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Gennaio 2005 - Micropagamenti

I micropagamenti chiave per l'e-business


La forma di pagamento dei servizi digitali sembra essere uno dei freni più forti alla diffusione dell'e-business. Soprattutto quando ci sono in gioco piccole cifre.


Da sempre è considerato uno dei maggiori ostacoli alla piena diffusione dell'e-business: qualsiasi metodo di pagamento di beni e servizi acquistati su Internet lascia sempre qualcuno perplesso. D'altronde, la prima remora dei consumatori è spesso di ordine emotivo: pagare qualcosa che non si è visto realmente, toccato, provato. Spesso, qualcosa che non si può possedere subito. La diffidenza è naturale, soprattutto in Paesi come il nostro ancora poco abituati alle transazioni elettroniche in generale (come il pagobancomat o la carta di credito). Negli ultimi anni, la situazione è decisamente migliorata e sempre più persone si affidano a questi mezzi. Tuttavia, la paura sull'effettiva sicurezza dei pagamenti elettronici è ancora molto diffusa.

I metodi di pagamento online L'e-commerce si è adeguato, in una certa misura, a queste paure e ha studiato diversi sistemi di pagamento di beni o servizi. Il metodo più diffuso e utilizzato, ovviamente, è la carta di credito, che garantisce praticità, sicurezza ed efficacia. Comunque, considerando soprattutto la scarsa propensione degli italiani al suo uso, quasi tutti i siti di e-commerce permettono di effettuare pagamenti anche tramite bonifici bancari oppure in contrassegno alla ricezione della merce. Senza entrare nel merito di pregi e difetti di questi metodi di pagamento, bisogna registrare che sono efficaci soltanto per le transazioni di un certo tenore. Per le spese minute, rappresentano metodi troppo costosi: usereste la carta di credito per tre euro di spesa?

I micropagamenti

Le spese così piccole sono definite micropagamenti. Convenzionalmente, per micropagamenti si intendono spese al di sotto dei cinque dollari o dei cinque euro, anche se ormai in molti casi ci si riferisce ad essi già con il limite di 10 dollari o euro. Quello che conta è che le spese di queste dimensioni - lungi da sembrarci un valore troppo basso per essere preso in considerazione - sono invece un mercato importante e di tutto rispetto. Soprattutto per quanto riguarda Internet. Negli Stati Uniti si sta diffondendo sempre di più l'uso della carta di credito (o di debito o prepagate) anche per gli acquisti sotto i cinque dollari. Circa il 17% degli americani userebbe comunemente forme di pagamento elettronico per i micropagamenti. Secondo una ricerca di TowerGroup i micropagamenti occuperanno una fascia sempre più ampia del mercato Internet (soprattutto per la fruizione di contenuti) e del mercato della telefonia mobile (per la fruizione di servizi). Entro il 2010, i micropagamenti (Internet e telefonia mobile) varranno un mercato di oltre dieci miliardi di dollari.

Micropagamenti Internet e telefonia mobile.
Previsioni del valore del mercato USA (in miliardi)

Pagare il contenuto

In America, nel 2004, più di 14 milioni di utenti hanno comprato contenuti digitali dal valore inferiore ai due dollari. Nel 2003 erano stati 4 milioni: l'incremento è dunque pari al 350%. Ma che tipo di contenuto comprano gli utenti Internet? È stato dimostrato più volte con sondaggi e ricerche che la teoria del pagamento su abbonamento globale non funziona. Gli utenti si rifiutano di pagare una cifra mensile o annuale per poter accedere per esempio a un portale e a tutti i suoi servizi. Anche gli abbonamenti a siti di news o giornali online (per quanto già più comuni) non convincono i navigatori Internet. La strada, invece, è proprio quella del pagamento della singola azione/informazione. Non ci si abbona al giornale, ma si è disposti a pagare per leggere una certa news. Non ci si abbona per giocare online, ma se è il caso, si è disposti a pagare la singola partita dell'ultimo gioco in Rete. Questa è la tendenza. Secondo una ricerca pubblicata dalla Online Publishers Association (OPA), i contenuti per i quali si spende di più in termini di micropagamenti sono le news di tipo generalista, le cartoline elettroniche e i giochi online. Per gli altri settori di contentenuto, la predominanza di pagamenti più sostenuti è chiara. Ma la tendenza che va affermandosi è quella del micropagamento per microcontenuto.

Percentuale di spesa in singoli acquisti di contenuti online
per intervallo di prezzo (anno 2003)

Le soluzioni

In Europa, e in Italia in particolare, la diffusione dei micropagamenti è ancora abbastanza esigua, e questo sicuramente è un ostacolo per lo sviluppo dell'e-business di tipo contenutistico. Minore diffusione di Internet, minore dimestichezza con la carta di credito, commissioni troppo alte per i pagamenti con carte di credito (al contrario degli Stati Uniti) sono i principali motivi di freno. Una diffusione dell'uso della carta di credito per i micropagamenti come negli Stati Uniti, da noi è impensabile. Lo sviluppo dei micropagamenti, quindi, passa attraverso la telefonia. Se ci si pensa, la telefonia è da sempre quella che ha trovato il modo di far pagare spese di pochi centesimi di euro: nella bolletta. Quindi il conteggio degli scatti, ma non a tempo, bensì a valore del contenuto, come stabilito dal sito. Sistemi di questo tipo sono già in funzione e - anche se un po' macchinosi - sembrano funzionare: ricevo un codice dal sito che vende contenuto, quindi telefono a un numero a pagamento gestito dalla società di mediazione. Digito il codice e ho accesso al contenuto. La telefonata a pagamento può costare uno o due o tre euro al minuto, o come scatto alla risposta. Un metodo sicuro, anche se non proprio immediato. L'altro sistema utilizzato - soprattutto da chi vende loghi e suonerie - è quello dei dialer: direttamente navigando, nel momento in cui accedo a un'area a pagamento, vengo scollegato dal mio provider Internet e ricollegato a un numero a tariffazione più elevata. Anche questo metodo è perfetto e molto meno macchinoso: peccato che ormai dialer sia sinonimo di truffa. Troppi di questi sistemi non avvertono nel momento in cui si effettua il passaggio alla tariffa a pagamento maggiorato, e l'utente quindi non sceglie, ma viene truffato.
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