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Gennaio 2004 - Commercio estero

Raggiungere i mercati stranieri


Rendere la propria attività online aperta all’estero sembra banale, viste le possibilità offerte dalla Rete. Renderla vincente, però, non è un’operazione semplice, perché necessita di un approccio globale alla questione.



Si rimarca spesso l’importanza di Internet come strumento per raggiungere nuovi mercati e potenziali clienti esteri. Questo è innegabile, per la natura stessa della Rete, sviluppata a livello mondiale. Avere un sito Internet, però, non significa automaticamente parlare a tutto il mondo. Un sito registrato con dominio .it e scritto in italiano non può sperare di andare oltre il mercato nostrano con poche appendici straniere (essenzialmente una parte della Svizzera e alcune aree della regione balcanica). Da qui, però, non bisogna saltare alla facile conclusione di tradurre le proprie pagine online.
La questione va invece affrontata in un’ottica di progetto complessivo di e-business. La prima domanda da porsi riguarda il mercato a cui si vuole parlare e quanto può essere importante per il nostro business. Perché Internet è uno strumento globale al servizio, anche e soprattutto, delle realtà locali e magari periferiche che nella Rete trovano il primo e più importante mezzo di contatto con il resto del mondo. Quindi allontaniamo l’idea immediata di creare una versione internazionale del nostro sito. Questa andrà bene se – invece che in un mercato specifico – si desidera presentarsi genericamente all’estero, senza indirizzare risorse particolari in una direzione. Il suo impatto in termini di e-business, però, rischia di essere limitato. Grandi aziende, già strutturate e conosciute nel mondo, con esportazioni in tutti i Paesi potranno sfruttare questa idea di versione internazionale – in inglese – per presidiare aree già esplorate attraverso i canali tradizionali.

Le piccole imprese o le start-up però rischiano di non ricavare alcun vantaggio sui mercati esteri, se non una maggiore visibilità, comunque esigua vista l’immensa offerta ormai presente in Rete praticamente in ogni settore. Questa seconda tipologia d’azienda potrebbe meglio impiegare le proprie risorse studiando adeguatamente i mercati di maggior potenziale e muovendosi di conseguenza. Per queste imprese, il primo passo potrebbe essere quello della realizzazione di una versione internazionale del sito, in inglese e molto leggera: si può pensare, per esempio, anche solo a una o poche pagine di presentazione, con la descrizione delle attività, qualche esempio di prodotto o servizio realizzato, gli immancabili contatti. Così, la visibilità globale minima è assicurata. Il secondo e più importante passo, invece, va realizzato nei confronti di quei mercati che offrono le maggiori chance di successo. Se sono stati individuate aree specifiche, la mossa migliore da compiere è entrare direttamente in quei mercati con siti Web dedicati. Non si tratta solo di realizzare diverse versioni, ma di crearne di nuove, mantenendo un unico Url oppure registrandone altri con domini locali. L’ideale sarebbe realizzare tanti siti per ogni mercato che si reputa interessante, con progetto e struttura propri, simili a quello originario ma non necessariamente uguali. Bisogna pensare a questi nuovi siti come ad altrettante nuove sedi commerciali aperte nei Paesi prescelti. Si potrebbe obiettare che gli investimenti necessari a questo fine sarebbero cospicui. Si potrebbe rispondere che sono comunque di gran lunga inferiori all’apertura di una sede commerciale fisica all’estero, con il vantaggio che quel sito potrebbe svolgere in tutto e per tutto le funzioni di una sede reale.
Si tratta in ogni caso di tornare alla prima domanda essenziale da porsi: a quale mercato si vuole parlare e quanto può essere importante per il nostro business? Se a questa domanda si è risposto onestamente e correttamente, di sicuro gli investimenti non saranno troppi.
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