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Luglio 2004 - Domini internet

Deregulation completa per i domini .it


Per la fine di agosto dovrebbero entrare in vigore le nuove norme per l’assegnazione dei nomi a dominio .it, senza più alcuna restrizione.


Finora solo le aziende e i professionisti con partita Iva hanno potuto registrare molteplici nomi a dominio .it. Molto presto, secondo quanto annunciato dalla Registration Authority, anche i privati potranno farlo. Entro la fine di agosto dovrebbe cadere infatti il vincolo di una sola registrazione per i domini .it da parte di privati cittadini.

Nuovi affari all’orizzonte

Nel lungo cammino sulla deregulation, le norme di registrazione del dominio .it hanno permesso un forte sviluppo della diffusione dei domini .it solo a partire dal 2000, quando ad aziende e professionisti furono tolte limitazioni quantitative nella registrazione di nomi: a quell’epoca, il balzo fu enorme e si passò da 90.000 a 430.000 nomi in soli dodici mesi. Ora, con la deregulation per i privati, si stima che la crescita possa essere nell’ordine del 25%. Se si considera che i nomi registrati con top level domain .it sono poco meno di 1 milione, e la crescita normale è di circa 15.000 nomi nuovi al mese, allora si intuisce come un salto in avanti – sia pur contenuto – possa regalare un po’ di soddisfazione a mantainer e, soprattutto, registration authority.

A chi serve

Infatti, sono questi i due attori che dovrebbero trarre qualche giovamento dalle nuove possibilità di registrazione. Visto le caratteristiche dei nuovi utenti privati, i web master non dovrebbero avere grandi chance di incrementare i loro affari. D’altra parte, bisogna capire come gli stessi privati andranno a incrementare il numero di nomi a dominio. È possibile che crescano i siti “a tempo”, destinati a durare lo spazio di un’occasione e poi pian piano a sparire: per esempio per i matrimoni, per una vacanza particolare, per una nascita in famiglia ecc. Se questo fosse vero, allora forse si riaprirebbe anche qualche spiraglio di business per i web master.Infatti, si può pensare a una specializzazione nella realizzazione di siti leggeri, veloci da farsi e piuttosto lineari nei contenuti: tre-quattro pagine standard, semplici e raffinate, da proporre a prezzi popolari offrendo un servizio all inclusive, dalla creazione alla registrazione.

I domini nel mondo

Mentre in Italia arriviamo alla deregulation per la registrazione dei domini .it, nel mondo sembra in atto una rinnovata attenzione al mercato dei nomi di dominio. Attualmente, secondo Verisign, leader nel mondo delle registrazioni di nomi a dominio (perché è esclusivista mondiale del TLD .com e .net), sarebbero circa 70 milioni i nomi registrati in tutto il mondo (compresi quelli degli enti di registrazione geografici, come il .it). Oltre a crescere, le registrazioni accellerano anche: se nel primo trimestre del 2003 le nuove registrazioni furono 3,7 milioni, nel primo trimestre 2004 sono state 4,1. Il successo sarebbe determinato anche dalle nuove possibilità di registrare con estensioni in carattere russo, cinese e arabo.

Una nuova insidia per l’Italia

Mentre tutto sembra volgere al meglio, sul fronte dei nomi a dominio, in Italia spunta la nuova, ennesima norma che rischia di far fermare il Web nostrano. Annunci di questo tipo – Internet a rischio! La Rete in pericolo! ecc – ne abbiamo sentiti molti in questi anni, e la maggior parte delle volte si sono risolti nel nulla più totale. Quindi, ogni notizia in tal senso va presa con beneficio d’inventario, anche se l’attenzione è sempre bene che sia alta. Ma vediamo di che cosa si tratta, per il momento limitandoci alla segnalazione.

Il deposito dei siti

La legge 106/2004 dello scorso aprile, infatti, impone il deposito obbligatorio, “o deposito legale”, dei documenti destinati all’uso pubblico e fruibili mediante la lettura, l’ascolto e la visione, qualunque sia il loro processo tecnico di produzione, di edizione o di diffusione. La normativa sul deposito obbligatorio delle pubblicazioni esiste fin dal 1939, ma è la nuova previsione dell’articolo 4 (sulle categorie di documenti destinati al deposito legale) a mettere potenzialmente in crisi il Web: tra le categorie di documenti destinati al deposito legale ci sono anche i “documenti diffusi tramite rete informatica” non rientranti nelle altre categorie. In pratica, chi gestisce un sito Web dovrebbe inviarne il contenuto alle biblioteche centrali adibite al deposito (Biblioteca nazionale centrale di Firenze e la Biblioteca nazionale centrale di Roma). Gli inadempienti rischiano sanzioni pecuniarie.
Perché la legge diventi operativa ha bisogno di un apposito regolamento attuativo atteso entro sei mesi dalla legge (entro la fine di ottobre, quindi). Vedremo allora, che effetti reali ci saranno per il popolo di Internet.
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