tecnologici per la protezione.

La pila ISO/OSI

Le tecnologie adottate oggi per le trasmissioni di rete derivano dall'opera di standardizzazione definita dall'organismo internazionale ISO/OSI. Il modello di riferimento tracciato è composto da sette strati diversi, ognuno con un compito specifico. Dal livello più basso a quello più alto, gli strati sono: Physical, Data link, Network, Transport, Session, Presentation, Application. Durante la trasmissione di dati tra sistemi differenti tutti questi livelli vengono coinvolti a vario titolo, e in ciascuno di essi i dati possono essere intercettati o compromessi.

Gli strumenti di protezione

Per questo motivo una protezione completa della rete presuppone la protezione di ciascuno singolo strato. Genericamente si può distinguere tra dispositivi e procedure che tutelano gli strati bassi (tipicamente Data link, Network, Transport) da quelli preposti a controllare gli strati più alti (Session, Presentation, Application). Senza dilungarsi in dettagli troppo tecnici, passiamo in rassegna gli uni e gli altri per fornire un quadro di riferimento di massima.

La protezione per gli strati bassi

- Le tecnologie firewall più moderne sono molto duttili e complete: possono ispezionare i protocolli di comunicazione dagli strati più bassi (livello fisico) a quelli più alti (livello applicativo), pur applicando la maggioranza dei controlli a quei livelli che hanno un'implicazione diretta con la rete. In sostanza, un buon firewall (in commercio ve ne sono sia hardware sia software) è in grado di fornire un alto livello di protezione per più livelli. A patto che naturalmente i parametri di controllo siano stati impostati nel migliore dei modi.
- Le VPN o Virtual Private Network sono reti private virtuali, come recita il nome. In sostanza si tratta di tecnologie capaci di attuare su connessioni fisiche pubbliche canali virtuali protetti e, quindi, privati. Queste tecnologie utilizzano protocolli specifici per la sicurezza delle transazioni (per esempio Ipsec): di norma sono basati su algoritmi crittografici sia ai fini dell'autenticazione delle parti sia al fine di garantire la segretezza delle informazioni scambiate.
- Un IDS o Intrusion Detection System è un sistema di protezione strettamente legato al firewall nella concezione. La differenza fondamentale è che quello è considerato un sistema attivo, questo un sistema passivo: è cioè in grado di monitorare ed analizzare gli eventi che accadono sulla rete senza agire direttamente su di essi per contrastarli.
- La protezione degli accessi remoti avviene tramite tecnologie standard integrate direttamente negli access server. Tra le più note vi sono RADIUS (Remote Authentication Dial-In User Service) e TACACS (Terminal Access Controller Access Control System). In sostanza si occupano di verificare le credenziali degli utenti che accedono da remoto, di solito tramite l'utilizzo combinato di user name e password o nelle versioni più evolute mediante tecnologie di autenticazione forte (dalle smart card alla biometria).
I protocolli di sicurezza per le reti wireless combattono in modo specifico le vulnerabilità tipiche dei sistemi senza fili. Il più noto è il Wired Equivalent Privacy o WEP. Con la crescente diffusione delle tecnologie wireless tutti questi protocolli sono in continua evoluzione anch'essi.

La protezione per gli strati alti

- L'antivirus è per eccellenza il sistema deputato a controllare i livelli più alti della pila. Se in teoria le tipologie di antivirus sono diverse e specifiche per utilizzi diversi, in pratica i più comuni strumenti sul mercato sono della tipologia scanner. Sono in grado, cioè, di riconoscere nei supporti esplorati quei particolari pattern sospetti, che fanno parte dei database preparati e aggiornati in tempo reale dalle case produttrici. È evidente che l'efficacia dell'antivirus è tale soltanto se a livello utente viene eseguito l'opportuno aggiornamento del database dei sospetti. Per questo la procedura di distribuzione degli aggiornamenti all'interno di un'organizzazione costituisce un'importante aspetto operativo, spesso trascurato, dell'infrastruttura intera di sicurezza.
- L'URL filtering cerca di combattere l'uso improprio di Internet all'interno delle reti aziendali. Gli effetti prodotti da un utilizzo disinvolto del Web possono variare dal dispendio di risorse informatiche (banda, connettività, uso del server ecc.) all'aumento dell'esposizione ai rischi di intrusione o di infezione. Le tecnologie di URL filtering, sia hardware sia software, in pratica si occupano di filtrare le disponibilità di accesso a Internet ai vari utenti interni. Per farlo si basano sulle procedure delle black list (divieto di accesso a indirizzi inseriti precedentemente in una lista nera) o degli URL database (gli indirizzi Web sono classificati in base al contenuto in appositi gruppi, ai quali gli utenti hanno restrizioni d'accesso in modo differenziato).
- Patch Management è il termine con cui si indica l'impegno gestionale dell'organizzazione per aggiornare tempestivamente i sistemi informatici con le patch di sicurezza rilasciate dai produttori. Infatti, ogni giorno che passa senza l'installazione di una patch rilasciata dalle case madri rappresenta un grave pericolo di vulnerabilità. Oltre a quelle note in precedenza, le vulnerabilità dei sistemi diventano infatti pubbliche nel momento in cui una certa patch viene rilasciata per coprire il buco.
- Una infrastruttura a chiave pubblica, o PKI, Public Key Infrastructure, è un sistema integrato di tecnologie e procedure che comporta l'intervento di certificati digitali, autorità di certificazione (CA) e autorità di registrazione (RA). In sostanza, gli enti indipendenti verificano, tramite l'utilizzo della crittografia a chiave pubblica, la legittimità delle varie parti coinvolte in una transazione elettronica. Già ampiamente utilizzati a livello di e-commerce, gli standard PKI sono ancora in evoluzione.
- Single Signe On o SSO è l'espressione con cui si indica una procedura unificata per l'accesso a più applicazioni o sistemi integrati su una stessa rete. La tecnologia sfrutta le possibilità di incrociare, grazie a un database dedicato, utenti e credenziali con un numero variabile di interfacce verso applicazioni diverse, tramite funzionalità che assicurano l'esatta sincronizzazione delle informazioni. L'implementazione di questa tecnologia di processo è non semplice. Il suo scopo è quello di evitare la complessità di accesso ai dati e alle applicazioni da parte degli utenti, costretti spesso a utilizzare svariati nome utente e password.
- Strong Authentication o autenticazione a due fattori è un procedimento di identificazione e accesso che sfrutta la combinazione di elementi di segnale privati (password o Pin) ed elementi fisici da possedere (tipicamente un piccolo dispositivo hardware). Solo avendo entrambi, l'autenticazione dell'utente, locale o remoto, può avvenire con successo.
- I sistemi OTP o One Time Password sono basati sulla generazione casuale di una password dinamica (normalmente ogni 60 secondi) associata a un certo Pin conosciuto dall'utente. Poichè la creazione della password è basata su un algoritmo casuale, è altamente improbabile che la combinazione creata possa essere ripetuta più volte.
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