Per la fine di agosto dovrebbero entrare in vigore le nuove norme per l’assegnazione
dei nomi a dominio .it, senza più alcuna restrizione.
Finora solo le aziende e i professionisti con partita Iva hanno potuto registrare molteplici nomi a dominio .it. Molto presto, secondo
quanto annunciato dalla Registration Authority, anche i privati
potranno farlo. Entro la fine di agosto dovrebbe cadere infatti il vincolo di una sola registrazione per i domini .it da parte di privati
cittadini.
Nuovi affari all’orizzonte
Nel lungo cammino sulla deregulation, le norme di registrazione del dominio .it hanno permesso un forte sviluppo della diffusione dei domini
.it solo a partire dal 2000, quando ad aziende e professionisti furono tolte limitazioni quantitative nella registrazione di nomi: a
quell’epoca, il balzo fu enorme e si passò da 90.000 a 430.000 nomi in soli dodici mesi. Ora, con la deregulation per i privati,
si stima che la crescita possa essere nell’ordine del 25%. Se si considera che i nomi registrati con top level domain .it sono
poco meno di 1 milione, e la crescita normale è di circa 15.000 nomi nuovi al mese, allora si intuisce come un salto in avanti –
sia pur contenuto – possa regalare un po’ di soddisfazione a mantainer e, soprattutto, registration authority.
A chi serve
Infatti, sono questi i due attori che dovrebbero trarre qualche giovamento dalle nuove possibilità di registrazione. Visto le
caratteristiche dei nuovi utenti privati, i web master non dovrebbero avere grandi chance di incrementare i loro affari. D’altra parte,
bisogna capire come gli stessi privati andranno a incrementare il numero di nomi a dominio. È possibile che crescano i siti “a
tempo”, destinati a durare lo spazio di un’occasione e poi pian piano a sparire: per esempio per i matrimoni, per una vacanza
particolare, per una nascita in famiglia ecc. Se questo fosse vero, allora forse si riaprirebbe anche qualche spiraglio di business per i
web master.Infatti, si può pensare a una specializzazione nella realizzazione di siti leggeri, veloci da farsi e piuttosto lineari
nei contenuti: tre-quattro pagine standard, semplici e raffinate, da proporre a prezzi popolari offrendo un servizio all inclusive,
dalla creazione alla registrazione.
I domini nel mondo
Mentre in Italia arriviamo alla deregulation per la registrazione dei domini .it, nel mondo sembra in atto una rinnovata attenzione al
mercato dei nomi di dominio. Attualmente, secondo Verisign,
leader nel mondo delle registrazioni di nomi a dominio (perché è esclusivista mondiale del TLD .com e .net), sarebbero
circa 70 milioni i nomi registrati in tutto il mondo (compresi quelli degli enti di registrazione geografici, come il .it). Oltre a
crescere, le registrazioni accellerano anche: se nel primo trimestre del 2003 le nuove registrazioni furono 3,7 milioni, nel primo trimestre
2004 sono state 4,1. Il successo sarebbe determinato anche dalle nuove possibilità di registrare con estensioni in carattere russo,
cinese e arabo.
Una nuova insidia per l’Italia
Mentre tutto sembra volgere al meglio, sul fronte dei nomi a dominio, in Italia spunta la nuova, ennesima norma che rischia di far fermare il
Web nostrano. Annunci di questo tipo – Internet a rischio! La Rete in pericolo! ecc – ne abbiamo sentiti molti in questi
anni, e la maggior parte delle volte si sono risolti nel nulla più totale. Quindi, ogni notizia in tal senso va presa con beneficio
d’inventario, anche se l’attenzione è sempre bene che sia alta. Ma vediamo di che cosa si tratta, per il momento limitandoci
alla segnalazione.
Il deposito dei siti
La legge 106/2004 dello scorso aprile, infatti, impone il deposito obbligatorio, “o deposito legale”, dei documenti destinati
all’uso pubblico e fruibili mediante la lettura, l’ascolto e la visione, qualunque sia il loro processo tecnico di produzione, di
edizione o di diffusione. La normativa sul deposito obbligatorio delle pubblicazioni esiste fin dal 1939, ma è la nuova previsione
dell’articolo 4 (sulle categorie di documenti destinati al deposito legale) a mettere potenzialmente in crisi il Web: tra le
categorie di documenti destinati al deposito legale ci sono anche i “documenti diffusi tramite rete informatica” non rientranti
nelle altre categorie. In pratica, chi gestisce un sito Web dovrebbe inviarne il contenuto alle biblioteche centrali adibite al deposito
(Biblioteca nazionale centrale di Firenze e la Biblioteca nazionale centrale di Roma). Gli inadempienti rischiano sanzioni
pecuniarie.
Perché la legge diventi operativa ha bisogno di un apposito regolamento attuativo atteso entro sei mesi dalla legge (entro la
fine di ottobre, quindi). Vedremo allora, che effetti reali ci saranno per il popolo di Internet.