Per i professionisti il digitale è di rigore
Versamenti telematici delle tasse, obblighi di transazioni bancarie per i
pagamenti e ancora tante altre piccole questioni: la legge estiva del governo Prodi diventa operativa.
Il Decreto Legge 4.07.2006 n. 223, convertito nella Legge 4.08.2006 n. 248, porta diverse novità nei regimi
contabili dei professionisti. L'oggetto su cui si è focalizzata l'attenzione del legislatore è quello delle
modalità di pagamento: una piccola ma significativa rivoluzione che, aldilà delle polemiche di tipo politico,
cambierà alcune radicate abitudini del popolo della partita IVA. La legge contempla diversi aspetti contabili e
normativi, così come si intuisce dal titolo con cui il decreto era stato presentato: "Disposizioni urgenti per il
rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonchè interventi in
materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale". Proprio per la complessità della materia, il primo
consiglio, se ancora non è stato fatto, è quello di rivolgersi per chiarimenti al proprio commercialista.
Intanto, vediamo le novità più immediate ed eclatanti sul versante della digitalizzazione delle procedure.
Gli F24 solo telematici
Il termine era fissato per lo scorso primo ottobre, ma è stato differito al primo gennaio 2007. Dall'anno nuovo,
quindi, i titolari di partita IVA sono obbligati a pagare in via telematica e a trasmettere con la stessa modalità
all'Agenzia delle Entrate tutti i modelli F24 relativi al versamento dei tributi e contributi. Ne consegue che tutti i
titolari di partita IVA, se non lo posseggono, sono obbligati all'apertura di un conto corrente, considerato che il
pagamento deve necessariamente avvenire mediante addebito (telematico) bancario o postale. Le uniche eccezione al pagamento
per via telematica riguardano due casi: il primo è relativo ai versamenti a saldo per il 2005 o in acconto per il
2006 da parte dei contribuenti che avevano iniziato a pagare ratealmente i tributi e i contributi previdenziali di Unico
2006 (per i redditi 2005) su modello F24 cartaceo. Il secondo, invece, riguarda chi si trova nell'impossibilità di
aprire un conto corrente (soggetti falliti o protestati): in questo caso è ammesso il pagamento in forma cartacea,
ma avendo prodotto all'Agenzia delle Entrate idonea documentazione riguardo l'impossibilità di aprire il conto
corrente.
Attenzione ai conti
Il popolo della partita IVA, quindi, avrà un ulteriore motivo per preoccuparsi dei propri conti correnti. Infatti,
salvo accordi diversi con la propria banca, la mancanza o l'insufficienza sul conto corrente dei fondi necessari per il
pagamento del modello F24 comporta appunto il mancato pagamento. Questo si configura come un "mancato versamento", con il
conseguente addebito al contribuente delle relative sanzioni e interessi. Nello stesso modo è considerato il mancato
versamento dovuto a un errore materiale nella segnalazione dei dati del conto corrente bancario (per esempio, un numero
sbagliato del conto corrente).
Le modalità di pagamento
I professionisti hanno a disposizione tre diverse possibilità per avviare le procedure di comunicazione telematica
e relativo pagamento dei modelli F24. Si può semplicemente ricorrere a un intermediario telematico come uno studio
di commercialisti, al quale si rilascia un apposita delega per le operazioni (con l'ovvia tutela di tutti gli altri dati
bancari personali). In alternativa si può utilizzare il servizio di F24 online dell'home banking delle relative
banche. Infine ancora si può provvedere in proprio al pagamento e alla spedizione attraverso il servizio telematico
(Entratel o
Fisconline ) utilizzato per la
presentazione telematica delle dichiarazioni: in questo caso occorre essere utenti abilitati ed essere titolari di un conto
corrente presso una delle banche convenzionate (tutti i principali istituti, come da elenco
pubblicato
online) con l'Agenzia delle Entrate.
Cambiano i pagamenti per l'attività
Parimenti ai pagamenti degli F24, nuovi obblighi sono previsti anche per le somme riscosse nell'esercizio
dell'attività.
Le persone fisiche che esercitano arti e professioni e le società o associazioni tra artisti e professionisti sono
obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali nei quali affluiscono, obbligatoriamente, tutti i
proventi del lavoro e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.
I compensi in denaro, quindi, sono riscossi esclusivamente tramite assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre
modalità di pagamento bancario o postale, nonchè mediante sistemi di pagamento elettronico. Sono escluse
soltanto le transazioni con importi unitari inferiori a 1.000 euro (limite che si abbasserà a 500 euro il prossimo
primo luglio 2007, e quindi a soli 100 euro il primo luglio 2008). I conti correnti bancari o postali obbligatori per le
transazioni di tipo professionale possono non essere esclusivi, ma possono essere utilizzati anche per operazioni di tipo
privato o familiare non riguardante la propria attività lavorativa.
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